Fatture false per accedere al superbonus,
denunciato imprenditore edile

CIVITANOVA - Aveva architettato una frode finalizzata a maturare crediti di imposta erogati tramite decreto rilancio e bonus edilizio 110% per lavori mai eseguiti. Le fatture addirittura erano inviate a persone fisiche detenute e ignare di tutto. Sequestrati dalla guardia di finanza beni per 200mila euro

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Frode legata al bonus edilizio 110%, sequestrati crediti di imposta fittizi per 200mila euro.

La guardia di finanza di Civitanova, diretta dal capitano Francesco Magliocco, ha scoperto una truffa ai danni dello Stato da parte di un imprenditore edile di nazionalità inglese, titolare di una ditta con sede nel maceratese, denunciato per truffa aggravata.

Aveva emesso fatture false per lavori mai effettuati a persone fisiche ignare di tutto, spesso detenute. Il sistema fraudolento si basava sull’emissione di fatture per operazioni inesistenti, riguardanti l’esecuzione di lavori edili mai effettuati, e sul successivo utilizzo dei relativi crediti d’imposta indebitamente maturati in capo alla propria impresa.

L’attività investigativa è stata avviata attraverso verifiche sulla corretta spettanza dei bonus in materia edilizia, previsti dal  “decreto rilancio” del 2020. Nel corso delle indagini è emerso che l’imprenditore per documentare la realizzazione dei lavori edili aveva emesso fatture nei confronti di inconsapevoli persone fisiche, dislocate su tutto il territorio nazionale, e, grazie al meccanismo dello “sconto in fattura”, aveva mantenuto la disponibilità dei crediti d’imposta maturati, utilizzandoli per compensare altri debiti tributari oppure per monetizzarli presso intermediari finanziari o istituti di credito ignari della loro provenienza illecita.

guardia-di-finanzaGli approfondimenti svolti dai militari operanti hanno permesso di accertare la mancata esecuzione dei lavori edili e che la maggior parte delle persone fisiche destinatarie delle fatture risultasse in realtà detenuta, nullatenente ovvero percettrice di reddito di cittadinanza, destituendo quindi di ogni fondamento i relativi crediti d’imposta indebitamente maturati.

I finanzieri della  compagnia di Civitanova hanno segnalato l’imprenditore alla procura per reati fiscali e per truffa aggravata finalizzata al conseguimento di erogazioni pubbliche. Il gip ha disposto il sequestro preventivo finalizzato alla confisca, anche nella forma per equivalente, di un importo pari ad oltre un milione di euro, quale profitto dei reati di truffa e di evasione fiscale.

I finanzieri hanno dunque dato esecuzione al provvedimento cautelare reale, sottoponendo a sequestro i conti correnti personali intestati all’indagato e, con l’ausilio dell’agenzia delle entrate, i crediti di imposta rinvenuti all’interno del cassetto fiscale dell’imprenditore per un importo pari a 200mila euro.


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