Sgarbi inedito: «L’attività politica?
E’ cominciato tutto da Civitanova»
E annuncia il Rinascimento Adriatico
IL SOTTOSEGRETARIO alla Cultura oggi in città per presentare il suo nuovo libro. «E' stato Ivo Costamagna che mi propose di candidarmi sindaco a San Severino per i socialisti. Ad Ancona da qui fino al 2025 sono in programma 4 mostre. Finalmente racconteremo come tutti i maggiori pittori veneziani siano passati qui. Oltre a Vittore e Carlo Crivelli, Lotto, Tiziano, anche Tintoretto, il Veronese»

Vittorio Sgarbi nella pinacoteca con la direttrice Enrica Bruni e il sindaco Fabrizio Ciarapica
di Laura Boccanera
«La mia attività politica è iniziata da Civitanova, mi ha cercato Costamagna e mi ha chiesto di candidarmi con i socialisti a San Severino». Vittorio Sgarbi al teatro Annibal Caro “rivela” come è cominciata la sua attività politica che lo ha condotto fino a ricoprire la carica di sottosegretario alla Cultura del governo Meloni. Il critico d’arte, in città per presentare il suo ultimo libro “Scoperte e rivelazioni” non lesina racconti, storie ed aneddoti: ce n’è per tutti.

Con Ivo Costamagna “responsabile” della sua discesa in politica nel 1990
Da Ancona come capoluogo in cui “non avviene mai niente”, con un “teatro bruttissimo, povere Muse imprigionate” fino a “Le Marche, piccola terra in cui nascono pensieri altissimi”, ma anche il grandioso progetto di riscrivere un “Rinascimento adriatico” lungo le vie d’acqua con 4 grandi mostre fino al 2025. C’è di tutto un po’ (tanto che il libro passa quasi in secondo piano, nella seconda metà dell’intervento), ma il pubblico di Sgarbi, lo sa, è abituato ai suoi voli pindarici e si lascia trascinare dall’onda della narrazione.
Arrivato a Civitanova Alta, prima di raggiungere il teatro con il sindaco Fabrizio Ciarapica e la direttrice della pinacoteca Enrica Bruni viene “rapito” per mostrare la “scoperta” civitanovese rinvenuta nella chiesa di Sant’Agostino.
L’opera di Filippo Conti che si trovava nell’altare e che rappresenta “Sant’Agostino che scrive la regola” rischiava di venire rovinata dall’acqua che si stava infiltrando e così è stata spostata dalla chiesa e restaurata e ora campeggia restituita nei suoi colori originari nella Pinacoteca Moretti.

Una “scoperta” che è simile a quelle contenute nel nuovo libro di Sgarbi dove vengono raccontate 100 opere poco conosciute. La genesi del progetto affonda negli anni ’80 quando Sgarbi da giovane critico d’arte andava girando per pievi e chiese escluse dai circuiti più conosciuti annotando opere considerate di serie B e che invece restituiscono la ricchezza del territorio Italia. Sul palco dell’Annibal Caro, introdotto dal presidente della commissione cultura Gianluca Crocetti e dal sindaco Fabrizio Ciarapica, Sgarbi parte raccontando la novità del progetto culturale previsto per Ancona dopo l’incontro col sindaco del capoluogo dorico Daniele Silvetti: «fino ad oggi Ancona si era distinta per la totale distanza da qualsivoglia vivacità culturale. Nulla capita mai ad Ancona, nonostante sia capoluogo non è mai stata all’altezza di centri come Jesi, Fermo, Recanati, San Severino, Camerino. Ha anche il teatro più brutto d’Italia, povere Muse. Finalmente invece abbiamo firmato l’armistizio con Ancona e da qui fino al 2025 sono in programma 4 mostre che restituiranno un Rinascimento adriatico che passa lungo le vie d’acqua. Dopo il lungo dominio della sinistra che ha imprigionato Ancona finalmente racconteremo come tutti i maggiori pittori veneziani siano passati qui. Oltre a Vittore e Carlo Crivelli, Lotto, Tiziano, anche Tintoretto, il Veronese e Ancona sarà uno snodo fondamentale».
Ma un’ampia parentesi Sgarbi l’ha dedicata anche al suo “battesimo” con la politica che ha avuto un officiante tutto civitanovese come l’ex sindaco e presidente del consiglio Ivo Costamagna: « Nel marzo 1990 arrivo a Civitanova, ero popolare, avevo scritto libri, facevo delle cose in televisione e incontro un giovane assessore alla cultura Ivo Costamagna. Era venuto a San Severino dove avevo presentato un libro e dove l’allora sindaco Vissani mi vietò di usare il teatro perché era amico del critico d’arte Federico Zeri. Lì Costamagna mi propose di candidarmi coi socialisti per San Severino. Dissi di no, ma mi raggiunse di nuovo a Civitanova e lì alla fine ho accettato. Quindi la mia attività politica nasce a Civitanova».


La pala di Filippo Conti recuperata da Sant’Agostino e ora in Pinacoteca
Ogne scarrafone è bell’ a mamma soja. Cosa vuol dire? Ogni scarafaggio sembra bello alla propria madre, cioé: l’amore di una mamma per i propri figli è immenso. Qualcosa mi diceva che non si poteva provare una non dico avversione, neanche forte antipatia, nemmeno un qualcosa di respingente ma siccome ogni cosa ha la sua causa ecco che ho scoperto probabilmente il motivo o comunque uno dei probabili visto che il personaggio è più complesso. ( Non è vero pero gli do un tono).Grazie allo ” inedito ” dell’esperto più di apparati genitali prossimi all’inutilità se non solo come tubi di scarico che di Arte visto che gli capita di firmare come autentici veri e propri capolavori destinati ai tanti polli che diventano automaticamente anche loro esperti e critici d’arte, si è saputo che in gioventù faceva il talent scout di personaggi di cui poi in futuro si è anche scoperto di simpatie politiche un tanto al chilo. Cosicché, strafregandosene completamente del partito che rappresentava ma cercando come fanno quelli che magari cercano voci nuove per Castrocaro o modelle per ABC vecchio settimanale scandal/erotico che non mancava mai nei barbieri, eccolo vergognosamente a caccia. Certo lui non avrà colpa della debacle del partito che dice ancora di rappresentare nonostante fa propaganda per soggetti appartenuti (””) alla più becera destra. Comunque questo modo di fare è ancora in auge, basta pensare a Ricotta già in tricolore, sto parlando di Macerata perché non so se sono tutti in grado visto come votano di capire, improvvisamente defenestrato da un colpo di genio che portò Parcaroli, poi il motivo per cui avesse tutta questa presa sui futuri governanti in parte e locali non l’ho mai capito ma evidentemente su in collina conta più la vetrina, a diventare primo cittadino. La scelta non fu nemmeno di un leghista ma di un furbacchione di Forza Italia molto conosciuto anche alla foce del Chienti e dintorni.
…la colpa non è sua ma di chi ha ancora il coraggio di invitarlo,più che Sgarbi si doveva chiamare “SGARBATO” e sarebbe meglio non dire altro,ma oggi la cose vanno bene così,perciò siamo costretti ad accertarle …
SGARBI asso “piglia tutto”, e poi lo vediamo sulla televisione su tutte le reti che fa’ lo show contro tutti.