Legge sulla ludopatia,
Pd contro Borroni:
«Così si sponsorizza il gioco d’azzardo»
CIVITANOVA - Botta e risposta tra gli esponenti del Partito democratico e il consigliere regionale. I dem: «Abbiamo studiato gli atti e non c'è un solo passaggio in cui i tecnici giustificano dati alla mano la proposta dei 300 metri di distanza da luoghi sensibili»
Modifica della legge sul gioco d’azzardo, Francesco Micucci, Lidia Iezzi e Giulio Silenzi rispondono al consigliere regionale Borroni: «Mente sapendo di mentire, la verità è che Fratelli d’Italia, Lega e Forza Italia, regionali e locali, con l’approvazione di questa legge sponsorizzano il gioco d’azzardo e di questo dovrebbero semplicemente vergognarsi».
Non accenna a diminuire l’eco della protesta innescata nei giorni scorsi dal Pd civitanovese contro la modifica della legge regionale del 2017 a contrasto del gioco d’azzardo e della ludopatia. La commissione commercio regionale infatti ha proceduto alla modifica dei parametri di distanza minima dai luoghi sensibili per avere l’autorizzazione ad aprire sale slot o ad avere macchinette di gioco e tolto i tabaccai dalla normativa. Tutte correzioni peggiorative secondo i democrat che parlano di incentivo al gioco d’azzardo, mentre i firmatari della modifica sottolineano i fondi messi a contrasto della ludopatia come prevenzione e i posti di lavoro salvaguardati grazie agli introiti determinati dalle macchinette. E gli esponenti del Partito democratico tornano anche sul caso “locale” della sala slot di via Pellico che in 3 occasioni si è vista rigettare da Tar e Consiglio di Stato i ricorsi fatti contro l’apertura.
Con la nuova legge potrebbe aprire e su questo insistono: «ancora una volta parole in libertà di Borroni, che mente sapendo di mentire. La legge 3 del 2017 votata da tutti i partiti (anche da Fratelli d’Itala, Borroni si vada a rileggere l’intervento della Leonardi) è stata talmente applicata e ben fatta che ci sono sentenze favorevoli del Tar e del Consiglio di Stato che ne certificano la bontà. E lo sa bene Borroni visto che la giunta Ciarapica di cui era assessore al commercio, guarda caso, per ben due volte è uscita con la coda tra le gambe dai ricorsi presentati. E visto che fu proprio lui a rispondere in aula alle varie interrogazione e mozioni del Pd sul tema e sulla mega sala slot di via Silvio Pellico è assurdo e falso che ora dica di non conoscere la distanza visto che ne ha parlato in consiglio comunale. Funzionava talmente bene la legge che per far aprire la sala slot di via Pellico Borroni ha dovuto farla cambiare quella legge.
Borroni e tutti i Fratelli d’Italia, con la complicità di Forza Italia, di Ciarapica e della Lega che fecero intervenire addirittura l’oggi ministro Antonio Tajani e Acquaroli per inaugurare quella che doveva essere la mega sala slot, ma che al momento era stata solo autorizzata come bar/champagneria. E non si nasconda Borroni dietro la sottana dei tecnici. Abbiamo studiato le carte di giunta, commissione e consiglio e non c’è un solo passaggio in cui i tecnici giustificano dati alla mano la proposta dei 300 metri. Su questo argomento il tempo dirà chi mente e chi no: basterà attendere l’apertura o meno della sala slot in discussione. Sui finanziamenti al contrasto alla ludopatia vorremmo poi far notare a Borroni che già nel 2019 la giunta Ceriscioli prevedeva lo stanziamento di ben 5 milioni e 636 mila euro, cioè più di quello che a distanza di 4 anni investe Acquaroli. Il problema è che le risorse senza il contrasto possono ben poco, perché maggiore sarà il numero di ludopatici e più ampio il problema».
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