Itinerario ricciano, arriva la mozione:
«Targhe contraddittorie e inaccessibili,
un gran pasticcio»
MACERATA - La consigliera comunale Pd Ninfa Contigiani porta la questione in Consiglio nella seduta di lunedì: «I turisti potranno sbalordirsi in vicolo Ferrari trovando una lapide marmorea che celebra solennemente quel luogo come la casa natale di padre Matteo Ricci, con accanto la targa n. 9 del nuovo percorso che, invece, smentisce clamorosamente questa affermazione»

Le due targhe ricciane in vicolo Ferrari
Il caso delle doppie targhe dell’itinerario ricciano sbarca in consiglio comunale. La consigliera del Pd Ninfa Contigiani ha infatti presentato una mozione che verrà discussa nella seduta in programma lunedì.
«Lo scopo è di invitare ad una maggiore riflessione e ponderatezza nell’orizzonte del rispetto di questa città e della sua storia – sottolinea Contigiani – a stare alle dichiarazioni rilasciate da chi ci governa, i turisti e i pellegrini venuti a Macerata non potranno beneficiare del lavoro svolto sulla figura dell’eminente gesuita da Filippo Mignini e non conosceranno niente del percorso turistico da lui ideato, delle 26 targhe in cui si articolava l’itinerario, dei contenuti audio e video collegati al percorso e fruibili tramite qr code anche in lingua inglese. In compenso potranno sbalordire in vicolo Ferrari in cui troveranno ad attenderli una lapide marmorea che celebra solennemente quel luogo come la casa natale di padre Matteo Ricci, con accanto la targa n. 9 del nuovo itinerario ricciano che, invece, smentisce clamorosamente questa affermazione, senza sostenerla con riferimenti certi».

Ninfa Contigiani
La mozione chiede da un lato che si provveda a correggere questa situazione paradossale in cui oggi si imbatte il turista che passa in vicolo Ferrari; mentre dall’altro propone che l’opera del Mignini sia resa disponibile a tutti tramite app o altro dispositivo idoneo invece che solamente agli studiosi. «Dato che è tecnicamente possibile fruire quei materiali, che senso ha escludere la cittadinanza dal conoscerli? Perché riservarli solo agli studiosi? – continua l’esponente dem – sembra quasi che non si ritengano né i maceratesi né i turisti degni e capaci di apprezzare tutta la ricchezza della polivalente personalità ricciana. Sembra quasi che si stia tentando di oscurare una parte di quella figura esemplare per raccontarla solo come si vuole. Certo è un pensiero assurdo questo, visto che in questa settimana ci sarà un festival del pensiero liberale finanziato dall’amministrazione con ben 6.000 euro dei cittadini perché così si combatte la censura (ipse dixit)».
Non solo: l’ulteriore problema è quello dell’accessibilità. «Un vero pasticcio. Siccome non bisogna farsi mancare niente, di esclusione in esclusione si è pensato bene di progettare un percorso che fosse precluso alle persone che si possono muovere solo in carrozzina – denuncia Contigiani – infatti, il qr code presente sulle targhe, con cui si dovrebbe avere accesso all’app, è posto a una tale altezza che diventa irraggiungibile per la persona disabile. Alla faccia dei proclami che vorrebbero rappresentare Macerata come la città dell’inclusione. Un conto sono le chiacchiere e un conto sono i fatti, che vanno in tutt’altra direzione. Si dirà. Mal di poco, perché tanto quel qr code è muto e non conduce a nessuna applicazione. Ci consoliamo così?».
Inaugurato l’Itinerario ricciano (Foto) «Macerata s’immerge nella sua storia»
Ma dove sta l’anomalia?