Carabinieri aggrediti
e clienti costretti a rinchiudersi nel locale:
tre arresti a Macerata e Civitanova

CRONACA - Due gli episodi. Nel capoluogo i militari sono intervenuti da Basquiat per due giovani di 20 e 21 anni che dopo aver creato il caos hanno iniziato a prendere a pugni la vetrata. Entrambi hanno già patteggiato e sono tornati liberi. Nella città costiera in manette un 36enne ubriaco che si è scagliato contro la pattuglia dopo aver dato in escandescenze in un ristorante. Il sindacato Unarma: «E non si parli solo di un paio di casi, si tratta di violenza pura»

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di Gianluca Ginella

Tre carabinieri feriti e tre persone in manette per resistenza: è successo a Civitanova e a Macerata nel corso della notte. Nel capoluogo due le persone arrestate (entrambe hanno poi patteggiato 1 anno e 4 mesi nel corso della direttissima che si è svolta in mattinata).

Partendo da Macerata. Intorno all’1,40 di questa notte è arrivata una chiamata di soccorso ai carabinieri da parte del titolare del locale Basquiat, ex Venanzetti. Due persone stavano infastidendo dei clienti e a un certo punto hanno iniziato anche a prendere a pugni la vetrata della porta d’ingresso del locale. Un comportamento, hanno ricostruito i carabinieri, che ha costretto il titolare a chiudersi all’interno con i clienti. Fuori sono rimasti due giovani: Pietro Ripani, 20 anni, maceratese, e Jurgen Qarri, 21 anni, albanese, residente a Macerata. Entrambi si sono poi allontanati prima dell’arrivo dei carabinieri. I militari hanno iniziato le ricerche (nel frattempo in supporto è arrivata anche la polizia). I carabinieri hanno trovato i due giovani in via Matteotti. Secondo la ricostruzione dei militari, Ripani, nel tentativo di non farsi identificare, avrebbe spintonato un carabiniere danneggiandogli la divisa e a avrebbe cercato di colpire con calci e pugni un brigadiere facendolo cadere a terra (il militare ha riportato la rottura di una costola e 25 giorni di prognosi). Qarri nel tentativo di allontanarsi avrebbe strattonato e spintonato un carabiniere e un agente della questura. Il militare ha riportato 5 giorni di prognosi. Il 20enne e il 21enne sono stati arrestati e oggi sono comparsi al tribunale di Macerata per la convalida. Entrambi assistiti dall’avvocato Gianluca Di Cola, hanno patteggiato 1 anno e 4 mesi per resistenza e lesioni e sono liberi. L’accusa è stata sostenuta dal pm Francesca D’Arienzo.

CIVITANOVA – Episodio simile è avvenuto intorno alla mezzanotte scorsa. In quel caso un 36enne aveva dato in escandescenze al ristorante Cotto e mangiato in via Castelfidardo. Il giovane, El Mouloudi Bahir, marocchino, era stato a cena nel ristorante con altre persone. Aveva bevuto e poi ha iniziato a dare in escandescenze. Gli altri che erano con lui se ne sono andati e Bahir a quel punto avrebbe iniziato a urlare, tirare pugni contro le pareti. Sul posto sono intervenuti i carabinieri. Il 36enne a quel punto ha iniziato a spintonare i militari. I carabinieri nel frattempo avevano chiamato una ambulanza perché Bahir aveva del sangue sulle mani e sul viso. Visto il comportamento del marocchino i carabinieri lo hanno ammanettato. Lui nel divincolarsi ha causato un trauma ad un ginocchio, ai polsi e alle mani ad un militare. Portato in caserma e poi in ospedale, l’uomo ha continuato a minacciare i carabinieri dicendo frasi come “Vi faccio la pelle” che hanno trovato Bahir che urlava frasi sconnesse verso il titolare del ristorante. Il militare ha riportato 15 giorni di prognosi. Arrestato, oggi si è svolta anche per lui la direttissima al tribunale di Macerata. Il 36enne, difeso dall’avvocato Alessio Matarazzi, ha patteggiato un anno ed è tornato libero. Pm Francesca D’Arienzo.

UNARMA – Il sindacato dei carabinieri, sulle aggressioni a tre colleghi, è intervenuto con queste parole: «Indegni di un Paese civile, testimoniano una mentalità che ci mette sempre a rischio». «Tutta la solidarietà per una pronta guarigione ai colleghi brutalmente feriti – dice il segretario generale provinciale Antonio VotoNon si parli solo di un paio di casi, si tratta di violenza pura, colpire a calci e pugni è un reato. Deve essere chiamato con il suo nome, è un reato grave e come tale va perseguito. Servire il Paese non può voler dire solo portare un bersaglio addosso, e i carabinieri sono esausti e stufi». Il vicario Antonio Ernesto: «E’ una continua ecatombe, ogni servizio di chi scende in strada si rivela una trappola in cui nella migliore delle ipotesi si subiscono offese, insulti, sputi, lanci di vernice o di cibo, ma quasi sempre anche botte, sprangate e bastonate, lanci di oggetti di ogni genere quando non di bombe, e chi più ne ha più ne metta. È una quotidianità insopportabile e sarebbe ora che ci fosse una risposta adeguata a questa vergogna. Aggredire gli operatori di polizia che svolgono solo il proprio lavoro è e resta solo un reato gravissimo, e non c’è scusa che possa tenere».

(ultimo aggiornamento alle 12,45)


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