«La conosce su un sito d’incontri
e le porta via 15mila euro»

CINGOLI - Imputato al tribunale di Macerata un 35enne che vive a Tolentino. E' accusato di truffa verso una 56enne. La donna aveva denunciato dopo aver scoperto che lui non si sarebbe chiamato come le aveva detto

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Il tribunale di Macerata

Conosce una donna su di un social dedicato agli incontri, le fa credere di avere per lei un interesse amoroso e le porta via 15mila euro. Questa in sintesi l’accusa per un 35enne che vive a Tolentino, imputato al tribunale di Macerata per truffa. Il processo si è aperto oggi davanti al giudice Andrea Belli.

Vittima una operaia che abita a Cingoli e che ha 56 anni. I fatti contestati sarebbero avvenuti nel 2020. Secondo l’accusa, sostenuta dal pm Raffaela Zuccarini, il 35enne aveva conosciuto la donna sul sito di incontri e poi si erano incontrati di persona a Cingoli. Lui le avrebbe fatto credere di avere un interesse amoroso nei suoi confronti e di voler pianificare una convivenza.

Nel frattempo però si sarebbe fatto consegnare una serie di somme per un totale di 15.500 euro, dice l’accusa. Di questi, 9mila euro gli sarebbero stati consegnati iper comprare un’auto, altri duemila euro sarebbero stati pagati per il funerale del compagno della madre dell’uomo, 500 euro sarebbero stati dati dalla donna al 35enne per pagare l’avvocato che curava la sua separazione dalla moglie, altri 500 euro per la riparazione dell’auto acquistata.

Ulteriori 500 euro sarebbero serviti per l’affitto della casa dove aveva detto di abitare, e infine 3mila euro sarebbero stati pagati per sbloccare il conto corrente intestato al 35enne. Oggi la donna si è costituita parte civile, assistita dall’avvocato Sara Scalpelli. La donna aveva denunciato il 35enne dopo che aveva scoperto che lui nemmeno si sarebbe chiamato come gli aveva detto. Una cosa che, spiega l’avvocato Scalpelli «lei aveva scoperto grazie al fatto che una volta lui gli aveva parlato di una persona che conosceva a Cingoli. Lei era andata da questa persona e gli aveva mostrato una foto. Così aveva scoperto che il nome era un altro». Il 35enne è difeso dall’avvocato Sergio Ariozzi, oggi sostituito dal legale Silvia Vigoni.

(Gian. Gin.)




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