«Stop ai biglietti gratuiti a teatro
per consiglieri comunali e parenti»
CIVITANOVA - Yuri Rosati, consigliere comunale del Pd, porterà la questione in assise dopo il caso degli accrediti gratis al Rossini solo per la maggioranza

Yuri Rosati, consigliere comunale del Pd
«Porteremo in Consiglio la richiesta di cancellare la pratica dei biglietti gratuiti a consiglieri e parenti di politici». Yuri Rosati, consigliere comunale del Pd interviene sulla questione degli accrediti gratis agli spettacoli del Rossini. La vicenda è scoppiata l’altro giorno quando con una mail l’azienda TdC comunicava ai consiglieri di minoranza che non c’erano abbastanza accrediti gratuiti per tutti i consiglieri per una selezione di spettacoli in cartellone (leggi l’articolo).
Il criterio utilizzato dall’azienda speciale del comune di Civitanova è stato quello di operare una selezione partendo dai consiglieri di maggioranza. Ma Rosati non ci sta e torna sull’argomento che era già stato oggetto di una sua richiesta al protocollo relativa ai “portoghesi”: «Attendo da mesi la consegna, finora negata, degli atti relativi agli ingressi agli spettacoli estivi all’arena del Varco, copia dei borderò come di diritto mi spettano – afferma Rosati – oggi si apre il caso Rossini e la giustificazione data dalla presidente Centioni è la dimostrazione che è venuto il momento di dire basta alla distribuzione di biglietti gratuiti a politici e loro parenti. Porteremo in consiglio la richiesta di cancellare questa pratica nei teatri comunali, modus operandi introdotto dalla destra, perché la vicenda degli accrediti ad amministratori e consiglieri di maggioranza, ufficializzato attraverso una surreale mail dell’azienda Teatri, e la successiva difesa d’ufficio della presidente Centioni, svelano la logica del privilegio».
La presidente Maria Luce Centioni infatti a difesa dell’operato dell’azienda ha spiegato che per quei quattro spettacoli l’agenzia che organizza non ha dato disponibilità di accrediti gratuiti per l’ente sufficienti per tutti i consiglieri tanto che è stato adottato un criterio di turnazione. «Quindi la presidente ha pensato prima a far accomodare il centro destra mentre agli esponenti di minoranza è stata inviata una mail per informarli che loro dovevano pagare se desideravano entrare, accomodandosi però dopo la decima fila. Tutto questo racconta di una classe dirigente senza alcuna consapevolezza di operare dentro strutture pubbliche e con il denaro pubblico e la mentalità dello scrocco va a braccetto con il pensiero che tutto è “roba nostra” perché hanno vinto le elezioni. Si tengano gli accrediti. Paghiamo per entrare e proporremo che questo sconcio uso dei biglietti omaggio finisca e che al botteghino consiglieri e assessori paghino per entrare. Basta con la gestione padronale della cosa pubblica che porta i vertici dei Teatri a negare ai consiglieri anche copia degli atti per verificare come gli incassi e gli accrediti vengono gestiti, evidente allergia al controllo e alla trasparenza da parte di chi, invece, dovrebbe rendicontare fino all’ultimo centesimo».
(l. b.)
Ha perfettamente ragione.
Ci voleva tanto?
Era una pratica da Basso Impero.
Andrea Bianchi, pagano!
Se prima con loro il problema non c’era non c’è nemmeno adesso
Si fa che ognuno si paga il suo. Se lo possono permettere molto di più di tanti comuni mortali. Per queste e per chissà quante altre occasioni. Da vergognarsi e basta.
Da anni si legge dalla minoranza : «Attendo da mesi la consegna, finora negata, degli atti relativi…. a questo , quello e quell’altro”. Com’è possibile? Poi tutti gli esposti che fine hanno fatto? Giusto polemizzare sui biglietti per il teatro dove si può dare un’alta prova di meschinità personale da chi ne usufruisce ingiustamente rispetto agli altri, ma sarebbe anche il caso che qualche volta si venisse messi al corrente, sempre che chi di dovere non cammini con passo da lumaca decelerato, di come certe situazione seguono il loro iter e se lo seguono con la stessa celerità che dovrebbe essere uguale per tutti… come la legge!
‘Sti morti de fame…
schifo tutto italiano, sempre a raccomandarsi…ma quando diventeremo un paese credibile