La strage dei 18mila alberi, Cervellini:
«Dal 2014 chiedo regolamento del verde
Si poteva mitigare l’emergenza fitosanitaria»
CIVITANOVA - L'ecologo vegetale sottolinea: «Se avessimo speso un anno per censire tutti gli individui arborei del territorio comunale avremmo intercettato prima ogni criticità, facendo risparmiare soldi ai privati ora costretti ad abbattere a loro carico. Nel 2019 e nel 2021 il progetto è stato ripetutamente riproposto e l’amministrazione ha sempre risposto che era d’accordo, ma non ha mai agito»

Marco Cervellini
Da quasi dieci anni chiede a gran voce un censimento del verde di Civitanova, un regolamento per la tutela e la progettazione delle aree piantumate della città ma come una Cassandra è rimasto inascoltato.
Marco Cervellini, biologo e volontario di Legambiente, più volte ha sollecitato l’amministrazione sulla necessità di una visione unitaria che censisse, progettasse e regolamentasse il verde cittadino, misure che oggi avrebbero permesso forse di contenere la strage di olmi, pioppi, platani, salici, tigli, frassini che dovranno essere abbattuti in quanto contaminati dal tarlo asiatico che ne ha minato la stabilità e la vita (leggi l’articolo).
Anche perché, come torna a spiegare Cervellini, l’emergenza fitosanitaria del tarlo asiatico non è questione degli ultimi mesi, ma risale al 2010. «Dal 2014 come ecologo vegetale che s’impegna volontariamente per la città – ricorda Cervellini – chiedo che venga fatto prima un censimento del verde e poi un regolamento del verde che concerne la tutela, la progettazione, la realizzazione e la gestione del verde urbano pubblico e privato. Se avessimo speso un anno di tempo e soldi per censire tutti gli individui arborei del territorio comunale avremmo intercettato prima ogni emergenza fitosanitaria e avremmo potuto mitigarla, facendo risparmiare soldi ai privati ora costretti ad abbattere a loro carico.
Questo significa “adattarsi”, anche a scala comunale, ad interazioni biologiche che diventano sempre più complesse e poco controllabili, in relazione sia al commercio delle piante ornamentali ospiti sia per gli andamenti delle popolazioni in relazione agli eventi estremi. Dal 2014 è pronta una bozza di regolamento del verde, dal 2015 c’è uno schema di regolamento regionale adottabile dai comuni, nel 2017 c’è stato il primo incontro con l’assessore Cognigni, nel 2019 e nel 2021 è stato ripetutamente riproposto il censimento e il regolamento del verde e l’amministrazione ha sempre risposto che era d’accordo, ma non ha mai agito. Che senso ha parlare di “Civitanova Green” e poi non agire?».
(l. b.)
Tarlo asiatico e punteruolo rosso, una strage a Civitanova: oltre 18mila alberi da abbattere
Civitanova bandiera verde da dodici anni. Purtroppo ci sono due maglie nere, incompetenti, che come sempre non rispondono al cittadino e adesso vediamo cosa si inventano.
Complimenti al dottore biologo e alla sua meritevole attività. L’umanità sta distruggendo ogni cosa.
Una situazione da anni denunciata dagli ambientalisti e non solo.Inascoltati come la proposta per un Regolamento Comunale per la gestione del verde pubblico.