Rapina, uno degli arrestati nega:
«Mi doveva dei soldi per un’auto,
non aveva denaro con sè»
SAN SEVERINO - L'uomo, 70enne, è comparso oggi davanti al gip del tribunale di Macerata e ha dato la sua versione dei fatti. Il suo legale: «Non è rapina, al massimo si potrebbe parlare di esercizio arbitrario delle proprie ragioni». Esce dai domiciliari la donna arrestata: obbligo di dimora

Il tribunale di Macerata
di Gianluca Ginella
«Non ho rapinato nessuno e l’uomo che mi ha denunciato non aveva soldi con sé. Mi doveva del denaro», così il 70enne finito agli arresti domiciliari per rapina ad un commerciante. Oggi l’uomo ha dato la sua versione dei fatti al gip del tribunale di Macerata nel corso dell’interrogatorio di garanzia.
L’uomo, di San Severino, ha dato una versione del tutto diversa rispetto a quanto gli viene contestato dagli inquirenti. Oltre a lui era stata arrestata anche una donna che avrebbe telefonato al commerciante dandogli appuntamento per vendere la vettura. Per entrambi oggi c’è stato l’interrogatorio al tribunale di Macerata. Due udienze separate.
La donna, assistita dall’avvocato Cristina Servi, si è avvalsa della facoltà di non rispondere. È accusata di concorso morale nella rapina che sarebbe avvenuta il 18 dicembre dello scorso anno a San Severino. Quel giorno secondo carabinieri e procura un commerciante sarebbe stato rapinato di 3mila euro da due uomini (uno al momento non sarebbe stato identificato) che gli avrebbero strappato il giubbotto (la difesa del 70enne precisa che era un corpetto) in cui c’era il portafoglio con i soldi per pagare l’auto della donna.
Il ruolo della donna «è stato di aver fatto la telefonata per vendere l’auto, non sapeva le intenzioni degli altri e non ha partecipato al fatto» dice l’avvocato Servi. Il legale al termine dell’udienza ha chiesto per la sua assistita, una 50enne, una misura meno afflittiva rispetto a quella dei domiciliari. Il giudice Daniela Bellesi ha accolto la richiesta e disposto l’obbligo di dimora.
Ha invece parlato a lungo il 70enne («che non ha precedenti» sottolinea il suo legale) negando di aver rapinato il commerciante. Per la difesa «al massimo si può parlare di esercizio arbitrario delle proprie ragioni». Il 70enne ha spiegato che «non volevo rapinare niente, il commerciante si è divincolato e ha perso il corpetto. Non c’erano soldi».
Questo quanto sostiene l’uomo. Che ha detto di aver dato appuntamento al commerciante perché, sostiene «gli avevo venduto un’auto ad agosto e mi doveva dare 5mila euro». Il legale annuncia che chiederà una misura meno afflittiva per il suo assistito e ha presentato documentazione in merito alla vendita dell’auto e al fatto che il suo assistito sostiene che non gli sarebbe stata pagata.
Con la scusa di vendergli un’auto lo attirano in trappola e lo rapinano