«Botte anche quando era incinta
e minacce per farla abortire»
Condannato a 5 anni per maltrattamenti

IN AULA - Un 27enne era imputato al tribunale di Macerata anche per lesioni e sequestro di persona verso la ex. Assolto dall'accusa di stalking verso un familiare di lei. La difesa pronta a fare appello

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violenza-sessuale-stalkingAccusato di aver picchiato la compagna anche dopo che era rimasta incinta, di averla rinchiusa in casa e tolto il cellulare, di averle impedito di frequentare altre persone e di averla minacciata per farla abortire: 27enne condannato a 5 anni e 8 mesi per maltrattamenti, lesioni personali e sequestro di persona. Assolto dall’accusa di stalking verso un familiare della ex.

Il processo si è chiuso oggi al tribunale di Macerata e la difesa annuncia che farà appello. I fatti contestati sarebbero avvenuti tra l’ottobre del 2018 e l’agosto del 2020. Secondo l’accusa, sostenuta dal pm Vincenzo Carusi (che ha chiesto la condanna a 5 anni e 8 mesi) il 27enne avrebbe maltrattato la compagna sia con minacce di morte, sia impendendole a volte di uscire di casa, di frequentare altre persone, sia per averla rinchiusa in stanze delle case in cui avevano vissuto durante la relazione, sia per averle sottratto il telefono e i documenti. Sempre secondo l’accusa l’avrebbe picchiata anche dopo aver saputo che era incinta. Inoltre l’avrebbe istigata, ripetutamente, ad abortire. Al 27enne veniva contestato anche lo stalking, per episodi che sarebbero avvenuti dopo la fine della relazione. Lo stalking è stato ritenuto assorbito nel reato di maltrattamenti. L’accusa parla di un episodio avvenuto nell’agosto del 2020 quando il giovane sarebbe andato a casa della ex e avrebbe detto che l’avrebbe uccisa se non avesse abortito. I fatti sarebbero avvenuti a San Severino e Corridonia e in Sicilia. Veniva contestato anche lo stalking a un familiare della ragazza: da questa accusa è stato assolto per difetto di querela. L’avvocato del 27enne, il legale Alessandro Paciaroni, dopo la sentenza dice che farà appello e contesta le accuse. «Non ci sono prove di maltrattamenti durante il rapporto».

(Gian. Gin.)

*Il nome dell’imputato viene omesso a tutela dell’identità della vittima



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