Inaugurato l’Itinerario ricciano (Foto)
«Macerata s’immerge nella sua storia»

EVENTO - Prima è stata scoperta la targa in vicolo Ferrari che indica quella che sarebbe la casa dove nacque il gesuita, poi il percorso fino alla biblioteca Mozzi Borgetti dove alla Specola sono stati allestiti spazi dedicati agli orientalisti marchigiani. Il sindaco Carancini: «Oggi si avvera un sogno»
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La targa sulla casa dove si presume sia nato padre Matteo Ricci (Foto di Fabio Falcioni)

 

di Mauro Giustozzi

La città rende onore ai propri padri ed agli orientalisti che hanno fatto conoscere Macerata, le Marche, l’Italia nel mondo. E’ il giorno di Padre Matteo Ricci, ma è anche il giorno di Filippo Mignini, il docente universitario che tanto si è speso per la costruzione di questo progetto, e di Mario Crucianelli che nel 2003 puntò sul rilancio della Specola, l’ultimo piano della biblioteca Mozzi Borgetti, che oggi vede finalmente il suo compimento diventando a tutti gli effetti la finestra di Macerata verso oriente, e non solo per la sua collocazione che guarda in quella direzione. Inaugurato stamattina l’Itinerario ricciano e la Specola dei mondi di Oriente, percorsi che rappresentano la storia della città e possono diventare anche un’attrazione turistica culturale che si aggiunge all’offerta del capoluogo.

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La targa sulla casa di vicolo Ferrari (Foto di Fabio Falcioni)

Un’inaugurazione itinerante, iniziata in vicolo Ferrari dove è stata scoperta una targa sulla casa dove, si presume, nacque Padre Matteo Ricci e proseguita poi nell’auditorium della biblioteca Mozzi Borgetti con visita finale alla Specola riallestita nel segno dei grandi orientalisti marchigiani. Il percorso esterno, partendo proprio dalla casa natale del gesuita, tocca poi il Palazzo dei Priori, la chiesa della Misericordia, il Duomo, Porta Mercato, il Palazzo del Podestà, la chiesa di Santa Maria della Porta, la Loggia dei Mercanti, Casa Ricci Lazzarini Pompei, Palazzo De Vico, Casa Ulissi, il Palazzo dei Diamanti, Palazzo Pelicani Silvestri, Palazzo Rotelli, Palazzo Mozzi Consalvi, vicolo Cosalvi, Palazzo Costa, Palazzo Ciccolini, Palazzo Floriani, Palazzo Ricci, infine piazza Vittorio Veneto. All’interno della biblioteca Mozzi Borgetti, edificio che ha ospitato l’antico collegio dei Gesuiti, il percorso riepiloga le fasi salienti della straordinaria avventura di Matteo Ricci e la prolunga fino al ‘900 narrando i percorsi degli orientalisti. Partendo dal piano terra una serie di pannelli, installazioni, strumenti multimediali e materiali documentari fornisce il necessario supporto alla suggestiva e coinvolgente rappresentazione. «Come ho sempre detto e lo ribadisco lavorerò come sindaco sino all’ultimo giorno utile del mio mandato –ha sottolineato un Romano Carancini orgoglioso di questa giornata- e credo che il gesto simbolico dello scoprimento di una targa sulla facciata della casa dove è nato Padre Matteo Ricci rappresenta un momento condiviso con l’intera città. Per questo voglio anche ringraziare i proprietari degli edifici che ci hanno concesso l’autorizzazione a farlo.

PercorsoRicciano_FF-19-650x434Oggi si avvera il sogno di Macerata che ritrova, rivive, riscopre e si immerge nella sua storia e nelle personalità di cui tutti siamo eredi. Padre Matteo Ricci è un nostro patrimonio ma anche dell’Italia e di tutta Europa per i segni ed il messaggio che ha portato in oriente, creando un ponte tra l’occidente e quella parte del mondo. Simbolicamente in questo spazio della biblioteca è stato ricostruito il percorso che il gesuita fece, attraverso uno spazio fisico e virtuale che dimostra la grandezza di Padre Matteo Ricci. Così come poter inaugurare la Specola dei mondi d’Oriente è un riconoscimento verso i tanti orientalisti maceratesi e non che hanno seguito le orme del gesuita. Su tutti mi piace ricordare Tucci, genio, studioso, pioniere, avventuriero, esploratore: il luogo scelto non è casuale visto che la Specola guarda ad est e scopre l’Oriente». Primo cittadino che ha voluto ricordare la figura di Mario Crucianelli, architetto e amministratore, che tanto fece per rivalutare questo spazio sin dal 2003 «e per questo –ha detto ancora il sindaco – un grazie gli è dovuto. Credo che gli farebbe piacere vedere oggi che quel luogo ospita Padre Matteo Ricci e gli orientalisti. Nel 2010 aprii con il gesuita la mia esperienza da sindaco ed oggi la chiudo sempre nel segno di Padre Matteo Ricci. Un giorno felice per me e per tutta la città». Dal piano terra, dove si trova la riproduzione di un orologio ricciano in ferro forgiato a mano dal maestro Alberto Gorla su proposta di Filippo Mignini, per la mostra “Padre Matteo Ricci. L’Europa alla corte dei Ming” che si tenne a Macerata nel 2003, si sale nella biblioteca antica, luogo degli studi dove il visitatore può conoscere i momenti salienti della prima formazione umanistica e scientifica di Ricci, fino alla Specola, luogo di estrema suggestione, dove tra supporti allestitivi e visione di mondi lontani proprio secondo un orientamento ovest-est, può ripercorrere i singolari rapporti che hanno legato Macerata e le Marche all’Oriente.

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Filippo Mignini (Foto di Andrea Petinari)

«In tanti hanno collaborato per arrivare a questo risultato –ha affermato Filippo Mignini, che il sindaco ha proposto per la cittadinanza onoraria della città – dal Comitato scientifico a tutti coloro che hanno messo la loro professionalità per giungere a questo risultato che non è solo merito mio. Tre sono i punti principali di questo itinerario ricciano. Il primo riguarda l’individuazione della casa dove il gesuita nacque e che, dalle ricerche effettuate grazie anche al materiale inviatomi da parte di Libero Paci, è in vicolo Ferrari tra il civico 4 e il 10, Il secondo riguarda il percorso esterno che fa emergere al contempo sia la Macerata del ‘500 che la storia di Padre Matteo Ricci in città. E’ uno strumento permanente di ricordo della storia di Macerata e del suo cittadino più illustre. Infine la Specola che non è un museo ma un itinerario di conoscenza e riflessione. Dove trovano spazio 9 personalità che sono le protagoniste. Stavolta Padre Matteo Ricci sta sullo sfondo lasciando spazio ai vari Pedrini, Laureati, Orazi, Beligatti, Severini, Orazio, Leopardi e Tucci altri orientalisti alcuni maceratesi altri marchigiani che hanno portato le nostre conoscenze in quel mondo lontano. Quello che viene fatto con l’inaugurazione della Specola dei mondi d’Oriente è un atto di pietas della città verso i suoi padri, un dovere ed una riconoscenza». A partire da domani, venerdì 11 settembre, e fino a domenica 13, apertura straordinaria dalle 10 alle 17 con ingresso gratuito. I posti, nel rispetto delle norme anticovid, sono limitati. «Questo percorso è stato realizzato grazie ad un investimento effettuato con fondi europei Iti –ha concluso l’assessore alla Cultura, Stefania Monteverde che pure molto si è spesa per questo progetto- in direzione della cultura. Si tratta di un viaggio che mette assieme la storia ma anche lo sviluppo ed il benessere di una città che ha molto puntato su questo settore. Il viaggio non è affatto concluso e può continuare in questa direzione, come ci hanno indicato Padre Matteo Ricci, gli altri orientalisti e il professor Filippo Mignini che è stato il nostro prezioso riferimento nel mettere assieme questo percorso».

 

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Questa e a seguire: foto di Fabio Falcioni

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Da sinistra: il sindaco Romano Carancini, con Filippo Mignini e l’assessore e candidato sindaco, Narciso Ricotta

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Il questore Antonio Pignataro

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Il colonnello Ferdinando Falco

 

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L’itinerario ricciano alla Specola. Questa e a seguire: Foto di Andrea Petinari

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Le sale alla Specola

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L’assessore Stefania Monteverde

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