La battaglia del Pian Perduto
raccontata da Andrea Roncato
CASTELSANTANGELO - Il popolare attore ospite, domani alle 21, della sala polivalente "Amici del Trentino", dove interpreterà il capitano Arbillo nello spettacolo che celebra i 500 anni dello storico scontro tra Norcia e Visso

Andrea Roncato
Appuntamento domani alle 21 con Andrea Roncato, ospite speciale della serata in programma presso la sala polivalente “Amici del Trentino” di Castelsantangelo sul Nera. Andrà in scena la rappresentazione teatrale “La battaglia del Pian Perduto”, firmata dal regista maceratese Pietro Romagnoli, in cui l’attore interpreterà il capitano Arbillo. «E’ uno spettacolo molto molto divertente, vi aspetto, mi raccomando che ci divertiamo», spiega l’attore.
Lo spettacolo rientra tra gli eventi del secondo “Forum della Montagna”, il progetto sostenuto dalla Regione Marche, relativo alle celebrazioni per i 500 anni dalla Battaglia del Pian Perduto, epica battaglia militare del 20 luglio 1522, che dopo un aspro scontro tra i soldati di Norcia, in forte superiorità numerica, e quelli di Visso, nettamente inferiori come quantità, vide la vittoria dei vissani, che ottennero il cosiddetto Pian Perduto, strappato ai nemici. L’evento è stato di ispirazione per un poemetto in 116 ottave, composto dal poeta pastore Berrettaccia di Castelsantangelo, con tono ironico e goliardico, che narra le peripezie dei vissani per giungere alla vittoria.
Durante la serata, ad ingresso gratuito, gli attori racconteranno la battaglia tra musica, storia, miti e leggende.
Prendiamo esempio dalla splendida Visso, che narra le sue vicende storiche.
Anche noi di Montolmo. ribattezzata dai cretini prima Pausula e poi Corridonia dal Regime Fascista per rifarsi una verginità rivoluzionaria col nome del sindacalista rivoluzionario Filippo Corridoni, che odiava cordialmente Mussolini; anche noi di Montolmo – ripeto – potremmo raccontare le nostre imprese belliche e i nostri personaggi storici: abbiamo l’Associazione de La Margutta, che si batte strenuamente per ricreare un interesse.
E abbiamo l’abbazia di San Claudio, che originariamente era stata la Cappella Palatina di Carlo Magno, che aveva qui da noi la sua Aquisgrana, fregataci dai Tedeschi per darsi una motivazione storica esistenziale.
Purtroppo, i nostri locali hanno il cervello grosso come quello di Nessie, ossia grosso come un uovo. Mentre Nessie, il nome affibbiato al mostro di una specie animale estinta da millenni, fa fare grossi guadagni a chi vive sulle sponde del lago di Loch Ness, qui a San Claudio abbiamo una ricchezza turistica, resa reale dagli studi del prof. Giovanni Carnevale, contestata da docenti universitari, ma mai dimostrata infondata da contro-tesi degli stessi docenti. Adesso prestigiosi fogli europei si stanno interessando della nostra Cappella Palatina di Carlo Magno, ma gli amministratorti ancora traccheggiano. Come il mostro di Loch Ness, che c’è e non c’è…