Giorno del ricordo,
le celebrazioni in provincia:
«Una pagina dolorosa su cui riflettere»

MEMORIA - A Porto Potenza il Comitato 10 Luglio chiede al Comune di intitolare una via a Norma Cossetto. A San Severino l’associazione Unione degli Istriani ha ricordato le 79 vittime marchigiane accertate. A Montefano la cerimonia svoltasi davanti al piazzale della scuola primaria Olimpia, intitolato proprio alle foibe

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Celebrazioni in diversi centri del Maceratese per il Giorno del Ricordo, istituito nel 2004 e promosso in tutta Italia per onorare la memoria dei martiri delle foibe e ricordare l’esodo forzato di migliaia di nostri connazionali dal confine orientale del paese.

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Le celebrazioni a Porto Potenza

Il comune di Potenza Picena, rappresentato dall’assessore Paolo Scocco e dal consigliere comunale Michele Galluzzo, ha ricordato la giornata davanti al monumento ai caduti di piazza Douhet, a Porto Potenza. «Quest’anno ricorre il ventennale dell’approvazione della legge che ha istituito il Giorno del Ricordo – ha sottolineato il coordinatore locale del Comitato 10 Febbraio, Attilio Minoliti – dunque un motivo ulteriore per profondere maggior impegno nella commemorazione dei Martiri delle foibe e il sacrificio degli esuli istriani e giuliano-dalmati costretti ad abbandonare terre da sempre italiane. Cogliamo, inoltre, l’occasione di proporre all’amministrazione comunale di intitolare una via, una piazza o un giardino pubblico a Norma Cossetto, insignita della medaglia d’oro al merito civile. A sostegno di questa richiesta siamo pronti ad avviare una raccolta di firme tra la popolazione potentina».

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Il sindaco di San Severino Rosa Piermattei davanti al Monumento ai Caduti

San Severino ha ospitato una cerimonia ufficiale al Monumento ai caduti, che si è aperta con la cerimonia dell’alzabandiera, sulle note dell’Inno di Mameli, e la deposizione di una corona di alloro da parte del sindaco Rosa Piermattei. «Una pagina che oggi, a distanza di 20 anni, sembra ripetersi perché l’eco delle guerre, in due decenni, non si è mai placato nel mondo. Eppure tutti noi, ogni giorno – ha riflettuto il sindaco Piermattei – dovremo cercare la pace perché la guerra porta sofferenza, dolore e sangue. Sul confine orientale italiano se ne versò molto anche se qualcuno ha cercato di rimuovere questa dalle pagine di storia. Ha cercato persino di negare che quello che si consumò fu un grande eccidio. Persecuzioni ed esodi del passato, invece, vanno raccontati perché persecuzioni ed esodi non abbiano più a ripetersi nel presente. La comunità giuliano-dalmata ha chiesto di poter avere la sua memoria senza rancore perché al dolore e al sacrificio non si sommi un confronto che nulla riguarda quella stagione. A questa comunità oggi rappresentata dall’Associazione Unione degli Istriani vogliamo far sentire il nostro abbraccio». A prendere la parola per l’associazione Unione degli Istriani è stata Francesca Piloni, che ha ricordato, ripercorrendo la storia: «Le stragi delle foibe, con il successivo drammatico esodo, furono solamente l’ultima pagina di un preciso disegno di cancellazione dell’italianità adriatica orientale perseguito per oltre un secolo. Migliaia di italiani vennero barbaramente torturati e uccisi nelle foibe, fucilati, annegati con le pietre al collo, deportati nei campi di concentramento jugoslavi dai quali in pochissimi fecero ritorno. E questa pagina della storia d’Italia riguarda da vicino anche le Marche. Furono 79 i cittadini marchigiani che caddero al confine orientale in quei tragici giorni. Oggi commemoriamo una pagina della storia d’Italia volutamente occultata per 60 anni e, da molti, ancora oggi negata e vilipesa. Per questo, al fine di rendere giustizia alla memoria dei tanti italiani orrendamente assassinati, agli esuli e ai loro discendenti, ultimi testimoni dell’italianità adriatica orientale, invito a difenderne la dignità ed il ricordo, la drammatica storia, le enormi sofferenze subite».

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Le celebrazioni a Montefano

A Montefano le commemorazioni si sono svolte in piazzale delle Foibe, quello antistante la scuola primaria Olimpia. Il vicesindaco Claudio Pianesi ha invitato tutti, nel suo discorso, «a una profonda riflessione su questo atroce destino. Molti giovani oggi lasciano l’Italia in cerca di un luogo e di un futuro, molto spesso a livello professionale, una scelta giusta e comprensibile. Ma il dolore che quegli esuli hanno provato nel dover abbandonare furtivi la loro terra deve ancora essere ricordato e condiviso, perché anche questa grande tragedia, come quella della Shoah ricordata pochi giorni fa, non debba mai essere dimenticata. Oggi, in questa cerimonia, uniamo la nostra voce a quelle dei bambini e dei ragazzi delle nostre scuole per ricordare ed esprimere solidarietà e compassione verso coloro che hanno sofferto, verso le famiglie che hanno perso i propri cari e verso coloro che hanno vissuto l’esodo forzato».

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Il vicesindaco di Montefano Claudio Pianesi

 

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Le celebrazioni a San Severino

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