
L’area dove verrebbe realizzata la casa di riposo
«Come abbiamo sempre temuto e denunciato, ora il “papocchio” si sta realizzando in sfregio alla storia ed alle potenzialità anche future del Santuario, alle prerogative dei consiglieri comunali, degli soggetti ecclesiali e dei cittadini in generale che hanno sempre il diritto di conoscere la verità». E’ la denuncia che arriva dai consiglieri di “Mogliano 313” Marco Petrelli, Corrado Nardi. Al centro della querelle il tanto discusso progetto della nuova casa di riposo, che l’amministrazione vuole realizzare nell’area verde del Santuario del Santissimo Crocifisso e che da mesi è al centro di battaglia politica.

Il progetto presentato dall’amministrazione
«Nel consiglio comunale del 31 luglio – spiegano Petrelli e Nardi – ai consiglieri di opposizione è stata negata la visione di un atto fondamentale per la votazione del Consiglio a cui la maggioranza in modo falso ed ipocrita aveva detto di volersi conformare. Si tratta del verbale approvato dal vescovo di Fermo riguardante gli spazi dell’ex Seminario e dei terreni circostanti il Santuario, che il comune deve riconoscere al Santuario prima della costruzione della famigerata casa di riposo, prevista proprio nell’area verde del Crocifisso. Ciò è riferito ad un vincolo a cui questa giunta Cesetti – Zura ha sempre cercato di sottrarsi arrivando persino a deliberare di non voler accordare alcuno spazio esterno al Santuario ed “obbligando” persino la mite e “collaborativa” Arcidiocesi di Fermo a formulare diffida contro il comune stesso».
«Per questa giunta uscente la logica del cemento a tutti i costi – continuano i due consiglieri – si impone anche dove i precedenti amministratori, a partire da Gianni Giuli si erano saputi fermare. Per gli attuali amministratori, invece, i prati verdi “vicini alla Chiesa” del Santuario, citati nel prodigioso “scoprimento” del 1809 per cui il nostro Santuario è conosciuto in tutta Italia, sono oggetto di esproprio e valgono meno di un lotto privato edificabile ed intoccabile, nonostante ci sia la necessità di una nuova strada urbana per la casa di riposo. Noi consiglieri di Mogliano 313, immediatamente dopo il Consiglio (dove abbiamo votato contro le decisioni della maggioranza), abbiamo richiesto questo verbale e ci è stato negato. Abbiamo subito informato la Prefettura di questa azione ostruzionistica dell’amministrazione che impedisce ai consiglieri comunali di esercitare le loro funzioni».
«Non appena il verbale ci è stato consegnato – aggiungono – ci siamo accorti di eclatanti ed importanti difformità tra quanto deliberato dal comune e quanto riportato nell’atto. Infatti la delibera del Consiglio comunale, votata “solo” dalla maggioranza: impone una servitù di passaggio sulla corte che gli organi ecclesiali avevano designato come libera da gravami; nega il diritto di godimento alla residua area verde del campo sportivo, già edificabile come da variante al Piano Regolatore imposta lo scorso anno; stabilisce che i diritti in favore del Santuario avranno una durata di 30 anni per cui, non avendo previsto neanche la possibilità di rinnovo, trascorso questo tempo ai fedeli del Santuario non rimarrà che la libertà di entrare ed uscire dalla Chiesa, perché ogni altro spazio dovrà essere restituito al comune ai sensi dell’articolo 1001 del Codice civile».
«Si sottolinea come il previsto giardino della casa di riposo, presentato da questa amministrazione quasi come un paradiso terrestre, sia in realtà puro fumo negli occhi perché l’ultima relazione urbanistica approvata dalla giunta con delibera 80 del 27 giugno 2023 prevede e conferma la costruzione di un secondo lotto al posto del giardino dei sogni – concludono – Per quanto ci riguarda, ci assumiamo le nostre responsabilità e siamo sempre disponibili ad un confronto leale ed a carte scoperte con la maggioranza uscente (la prossima primavera si voterà per le comunali) e con tutti i soggetti coinvolti civili e religiosi per evitare che la scelta finale (qualunque essa fosse) sia avallata solo dall’ignavia e da un silenzio complice».

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