“Appassionata” per la Cina,
il Lauro Rossi apre l’anno del Drago
MACERATA - In scena ieri sera la prima notte della rassegna musicale che accompagnerà la città per tutto l'anno in 15 appuntamenti. L'occasione è il festeggiamento del capodanno cinese, in programma il 10 febbraio

di Marco Ribechi
La grande musica incontra il Gigante Asiatico per il concerto di apertura dei festeggiamenti del Capodanno Cinese. Ospiti al teatro Lauro Rossi di Macerata il violinista cinese Ziyu He e la pianista e direttrice d’orchestra Vanessa Benelli Mosell che hanno aperto il primo concerto della lunga stagione di Appassionata, in programma fino al 27 dicembre con altri 15 appuntamenti.

Luciano Pingi con il rettore John McCourt
L’evento, organizzato in collaborazione con l’Istituto Confucio, ha rappresentato l’antipasto ai festeggiamenti che la città organizzerà il 10 febbraio per sancire l’uscita dall’anno del Coniglio e l’ingresso in quello del Drago. Per l’occasione nel centro cittadino è atteso il corteo dei draghi e la Festa della città dei Draghi. «Non sono molte le città in Italia che celebrano in piazza il capodanno cinese – spiega il rettore dell’Università di Macerata John McCourt – come sapete da anni l’internazionalizzazione con la Cina e rappresenta uno dei motivi di orgoglio del nostro ateneo, anche grazie allo straordinario lavoro portato avanti dal direttore Giorgio Trentin e dal suo staff. Proprio ad aprile andremo alla Normale di Pechino per siglare ulteriori accordi che ci legheranno ancora di più a questo paese ricco di fascino e di opportunità». A salutare il pubblico numeroso in sala anche il presidente di Appassionata Luciano Pingi.

Ziyu He e Vanessa Benelli Mosell
Ziyu He, giovanissimo classe 1999, è un vero e proprio talento del violino. Imbracciato lo strumento a soli cinque anni ha ricevuto cinque anni più tardi l’invito da Paul Roczek a studiare a Salisburgo all’Università Mozarteum. Il talento cinese è stato uno dei solisti più giovani a esibirsi con la Filarmonica di Vienna quando ha fatto il suo debutto con sotto la direzione di Adam Fischer al Musikverein nel 2017, a soli 18 anni. L’anno prima, ha vinto sia il Concorso Internazionale Mozart a Salisburgo che il Concorso Yehudi Menuhin, e nel 2014 è stato il Giovane Musicista dell’Anno all’Eurovision. Vanessa Benelli Mosell è acclamata per la sua passione per i grandi classici e per la dedizione alla nuova musica. Formata sotto la guida di Mikko Franck, Cristian Mãcelaru e Daniel Harding, si è affermata come una delle personalità più interessanti della giovane generazione di direttori d’orchestra. La sua fama deriva anche dalle sue esecuzioni dei Klavierstücke di Stockhausen, invitata dal compositore stesso a studiare con lui poiché era convinto che avesse “il potere di far apprezzare la mia musica”.
La notte si è aperta con la “Vocalise” op. 34 n. 14 per violino e pianoforte di Sergei Rachmaninov, composta durante il suo esilio negli Stati Uniti nel 1917. Un brano lirico e romantico, caratterizzato da una melodia semplice e commovente che trasmette un sentimento di lontananza e nostalgia, forse legate proprio alla patria del compositore. A seguire Brahms con la Sonata n. 2 in la maggiore op.100, una delle più importanti e belle sonate per violino del repertorio classico. Composta nel 1881, è un’opera di grande complessità divisa in quattro movimenti: allegro non troppo, adagio, un poco presto e agitato, allegro con fuoco che le dona un finale energico e appassionato. Dopo la pausa gli artisti sono rientrati con la sonata in la maggiore per violino e pianoforte di César Franck, un’opera di grande bellezza e intensità. Composta nel 1886, è caratterizzata da un linguaggio musicale ricco e complesso, che combina elementi della tradizione classica con influenze romantiche e impressioniste. Infine, a chiudere il programma canonico, Meditation de Thais di Massenet, un brano per violino e pianoforte composto del 1894 scritto per la prima rappresentazione dell’opera Thaïs, su libretto di Louis Gallet. La melodia è affidata al violino, mentre il pianoforte accompagna con accordi e armonie delicate. Moltissimi gli applausi tributati ai due Maestri che non hanno potuto evitare di dispensare alcuni bis, data la permanenza del pubblico in sala desideroso di ascoltare altre esecuzioni. Così, in rapida successione, è stata la volta di Après un rève Gabriel Fauré, Liebestraum di Franz Liszt, Cantabile di Niccolò Paganini e Csárdás di Vittorio Monti.




APPASSIONATA SVIOLINATA PER LA CINA
Forse il Coniglio non uscirà mai da Macerata, ci sta troppo bene, gli conviene. Ma l’Italia è un Paese sovrano o no?
«Ahi serva Italia, di dolore ostello,
nave sanza nocchiere in gran tempesta,
non donna di provincie, ma bordello!»
(Purgatorio, Canto VI, versi 76-78)