Macerata, il presidio dei lavoratori Enel
«Ricostruzione e super bonus,
l’azienda garantisca standard elevati»

SIT IN davanti alla Prefettura. In provincia sono 150 i dipendenti aziendali e notevole è l'indotto. Marco Carassai della segreteria Flaei Cisl: «Preoccupati per le strategie aziendali volte a ridurre i costi e non efficaci rispetto al Pnrr»

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La manifestazione in piazza della Libertà

di Alessandra Pierini (foto Fabio Falcioni)

Sono più di 150 i lavoratori Enel in provincia di Macerata, c’è poi un indotto importante per il territorio che gravita intorno all’azienda. La gran parte dei dipendenti è scesa questa mattina in piazza a Macerata, davanti alla Prefettura per chiedere un piano industriale convincente.

Sciopero_E-Distribuzione_FF-2-650x434La manifestazione che ha interessato moltissime piazze italiane è promossa da Filctem-Cgil, Flaei-Cisl e Uiltec-Uil. Le tre sigle hanno partecipato al sit in con i loro rappresentanti che sono stati ricevuti dalla prefetta Isabella Fusiello. Con loro Marco Carassai, lavoratore e componente della segreteria della Cisl: «Dal 2004 ad oggi, il numero dei dipendenti in provincia e in regione è calato del 40%. Oltre alla preoccupazione per il mantenimento dei posti di lavoro, ci preoccupiamo anche per le strategie aziendali di Enel che continua a ridurre i costi e non mette in atto in modo giusto il Pnrr».

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Carassai evidenzia anche la particolarità della situazione maceratese: «Enel ha sempre garantito uno standard elevato di prodotto e nel Maceratese è un soggetto fondamentale nel momento in cui è in atto la ricostruzione post terremoto e con un super bonus prorogato solo nelle nostre zone». «Qualche tempo fa – sottolinea Alessandra La Gioia del direttivo Cisl  – abbiamo firmato lo statuto della persona che è stato presentato anche all’estero come un fiore all’occhiello. Anche questo sembra ormai vanificato».

Sciopero_E-Distribuzione_FF-5-650x434«La direzione intrapresa da Enel – dicono i sindacati –  in controtendenza con la sua stessa storia, mira ad orientare la propria azione ad una logica di mero profitto finanziario a discapito di quella che dovrebbe essere la sua vocazione industriale di servizio. L’organico operante nella provincia di Macerata è già da tempo ridotto all’osso (i pensionamenti degli ultimi anni non sono stati compensati da nuove assunzioni) e le scelte di riduzione degli investimenti che si prospettano rischiano di penalizzare in particolar modo il nostro territorio, specie le aree interne della provincia già profondamente colpite dal sisma, che rischiano di vedere scemare tempestività e qualità dei servizi oltre al rallentamento della già difficoltosa ricostruzione. Auspichiamo che la grande giornata di sciopero di oggi possa portare ad una profonda revisione delle strategie aziendali: Mentre viviamo quella che dovrebbe essere una transizione energetica epocale Enel avrebbe infatti il dovere di orientare le scelte su un piano industriale espansivo e utile al bene del Paese».


(ascolta la notizia in podcast)


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