Treia ricorda don Giuseppe Palmucci
a 100 anni dalla nascita:
«Ora una via in suo onore»
RICORRENZA - Per l'occasione il nipote Enrico avanza la proposta: «Sarebbe un sogno veder dedicato a lui un luogo della città». Il vicesindaco Buschittari: «Gli va dato un giusto riconoscimento, magari in concomitanza con i 10 anni dalla scomparsa, il prossimo 7 giugno»

Don Giuseppe Palmucci
Treia celebrerà domani la figura di don Giuseppe Palmucci a 100 anni dalla nascita, avvenuta il 16 aprile 1924. Un personaggio molto amato e ancora oggi sono molteplici le testimonianze che vogliono omaggiare «un uomo solidale, sacerdote dal cuore umile e accogliente». Così recitava il suo manifesto funebre dopo la notizia della dipartita avvenuta quasi 10 anni fa, il 7 giugno 2014. Aveva dedicato la sua vita pastorale al servizio del prossimo, fornendo, tra i tanti esempi della sua opera, un aiuto concreto ai giovani e promuovendo, tra i primi, l’occupazione femminile.
Don Giuseppe Palmucci fu ordinato sacerdote dal cardinale Ferdinando Longinotti il 29 giugno 1949, mentre celebrò la prima messa solenne nella cattedrale di Treia il 3 luglio dello stesso anno. Seminarista a San Severino, è stato un assoluto protagonista della vita treiese: dall’organizzazione dell’oratorio alla vicinanza alle missioni, dalla fondazione del laboratorio maglieria Maria Immacolata (1954-1969), dove trovarono lavoro oltre un centinaio di giovani donne, impiegate sia nella produzione interna che in quella a domicilio. «Nostro zio è stato sempre impegnato per la comunità e noi tutti abbiamo sempre cercato di essergli vicino e di aiutarlo – racconta il nipote Enrico Palmucci per conto anche degli altri, Rosetta, Valentino, Gino e Luisa, e di tutti i familiari – la sua telefonata era costante, era sempre presente ed è stato capace di donarci molteplici insegnamenti: ha dato tanto a Treia e di questo siamo orgogliosi. Il sogno sarebbe ora di veder dedicata una via, una piazza o un luogo della città alla sua memoria».
Tra gli amici più cari anche Luigi Santalucia, già sindaco a Treia: «Sono unito a don Giuseppe da un vincolo di grande amicizia – ribadisce – ha celebrato tutte le cerimonie religiose della mia famiglia e per il paese è stata una figura importante che va ricordata per essere stato, penso non solo per la città, il primo prete-imprenditore. Tutte le ragazze di Treia e dei Comuni vicini hanno avuto un’opportunità lavorativa grazie al maglificio di don Giuseppe, avendo offerto loro un’alternativa concreta e meglio retribuita all’occupazione di domestica che era quella più usuale all’epoca. Don Giuseppe è stato per prima cosa però un grande prete, un grande oratore legato profondamente alla sua comunità».
Negli anni seguenti, don Giuseppe è stato inoltre presidente dell’asilo Savoia, trasferitosi anche nella cornice di Villa Spada, dando spazi e formazione adeguate ai giovani dell’epoca; così come, sempre nel servizio offerto verso le nuove generazioni, si ricorda anche la presidente della società di calcio La Rondinella. Tra i bambini e giovani che hanno vissuto in prima persona l’impegno di don Giuseppe c’è Oriano Costantini: «Don Giuseppe incuteva rispetto, tant’è che anche varcare le porte del suo ufficio per noi rappresentava qualcosa di suggestivo – afferma – col passare degli anni ho potuto scoprire anche la sua umanità, sempre pronto a portare con la massima disponibilità conforto ai malati e aiuto alle persone bisognose, operando con umiltà nell’ombra, senza voler apparire mai in primo piano».

David Buschittari
La proposta del nipote, Enrico, è stata accolta dal vicesindaco David Buschittari: «una via, una piazza o un luogo della città da intitolargli quanto prima,magari in concomitanza con i 10 anni della morte, il prossimo 7 giugno. «Ha fatto tanto per le famiglie treiesi, per donne sole o con famiglie in difficoltà creando tanti posti di lavoro e opportunità adatte per un lavoro allora prevalentemente femminile e avviando la strada anche a una nuova generazione di piccoli imprenditori nei settori allora emergenti della maglieria, dei “fasonisti” dei grandi marchi della moda, nel mondo calzaturiero o pellettiere e tanto altro ancora, merita un ricordo e un riconoscimento da tutti noi treiesi e che gli sia dedicata una memoria da parte dell’amministrazione comunale. La prossima amministrazione dovrà impegnarsi a seguire le procedure necessarie per intitolare a questa storica figura treiese lo spazio che merita».

