«Società mista per l’acqua,
dubbi di legittimità e poca chiarezza.
Ora tocca ai rifiuti»
ECONOMIA - La soluzione approvata da sindaci e amministratori lascia perplessa la Cna Macerata che già in passato aveva sollecitato gli amministratori. Il presidente Maurizio Tritarelli: «Qualora si decida di portare i nostri rifiuti fuori provincia, è bene far conoscere a tutti i cittadini le conseguenze che questa non-soluzione comporta»

Maurizio Tritarelli
Una società mista per la gestione del servizio idrico. La soluzione approvata da sindaci e amministratori lascia perplessa la Cna Macerata che già in passato aveva lanciato un appello lo scorso gennaio affinché i decisori politici risolvessero in tempi rapidi la lunga impasse su temi centrali come la gestione idrica e dei rifiuti.
«Abbiamo denunciato le difficoltà dimostrate dalla politica locale nell’affrontare e risolvere sfide cruciali per la comunità – ribadisce il presidente Cna Macerata Maurizio Tritarelli. Troppo spesso siamo costretti ad osservare l’inerzia delle amministrazioni pubbliche; sono rarissime le decisioni tempestive e ancor meno quelle coraggiose. Si opta, nella maggior parte dei casi, in favore di ibridi compromessi in modo da non scontentare nessuno».
Tritarelli porta quindi l’esempio della tortuosa e complessa vicenda legata all’individuazione del gestore unico per il servizio idrico: «26 milioni di cittadini italiani si sono espressi chiaramente nel referendum del 2011, quando sancirono che sull’acqua non si sarebbe potuto più fare profitto. Niente più margini, finanza speculativa o business su una risorsa che deve essere e restare bene comune accessibile a tutti. La soluzione della società mista che si sta profilando nella nostra provincia – prosegue il presidente Cna – non va in questa direzione, solleva dubbi di legittimità e prevede poca chiarezza nei ruoli dei diversi soggetti coinvolti».
L’associazione di categoria mostra similmente perplessità per la scelta, che sembra profilarsi, di smaltimento dei rifiuti della provincia di Macerata nelle discariche del Pesarese: «Qualora si decida di portare i nostri rifiuti fuori provincia, è bene far conoscere a tutti i cittadini le conseguenze che questa non-soluzione comporta. Innanzitutto un nuovo aumento della tassa sui rifiuti per famiglie e imprese. Paradossalmente, la nostra provincia che ha di gran lunga la percentuale di raccolta differenziata più alta di tutta la regione Marche e tra le più alte d’Italia, si troverà a pagare la Tari più salata. Invece di premiare il comportamento virtuoso dei maceratesi, lo si punisce e ci si allontana sempre di più da una più equa tariffa puntuale, proporzionata ai rifiuti indifferenziati prodotti. Poi, anche in questo caso, sarebbe un rinvio del problema, l’ennesimo, che non avvicina per nulla ad una soluzione definitiva».
Cna Macerata richiama l’attenzione della politica sulle necessità di una governance efficiente e di azioni decisive per consentire alle imprese locali di competere al pari delle altre: «È fondamentale – conclude Tritarelli – che gli interessi della comunità siano prioritari e che si trovino soluzioni pragmatiche e condivise. Questo perpetuarsi dello stato di stallo comporta un aumento del carico finanziario sulle imprese locali e sui residenti, in un periodo in cui in molti fanno difficoltà a tirare avanti. È necessario un cambio di rotta e di approccio. La politica deve rispondere alle esigenze reali della comunità anziché evitare conflitti temporanei. È essenziale che si adottino misure concrete per affrontare questi problemi e garantire un futuro sostenibile per tutti».
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