“Mafia, droga e sicurezza”,
la Lega rilancia la sfida
MACERATA - Ieri l'incontro alla Domus San Giuliano cui ha partecipato anche il responsabile nazionale del Dipartimento antimafia del Carroccio Gianluca Cantalamessa: «Importante mantenere la guardia alta, il 70% dei proventi della criminalità organizzata vengono da infiltrazioni in attività lecite»

Da sinistra: Luca Buldorini, vicepresidente della Provincia, Mauro Lucentini, Mirko Bilò, consigliere regionale, Gianluca Cantalamessa, senatore, Giorgia Latini, segretaria regionale della Lega, Sandro Parcaroli, sindaco di Macerata, Aldo Alessandrini, segretario cittadino della Lega
Buona partecipazione per “Mafia, droga e sicurezza”, l’incontro organizzato alla Domus San Giuliano di Macerata dalla Lega con il suo Dipartimento antimafia per il quale erano presenti il responsabile nazionale Gianluca Cantalamessa e il regionale Mirko Bilò, vicecapogruppo della Lega in Consiglio regionale.

L’ex questore Giorgio Iacobone e Gianluca Cantalamessa
La formula ha mixato, con il moderatore Aldo Alessandrini, segretario cittadino della Lega e referente territoriale del dipartimento, interventi tecnici, spunti tratti dalla statistica aggiornata e di prospettiva politico-amministrativa che hanno l’obiettivo di rafforzare gli strumenti di prevenzione oltre che di contrasto, vista la crescente invadenza della criminalità organizzata anche in settori storicamente non interessati dal fenomeno. «Solo il 5% dei proventi della criminalità organizzata sono frutto di attività tradizionali come rapine ed estorsioni, il 70% proviene da attività lecite ovvero da infiltrazione e il 20% da attività di cui la società civile è destinatario consapevole come spaccio, gioco d’azzardo e prostituzione – ha evidenziato Cantalamessa, che è anche membro della Commissione parlamentare di inchiesta sul fenomeno delle mafie e sulle altre associazioni criminali e della delegazione italiana all’assemblea parlamentare Osce – numeri che devono farci tenere la guardia ancora più alta perché sintomatici del fatto che la criminalità sta minando i valori fondanti del nostro vivere sociale e civile».

Filippo Saltamartini, assessore regionale alla sanità
Sicurezza strettamente correlata alla prevenzione, come hanno ribadito nei loro interventi di saluto il sindaco e presidente della Provincia di Macerata Sandro Parcaroli e il segretario regionale del carroccio Giorgia Latini con il vice e segretario provinciale Luca Buldorini, ricordando con alcuni dettagli l’attenzione della Lega al tema. I consiglieri regionali Anna Menghi e Renzo Marinelli hanno rilanciato sulla necessità che la politica locale faccia la sua parte attraverso politiche sociali di supporto e monitoraggio del territorio. Un’azione, quest’ultima, fondamentale anche dal punto di vista investigativo, come ha confermato il vicepresidente e assessore della Regione Filippo Saltamartini, ricordando due strumenti a firma Lega come la legge Castelli e il codice antimafia varato dal ministro dell’Interno Roberto Maroni.

La consigliera regionale Anna Menghi (a sinistra), la segretaria regionale leghista Giorgia Latini (al centro) e l’assessore civitanovese Giuseppe Cognigni (a destra)
Anche in questo contesto, secondo gli esponenti leghisti, Macerata si conferma il modello cui spesso fa riferimento Matteo Salvini. «Con la Lega al Governo, nel 2019 è stato avviato da commissario sisma e Prefettura di Macerata il primo protocollo sperimentale per i controlli su sicurezza e legalità nei cantieri della ricostruzione con particolare attenzione ai tentativi di lavoro nero, al dumping contrattuale, all’elusione e all’evasione contributiva – ha ricordato Bilò – contemporaneamente, il Ministro dell’Interno Salvini, finanziava il primo programma “Scuole Sicure” per incrementare la sicurezza davanti agli istituti scolastici e la lotta allo spaccio. Due facce della stessa medaglia che e dimostrano come la Lega lavori da sempre su più fronti con l’unico obiettivo di una sicurezza che è essenziale per la qualità della vita di ogni membro delle nostre comunità».

Giuseppe Bommarito e Gianni Giuli
La competenza e l’esperienza sul campo espressa negli interventi dei relatori tecnici, l’ex questore Giorgio Iacobone, l’avvocato Giuseppe Bommarito, presidente dell’associazione Con Nicola, oltre il deserto dell’indifferenza, e Gianni Giuli, direttore del Dipartimento dipendenze patologiche dell’Ast Macerata hanno completato il quadro dell’iniziativa. «Abbiamo raggiunto l’obiettivo di confrontarsi per consolidare il gioco di squadra tra politica, cittadini, imprese e istituzioni al fine di prevenire i fenomeni e senza il quale non si può fare il bene della collettività».
(Foto Fabio Falcioni)


Aldo Alessandrini, segretario comunale della Lega

Alessandrini, Lucentini e Cantalamessa

Luca Buldorini

Giorgia Latini


Il vescovo Nazzareno Marconi

Il consigliere regionale Renzo Marinelli

La consigliera regionale Anna Menghi
Parole,parole, parole…parole parole parole, parole parole soltanto parole ……poi dette dalla lega!!!
Intanto restituite i 49 Megaeuro, poi penserete alla società civile. O no? Il pesce, capitone o meno, puzza sempre dalla testa.
Bommarito, Lei le foto di rito non le ha fatte? Sembra anche si sia sottratto il Saltamartini che forse non ha ancora digerito la volontà degli altri a torto o a ragione di esautorarlo senza che ci sia stato un motivo tecnico ma solo perché anche tra loro si considerano uno più bravo dell’altro tanto da potersi improvvisare da un giorno all’altro assessore alla sanità perché tanto se lo ha fatto Saltamartini e poi chi se ne frega del problema quando occupare postazioni migliori è lo scopo. Hanno fallito perché non sono molto lontani da un comportamento, da un carattere ecc. molto dissimile dall’accezione dell’attributo appena usato. Forse mi sbaglierò ma mi sembra che per farsi la solita nauseante propaganda non guardano in faccia nessuno e strafregandosene completamente dei sentimenti altrui.
…solo la regione Marche si può permettere 2 assessori alla sanità, chissà se anche le altre copietanno il modello Marchigiano visto che la sanità sta andando a gonfie vele…(verso il privato però !!!)…così i poveri non solo mangeranno meglio dei ricchi ma andranno al cimitero anche prima…
Comme nooooo?????? Pagargli lo stipendio è la cosa che fa’piu’ male!
Per Sauro Micucci
Io non ho fatto le foto di rito perchè non sono un iscritto della Lega, nè tanto meno appartengo al suo gruppo dirigente. Ho partecipato all’iniziativa, come è precisato nell’articolo, in quanto “tecnico”, così come partecipo a iniziative su questi temi di qualsiasi altro partito.
Il vescovo è iscritto ??
Le vicende di cronaca giudiziaria e le sentenze emesse, da tanti anni ci raccontano che le infiltrazioni mafiose dentro le attività cosidette lecite, avvengono quasi sempre con la collusione di politici corrotti. Prima di dare lezioni e fare proclami propagandistici( fra poco si vota), vedano di fare pulizia profonda nelle loro viscere. Credibilità zero !!