A Matelica “La fisica che ci piace”
In centinaia per Vincenzo Schettini.
«La scuola vi cambia la vita»
SPETTACOLO - Il prof più amato ha trascinato oggi il pubblico con la sua energia e tanti messaggi positivi: «Appassionatevi allo studio, servono menti giovani che portino innovazione nella tecnologia. Diffondete la cultura, perché dona rispetto per gli altri e preserva dalle persone violente. Prendere un voto mortificante? Capita, ma la vita non ha il significato di un 4»

Vincenzo Schettini, al centro, durante lo spettacolo a Matelica
di Monia Orazi
«Appassionatevi allo studio, servono menti giovani che portino innovazione nella tecnologia, per ridurre magari a dieci o cinque anni il tempo che serve per applicare la fissione nucleare, al posto di cinquant’anni inizialmente previsti. Sono i giovani che portano l’innovazione». E’ questo l’appello lanciato a Matelica dal prof Vincenzo Schettini, che dalla sua pagina social “La fisica che ci piace” incanta migliaia e migliaia di fan di diverse generazioni, con la divulgazione scientifica e consigli pratici per affrontare meglio lo spauracchio di tanti, lo studio e l’impegno scolastico.
L’insegnante di fisica più amato d’Italia è stato assoluto protagonista oggi a Matelica, di un doppio appuntamento al pomeriggio e alla sera, per l’ultima delle giornate bigiarettiane, rassegna organizzata dall’assessore alla cultura Giovanni Ciccardini, in collaborazione con l’associazione Help sos, Roberta Cesaroni e Cristina Marcucci e la Fondazione Il Vallato, con oltre duemila e cinquecento persone intervenute per ascoltarlo dal vivo. Sul palco anche un interprete nella lingua dei segni, per i non udenti, tra il pubblico una miriade di bambine e bambini, ragazze e ragazzi, genitori, qualche nonno e insegnanti, tutti pronti ad alzare la mano per fare domande.
Si sono materializzati nelle parole appassionate del docente protoni ed elettroni, i gluoni, la forza centrifuga con un esperimento che ha coinvolto alcuni piccoli spettatori, insieme alla dimostrazione pratica di cosa sia il baricentro che dona stabilità quando si gioca a basket.
Con la sua energia trascinante Schettini è sceso numerose volte tra il pubblico, lo sguardo fisso al telefonino per la diretta, alla fine un grande selfie finale con il pubblico presente e la promessa ai suoi “lovvini”, i fans, di rivedersi presto nelle Marche. «Si ha il mito di lasciare il posto fisso per inseguire un sogno – ha detto Schettini alla platea – la scuola è il posto più bello dove inseguire un sogno ragazzi, perché vi cambia la vita. Dobbiamo dire ai nostri giovani di vivere meglio il tempo, viverlo intensamente. Dobbiamo cercare il tempo che i greci chiamavano kairos, il tempo giusto, il momento opportuno, quel tempo di qualità che ci fa vivere meglio».
Un intervento del pubblico ha richiamato l’attenzione di Schettini sui brutti voti a scuola: «Ragazzi un voto mortificante a scuola prima o poi arriva, pensate che ci sono tanti altri nel mondo che hanno preso 2, 3 o 4, a Civitavecchia, in Brasile o in altre parti del mondo. Ma tra questi ci sono alcuni che guardano avanti, la vita non ha il significato di quel 4, è una splendida opportunità e bisogna coglierla. E’ bello poter influenzare positivamente gli altri, è bello diffondere cultura».
Un richiamo all’importanza della cultura per prevenire la violenza, è stato fatto dal professore: «Quando un uomo fa del male ad una donna, il primo problema che ha è culturale, appassionatevi allo studio, diffondete la cultura, perché dona rispetto per gli altri e preserva dalle persone violente. La scienza mai come oggi è a servizio della malvagità umana, serve alimentare menti pensanti, che portino il dialogo, il solo che permette di scendere a patti contro le guerre».
Un ragazzo ha posto una domanda sull’intelligenza artificiale: «La gara alla tecnologia la voglio nelle startup o nelle fabbriche, non voglio l’intelligenza artificiale per mettere in pausa il cervello dei giovani, ma per portare innovazione e nuova tecnologia, creando nuovi posti di lavoro.
Voi siete professori, continuate ad essere voi stessi, a splendere e a regalare la vostra umanità ai vostri alunni, se un ragazzo si innamora di un professore è fatta, non c’è n’è più per nessuno, si appassionerà alla materia. Io ho avuto la prof di filosofia, che mi ha fatto appassionare alla scienza, ci faceva preparare le lezioni, amavo spiegare agli altri. Ho avuto più di un prof che mi ha illuminato. Non dimenticatelo prof, siamo noi i professionisti, non l’intelligenza artificiale». Presente anche un interprete per non udenti, tra il pubblico sono intervenuti i rappresentanti dell’amministrazione comunale di Matelica, l’assessore regionale alla cultura Chiara Biondi e il consigliere regionale Renzo Marinelli. La serata è stata presentata da Agnese Testadiferro.








Dice il fisico (vero) Carlo Rovelli: la realtà non è ciò che appare. Diffidiamo dei fenomeni mediatici e della pubblicità, teniamo i piedi a terra. Non è tutto oro ciò che riluce.
A chi ha messo pollice verso al mio commento dico semplicemente di leggere il libro di cui al titolo dell’articolo soffermandosi, ad esempio, sul “sapevate che…” di pagina 129.