Le stazioni di Sforzacosta e Matelica
diventano centri multiservizi:
c’è anche l’Amazon Locker
PRESENTAZIONE questa mattina a Roma per il progetto promosso dalle società del Gruppo Fs e rivolto agli scali ferroviari dei comuni con meno di 15mila abitanti. I lavori nel Maceratese sono in fase di completamento

La presentazione del progetto oggi a Roma
Riqualificazione dei fabbricati viaggiatori, posizionamento di Amazon Locker e lavori per rendere le stazioni di Urbisaglia-Sforzacosta e di Matelica centri multiservizi per la comunità. E’ l’obiettivo di Stazioni del Territorio, progetto promosso dalle società del Gruppo Fs e rivolto agli scali ferroviari dei comuni con meno di 15 mila abitanti.
«L’iniziativa – fa sapere la società- mira a trasformare le stazioni in centri polifunzionali utilizzando fabbricati, con spazi disponibili, e aree esterne in disuso così da metterli a disposizione della cittadinanza con l’inserimento di servizi polivalenti e di pubblica utilità. Il progetto è stato presentato oggi nella sede del Gruppo FS a Roma dal vicepresidente del Consiglio e ministro delle Infrastrutture e dei Trasporti Matteo Salvini, dal commissario alla Ricostruzione Guido Castelli, dal segretario generale Anci Veronica Nicotra, dall’ad del Gruppo FS Luigi Ferraris dall’ad e direttore generale di Rfi Gianpiero Strisciuglio, dal direttore Luiss School of Government e condirettore Luiss Policy Observatory Giovanni Orsina. Durante la presentazione è stato effettuato un collegamento in diretta con la stazione di Popoli-Vittorito a Pescara.
Stazioni del Territorio coinvolgerà 20 scali in tutta Italia e ha già preso il via in cinque stazioni pilota, situate nelle quattro regioni del Centro Italia coinvolte nei sismi del 2009 e del 2016: oltre a Urbisaglia e Matelica per cui i lavori sono in fase di completamento, ci sono Popoli-Vittorito (Pescara), Antrodoco Centro (Rieti) e Baiano di Spoleto (Perugia).

La stazione di Urbisaglia
Alla stazione di Urbisaglia-Sforzacosta sono conclusi i lavori di manutenzione al fabbricato viaggiatori, tra cui il rifacimento completo della facciata e il ripristino del tetto e del manto di copertura. Per volontà dell’Amministrazione Comunale, è stata mantenuta attiva la locazione dell’edificio alla Protezione Civile. Nell’area esterna al fabbricato, è presente un locale ex-magazzino di proprietà di Rfi che, previe verifiche tecniche, sarà consegnato al territorio per diventare area di accesso alla nuova stazione; verranno realizzati un parcheggio e un sottopasso. Sul piazzale di stazione, inoltre, verrà posizionato l’Amazon Locker.
Nella stazione di Matelica, invece, nel fabbricato viaggiatori sono stati già riqualificati l’atrio, dove a breve saranno realizzate postazioni di lavoro con prese elettriche per consentire di ricaricare dispositivi elettronici, e i locali che ospiteranno un ambulatorio medico. Sono in corso i lavori per un secondo ambulatorio, adiacente al primo e sugli ex locali gestiti dalla Pro Loco, utilizzati come magazzini, e che verranno consegnati al Comune per insediare, attraverso la rotazione all’uso, la sede dei comitati di quartiere per attività sociali. Nel piazzale esterno, a seguito di autorizzazione a procedere ai lavori di riqualificazione da parte di RFI, verranno realizzate, a cura del Comune, le opere di riorganizzazione degli stalli di sosta e l’installazione di una pensilina con copertura fotovoltaica. L’area verde sarà messa a disposizione del Comune. Nell’area esterna sarà posizionato l’Amazon Locker.

La stazione di Matelica
Una seconda fase del progetto prevede il coinvolgimento anche di Loreto, oltre a Sesto Calende (Varese), Arona (Novara), Gemona del Friuli (Udine), Camogli (Genova), Diano Marina (Imperia), Passignano sul Trasimeno (Perugia), Piazza al Serchio (Lucca), Loreto (Ancona), S. Gavino Monreale (Sud Sardegna), Golfo Aranci (Sassari), Tropea (Vibo Valentia), Maratea (Potenza), Cesano di Roma (Roma), Sant’Agata di Militello (Messina), San Marcellino – Frigano (Caserta).
«I criteri per la selezione delle stazioni – si legge nella nota di Rfi – sono stati i seguenti: Comuni al di sotto dei 15mila abitanti, copertura della rete internet, disponibilità di spazi adeguati all’inserimento dei servizi, con servizio viaggiatori attivo, e situate prevalentemente in contesti urbanizzati. I servizi presenti in stazione sono stati oggetto di accordi sottoscritti dal Gruppo FS Italiane con Amazon Locker, Associazione nazionale carabinieri, Croce Rossa Italiana, Federazione dei medici di medicina generale (Fimmg), Federfarma e Sport e Salute.L’iniziativa prevede anche l’interlocuzione con Infratel Italia che, in stretto coordinamento con i comuni, è a disposizione per portare la connessione WI-FI gratuita all’interno delle stazioni ferroviarie. Secondo lo studio “Piccole Stazioni: un tempo nuovo per i borghi” realizzato dal Policy Observatory della Luiss School of Government in collaborazione con il Gruppo FS è emerso infatti che il 78% degli intervistati ritiene che risiedere in un borgo offra una migliore qualità della vita rispetto alla città, di particolare interesse che il 39% dei giovani tra i 18 e i 34 anni abbia valutato la possibilità di vivere in un borgo. Questa tendenza, tuttavia, secondo il Policy Observatory si scontra con alcune sfide, come l’accesso ai servizi, la connettività e le opportunità di lavoro. Il progetto Stazioni del Territorio si propone quindi come un ponte verso la realizzazione di questa aspirazione, offrendo alle stazioni ferroviarie non solo una rinnovata centralità ma anche un cambio di visione: da semplici snodi ferroviari a hub di servizi, cultura e coesione sociale per le rispettive comunità locali».
COMITATO NO SOTTOPASSO VIA CARDUCCI S.S.16 CIVITANOVA MARCHE:
ANTONIO DE CURTIS, in arte TOTO’, celebre attore comico italiano anche per le citazioni, avrebbe ripetuto per quanto enfatizzato nell’articolo “…QUISQUILIE E PINZELLACCHERE…” di fronte ai giganteschi problemi e danni, temporanei e permanenti, che RFI-TRENITALIA, con le sue controllate ANAS e QUADRILATERO, causerà a tutta via CARDUCCI immobili ed attività di servizi bancari, commerciali e privati, quando in alternativa ci sono altre soluzioni nettamente migliori sotto tutti i punti di vista: economico, liberalizzazione dei due quartieri RISORGIMENTO e SAN MARONE ZONA COOP, riduzione del traffico sul collo d’imbuto attuale, indipendenza del traffico autoveicolare da quello del treno, senza danni su via CARDUCCI.
Se RFI TRENITALIA fosse così attenta agli interessi di CIVITANOVA insieme all’AMMINISTRAZIONE COMUNALE ed ai partiti politici NON FAREBBE IL SOTTOPASSO….
Sono stato contattato ancora una volta dall’ex capo stazione di Civitanova Marche, da tempo in pensione RFI-TRENITALIA, VITTORIO DE SERIIS che conosce molto bene la tratta ferroviaria secondaria CIVITANOVA-ALBACINA ed in particolare la problematica del PASSAGGIO A LIVELLO N.1, condividendo soluzioni alternative al sottopasso stradale come il COMITATO NO SOTTOPASSO FA DAL 29/05/2015; sono stato invitato a pubblicare la sua email in modo integrale come segue:
“COME RISOLVERE IL PROBLEMA DEL PASSAGGIO A LIVELLO DI VIA CARDUCCI: l’annoso problema del passaggio a livello di via Carducci è sotto gli occhi di tutti e un paio sono le soluzioni che sono state portate avanti creando problemi agli abitanti della zona e decine di milioni per realizzare un sottovia oppure un parziale abbassamento del binario.
E’ il caso di esaminare una soluzione condivisa da qualche ex dipendente delle FS, in base alla quale il problema si può risolvere con una minima spesa trasformando le caratteristiche tecniche delle barriere in un passaggio a livello, così detto automatico, come quello esistente in via EINAUDI che non crea alcun disagio al traffico automobilistico.
Anni fa il passaggio a livello di via CARDUCCI era sopportabile in quanto erano gli operatori della stazione a predisporre gli itinerari di arrivo e partenza, immediatamente prima del passaggio del convoglio ferroviario sull’attraversamento stradale. Da anni l’impianto è stato automatizzato e ciò determina lunghi periodi di sbarre chiuse con soste prolungate dei veicoli sulla strada, con il comprensibile disagio e apprensione dei conducenti.
In pratica nel predisporre gli itinerari di arrivo e partenza , è da escludere , come adesso avviene, con la condizione delle sbarre chiuse, ma saranno i convogli transitando su appositi dispositivi installati sui binari, a farlo proprio nell’imminenza del sopraggiungere su quell’attraversamento stradale, il che ai due lati ci saranno segnali di via libera o di stop.
Tenuto conto che il passaggio a livello dista dalla stazione km.1,002, per i treni di arrivo è da avanzare verso la stazione il segnale, cosiddetto di protezione, ubicandolo a 400 metri dalla stazione, in luogo degli attuali 1200 metri circa, in modo da inserire il PL nelle esigenze tecniche della linea, mentre per i treni in partenza i dispositivi di chiusura, i cosiddetti “pedali”, sono da inserire proprio in uscita dalla stazione riducendo ai convogli la velocità massima di 30 KM./H, in modo che il percorso venga coperto in circa 2 minuti, margine necessario per realizzare l’abbassamento delle barriere. Se non sufficiente la velocità può essere ulteriormente abbassata ed il perditempo sarà ugualmente minimo.”
Ripeto quanto già detto: data la situazione della zona fare il sottopasso stradale su via Carducci è una follia oltre al caos durante i lavori