Tolentino, l’opposizione accusa:
«L’eredità Otello Rascioni
non è più nella cassa vincolata»
POLITICA - Silvia Luconi (Fratelli d'Italia) ha sottolineato durante il Consiglio comunale di ieri sera la mancanza di tre milioni di euro nella voce di bilancio. Massimo D’Este di Civico 22 ha ritirato l'interrogazione in cui chiedeva lumi sul rinnovo del Cda dell’Asp Porcelli. Il commento del sindaco: «Avrei piacere di discuterne con lei, privatamente». La replica: «Si risponde pubblicamente»

Silvia Luconi
di Francesca Marsili
«La cassa vincolata passa da 3milioni e 700mila euro del 2021 a 882mila del 2023, anni di piena amministrazione Sclavi. Quel denaro vincolato è quello dell’eredità Rascioni Otello, che serviva all’ampliamento della casa di riposo come da suo testamento». E’ il j’accuse della consigliera di minoranza di Fratelli d’Italia Silvia Luconi nel Consiglio comunale di ieri sera durante l’approvazione del Conto consuntivo 2023. Diversi i punti all’ordine del giorno. E se da una interrogazione ci si aspetta faccia chiarezza, in tutt’altra direzione sembra andare la risposta del sindaco Mauro Sclavi a quella presentata dal consigliere Massimo D’Este di Civico 22 che nell’assise di ieri chiedeva lumi sul rinnovo del Cda dell’Asp Porcelli. Sclavi, dopo aver chiesto a D’Este di ritirarla con la motivazione che le sue condizioni di salute dell’ultima settimana non gli hanno permesso di prepararsi alla risposta ha aggiunto: «Avrei piacere di discuterne con lei, privatamente». Non esattamente la trasparenza che ci si aspetta riguardo il rinnovo di un organo che – per ricollegarci proprio alla Casa di riposo – dovrà deciderne le sorti e anche come impiegare il lascito di Rascioni.

Mauro Sclavi
«Capisco che sia più utile parlare in privato delle interrogazioni che vengono ritirate su richiesta del sindaco perché scomode – commenta la consigliera Luconi -, Il ruolo che mi è stato chiesto dalla città é ben definito e non ho mai nascosto il mio pensiero. Benché la minoranza sia dura, non bisogna amministrare per forza. So da sola che porre questioni che scottano non aumentano di certo il gradimento che la maggioranza può avere su di un consigliere di minoranza, ma il nostro ruolo non è quello di accattivarci i sorrisini compiacenti di chi amministra, ma mostrare alla città quale sia il nostro pensiero su questioni nodali per il futuro della città». Sclavi ha risposto all’interrogazione della meloniana Luconi sull’incarico ad Alessandro Maccioni, ex direttore Area Vasta 3, come consulente delle terme di Santa Lucia. «Non riesco a capire perchè parla di commissariamento di Lombardelli – ha esordito -. Ho visto, invece, la funzionalità del Cda, delle persone che si sono messe a disposizione della città. Per la prima volta è stato redatto un bilancio analitico dal quale è merso che le Terme sono in perdita di 500mila euro l’anno. Il compito di Maccioni sarà quello di ripianare la perdita e produrre un utile». Per Luconi che le Terme fossero in perdita non è una novità: «io stessa avevo detto che non potevano più sostentarsi con le sole insufflazioni e avevo una chiara idea di rilancio. Il problema non si risolve con una consulenza di 8 mesi».

Diego Aloisi
Come dicevamo, sotto la lente dell’ex assessora al Bilancio è finita la voce “cassa vincolata” che, stando a quanto certificato dai revisori contabili, è diminuita di circa 3milioni di euro, più o meno la cifra donata dal compianto Otello Rascioni al Comune di Tolentino con il preciso di scopo di aumentare capienza e servizi della Casa di riposo Porcelli. «Lo scorso anno ci dicevano che sparavamo i numeri a caso, quest’anno che leggiamo solo che ci pare – ha esordito Luconi -. Ma forse l’unico che non legge quello che è scomodo da dire è l’assessore Aloisi, difeso poi dalla sua Vicesindaco Alessia Pupo che al netto del discorso da buon avvocato, di concreto non ha effettivamente detto nulla che potesse smentire che la cassa vincolata passa da 3.738.712 del 2021 quando ero io assessore al bilancio e vicesindaco a 882.620 euro del 2023. In buona sostanza – ha aggiunto -, sta accadendo quello che abbiamo combattuto noi nel 2012 con i proventi dei loculi cimiteriali e del teatro Vaccaj finiti sulla spesa corrente e questo è gravissimo perché nonostante l’assessore Aloisi dica che sarebbe in grado di ripristinare in un giorno i quasi 3 milioni che mancano, sa benissimo che non sarebbe possibile, perché se li avesse avuti non avrebbe speso quelli vincolati. È anche offensivo per i cittadini tentare da parte della maggioranza di mistificare queste ovvietà, quasi come se tutti noi non avessimo le più normali basi non tanto di economia, ma di buon senso». Al contrattacco l’assessore al Bilancio Diego Aloisi. «L’opposizione ha voluto far credere che abbiamo sperperato i soldi dell’eredità Rascioni, cosa errata e scorretta in quanto le somme sono vincolate nel nostro bilancio e sono saldamente al loro posto. Imparino invece la differenza tra principio di cassa e di competenza, credo che almeno dopo 10 anni di amministrazione ce lo dovevano, anziché spargere terrore su un fatto che non sussiste». Per Aloisi il frutto del lavoro svolto dalla nuova amministrazione Sclavi «è evidente, abbiamo presentato alla città un conto consuntivo che prova una gestione solida.

Monia Prioretti
C’eravamo posti degli obiettivi, tutti centrati, come la liberazione dei fondi vincolati per crediti di dubbia esigibilità effetto di una migliore capacità di riscossione del settore tributi e dei minor accantonamenti dovuti al passaggio del Comune come “buon pagatore” per un impatto di un milione di euro. Il risultato di amministrazione è tra i più alti degli ultimi anni e ci consente di rafforzare i conti su più fronti – ha evidenziato -. Consapevoli delle grandi incertezze relative ai costi delle utenze e soprattutto da una proroga dei mutui di cui ancora godiamo ma che non sarà infinita, abbiamo deciso di accantonare risorse da liberare all’occorrenza e soprattutto di cambiare passo nel ripianare il disavanzo trentennale che ingessa dal 2015 il nostro Ente. Non abbiamo inoltre aumentato i servizi a domanda individuale, con dispiacere nel 2024 aumenterà invece la Tari, come in tutti gli altri comuni. Nei circa 90 milioni di opere finanziate in questi anni da fondi nazionali ed europei, opere che stanno procedendo (Castello della Rancia e San Nicola sono già iniziati, palazzo Sangallo, palazzo Comunale seguiranno) abbiamo voluto inserire palazzo Fidi insieme al rilancio del museo archeologico Aristide Gentiloni Silverj, innovato e potenziato con fondi Pnrr. Si sono trovate anche risorse per 200mila euro che sommate alle 700 mila del bando sport e periferie ci permetteranno la riqualificazione del palazzetto dello sport G. Chierici e della tensostruttura nell’impianto Ciommei. Abbiamo investito nel solo 2023 460 mila euro nelle manutenzioni stradali, degli immobili e nella viabilità, 160 mila euro nel verde (+40% rispetto al 2022)». Per la consigliera di minoranza di Tolentino nel Cuore Monia Prioretti: «ll fatto che diminuiscono le entrate spiega il perché siano ricorsi ad utilizzare i fondi vincolati e dunque anche i fondi della donazione Rascioni destinati alla casa di riposo. Diminuiscono le entrate in conto capitale: (hanno incassato solo il 18% di quanto accertato nel 2023), ma anche le entrate tributarie. In compenso aumentano i residui attivi, vale a dire i soldi che devono essere incassati (nel 2022 sono aumentati di 8 milioni di euro, nel 2023 di altri 4 milioni di euro)».
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Massimo d’Este
Il consigliere di minoranza Massimo D’Este ritiene «assolutamente doveroso» un chiarimento su quanto accaduto in Consiglio in merito all’interrogazione da lui presentata sul rinnovo del Cda dell’Asp Porcelli, volta a comprendere, «viste le voci circolanti in senso contrario, se, ed eventualmente con che modalità, l’amministrazione ritenesse di coinvolgere il consiglio comunale nella determinazione dei criteri di nomina secondo quanto stabilito dallo statuto». «Prima del consiglio, il sindaco mi ha pregato di soprassedere sull’interrogazione a causa di problemi di salute che gli avevano impedito di studiare la questione. Ciò, peraltro non senza l’impegno ad offrire tutti i chiarimenti richiesti coinvolgendo le forze politiche rappresentate in consiglio in un tavolo separato. E’ parso a me doveroso sul piano umano e del fair play istituzionale, rispondere di sì – evidenzia l’ex candidato sindaco del centro sinistra -. Ma mi hanno francamente lasciato di stucco le parole poi usate dal sindaco per spiegare le ragioni della mia rinuncia parlando di chiarimenti che sul tema dell’interrogazione egli avrebbe in un secondo momento provveduto a fornirmi privatamente. Non solo infatti ad un’interrogazione non si risponde privatamente – né privatamente si risponde ad un’ interrogazione rinunciata per gli spiegati motivi –, ma, come detto, l’impegno preso dal sindaco con me era un altro. Voglio fortemente sperare si sia trattato di un’infelice espressione, ma ciò che aspetto è che ora questo tavolo di discussione, come promesso, si apra quanto prima e riguardi tutte le forze politiche rappresentate in consiglio».
(Ultimo aggiornamento alle 14,45)