La protesta dei trattori a San Severino
«Difendiamo gli agricoltori
per tutelare i consumatori»

MANIFESTAZIONE - Una quarantina di mezzi in piazza Del Popolo, alla guida del sit-in un gruppo di “indipendenti” della provincia di Macerata, il cui portavoce è il settempedano Emanuele Agrifoglio: «Crisi profonda e senza precedenti che rende incerto il prossimo futuro per migliaia di imprese in un contesto internazionale caratterizzato da mutamenti epocali». Anche la sindaca Piermattei in piazza ad ascoltare le ragioni della protesta

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La protesta degli agricoltori maceratesi in piazza Del Popolo

Dopo Civitanova e Piediripa la protesta dei trattori arriva a San Severino. «Difendiamo gli agricoltori per tutelare i consumatori e salvare l’agricoltura italiana». Questo il testo del manifesto distribuito questa mattina in piazza Del Popolo dagli aderenti alla protesta animata da una quarantina di trattori, alla cui guida si è messo un gruppo di “agricoltori indipendenti” della provincia di Macerata che ha così deciso di richiamare l’attenzione dei passanti e delle istituzioni sull’agricoltura italiana «oggi attraversata – spiega il loro portavoce, il settempedano Emanuele Agrifoglio – da una crisi profonda e senza precedenti che rende incerto il prossimo futuro per migliaia di imprese agricole in un contesto internazionale caratterizzato da mutamenti epocali».

protesta-trattori-san-severino-2-325x244Diverse le criticità che vogliono essere denunciate con la protesta e tutte riassunte nello stesso manifesto: una riforma della Pac punitiva per le aziende e cervellotica nella sua applicazione, una difficoltà crescente nella collocazione sul mercato dei prodotti agricoli nazionali, prezzi all’origine sempre meno remunerativi in virtù anche dell’elevato aumento dei costi di produzione, una sempre maggiore difficoltà nell’individuare produzioni che possano avere più successo nei mercati, la concorrenza sleale di prodotti a bassissimo costo provenienti da altri Paesi dove i controlli sanitari sono fondamentalmente inesistenti, l’inesorabile e inevitabile processo di indebitamento delle aziende agricole, le politiche di favore per le aziende industriali a monte e a valle della filiera e la mancanza di controlli adeguati alla sicurezza alimentare per i cittadini su quanto proviene dall’estero.  «Siamo molto soddisfatti per la partecipazione – ha aggiunto Agrifoglio – essendo un piccolo comune dell’entroterra abbiamo avuto la partecipazione di più di 50 aziende agricole, il pubblico di passaggio era sensibile, abbiamo avuto la sensazione che l’utente finale ci supporta. Dobbiamo rendere ancora più consapevole tutto il popolo di quello che stiamo facendo, perché ancora non c’è una reale presa di coscienza, e i consumatori mangiano quello che viene prodotto, devono poter contare su prodotti di qualità e che rispettano la sicurezza alimentare. Abbiamo chiesto al sindaco Rosa Piermattei di farsi portavoce delle nostre richieste anche con gli altri colleghi, in modo da fare di San Severino un esempio nella tutela e nel supporto al settore agricolo. Abbiamo scelto piazza del Popolo perché anticamente era il luogo dove si svolgeva il mercato agricolo».

AgricoltoriTraccia un quadro a tinte fosche per il settore agricolo locale, l’agricoltore di Matelica Simone Lorenzotti:  «Nelle Marche il 2023 è andata male, per diversi settori come cereali e le uve, i prezzi stanno sotto zero, nonostante non abbiamo raccolto stanno pagando il grano duro da 23 a 26 euro a quintale. Una cosa allucinante perché abbiamo trebbiato i grani a 18-20 euro al quintale, quando prima si faceva 50, 60 euro. Oltre al fatto che si sono dimezzati i prezzi rispetto agli anni precedenti, sono aumentati a dismisura i costi di concimi, diserbanti, il gasolio in modo particolare, e tutto quanto concerne l’indotto agricolo. Lo stesso problema lo abbiamo sulle uve, nelle zone dove è passata parecchia pioggia c’è stata la malattia della peronospora, non abbiamo raccolto le uve. A Matelica con circa 400 ettari piantati a vigneti, ha raccolto il trenta per cento delle uve rispetto agli anni precedenti, nessuno sta facendo niente per aiutarci».

protesta-trattori-san-severino-3-325x244Chiare, nel testo che anima la protesta, le richieste rivolte al Governo: una deroga immediata sulla messa a riposo del 4% delle superfici aziendali, il rispetto da parte dell’industria e della Gdo della norma che prevede il divieto della vendita di prodotti agricoli al di sotto dei costi di produzione, controlli sulle speculazioni che portano i prezzi al ribasso in ogni comparto produttivo agricolo cerealicolo, orticolo, frutticolo e zootecnico. Nel settore del grano, in particolare, si chiede anche un’immediata programmazione dei controlli sulla qualità dei grani importati dalla Turchia e da altri Paesi extra Unione Europea a tutela soprattutto dei consumatori.

Tra le richieste al Governo, infine, la promozione di un’agricoltura sempre più sostenibile in cui l’Europa sostenga in maniera più adeguata la fase di passaggio dal metodo di coltivazione convenzionale a metodì più sostenibili attraverso adeguati incentivi per compensare i maggiori costi e la minore produzione, la gestione il controllo della fauna selvatica in eccesso e il completo ristoro dei danni subiti ad agricoltori e cittadini, l’eliminazione di tutta la burocrazia inutile a caricao delle aziende agricole, l’eliminazione dell’Irpef sui redditi agrari e dominicali reintrodotta nel 2024.

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La sindaca Rosa Piermattei in piazza con gli agricoltori

Anche la sindaca Rosa Piermattei ha incontrato gli agricoltori. «Mi hanno spiegato il perché della manifestazione e della scelta di farla in piazza Del Popolo, un tempo piazza del mercato, proprio per il significato che essa aveva essendo il luogo dove il mondo agricolo faceva incontrare domanda e offerta ma non solo visto che qui gli operatori del settore incontravano anche le persone comuni – ha detto la sindaca – La protesta degli agricoltori indipendenti maceratesi vuole essere una protesta non solo di chi è impegnato alla guida delle imprese agricole ma anche una protesta a difesa dei cittadini consumatori in un contesto internazionale particolarmente impegnativo».

 

 

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