«Pronti a manifestare a Bruxelles
politica e istituzioni devono interrogarsi»

PROTESTA - Coldiretti Macerata ha tenuto 11 incontri nelle ultime due settimane con gli agricoltori. «Pretendiamo il rispetto e l'applicazione di un principio; la reciprocità sui prodotti importati. La Pac va rivista e migliorata»

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Un momento della protesta dei trattori a Piediripa

«Siamo pronti a manifestare a Bruxelles» così Coldiretti Macerata. L’organizzazione sottolinea che quando «molti agricoltori manifestano spontaneamente disagio e talvolta rabbia perché sentono minacciata la propria impresa, tutti si debbono interrogare: le istituzioni, la politica, e le rappresentanze agricole – dice Coldiretti Macerata -. In due settimane abbiamo organizzato undici incontri in tutte le zone coinvolgendo e ascoltando oltre mille soci. Siamo reduci dalla difficile campagna agraria del 2023 che ha messo a dura prova la redditività di molte imprese del territorio, specialmente quelle che si occupano di seminativi. Tuttavia eravamo consapevoli dei rischi impliciti della visione ideologica della Commissione Europea ben prima che i trattori scendessero in strada. Abbiamo affrontato con determinazione il Green Deal, la Pac (Politica agricola comune), la Direttivo Fitofarmaci, la Emissioni, quella sul Packaging e sul Ripristino della natura, il Nutriscore e la nuova frontiera dei cibi artificiali. Coldiretti è stata la prima e sola organizzazione, a confrontarsi con il commissario all’Ambiente Timmermans fino ad arrivare alle sue dimissioni e bloccando molti di quei provvedimenti. I primi a volere una transizione ecologica sono gli agricoltori ma questa va fatta insieme a loro e non contro di loro. Sebbene consideriamo questa Pac troppo complicata e burocratica tre anni fa era l’unico compromesso possibile, ora che finalmente anche nel resto d’Europa le rappresentanze agricole si sono svegliate, ci sono le condizioni per rivederla, migliorarla ma soprattutto lavorare per costruirne una migliore nella prossima programmazione. Un’azione che deve per forza essere condotta in Europa ed è per questo che è necessario essere a Bruxelles a manifestare. Il vero problema per le imprese agricole sono i bassi prezzi dei prodotti, una questione resa ancor più complessa dall’attuale scontro geopolitico. Se è vero che le guerre sono una continuazione della politica con altri mezzi; chiediamo alla politica di impegnarsi nella ricerca della pace. Pretendiamo invece il rispetto e l’applicazione di un principio; quello della reciprocità sui prodotti importati. Tuttavia prendiamo le distanze da chi continua a dipingere il settore agricolo come privo di futuro come hanno fatto alcune rappresentanze invece di difenderlo».

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