Malore fatale,
muore a 47 anni dipendente Unicam
«Per noi studenti un porto sicuro»
CAMERINO - Università in lutto per la scomparsa di Simone Bisbocci, in servizio alla segreteria studenti della sede di San Benedetto. L'ateneo: «ha sempre svolto il suo lavoro con competenza e professionalità»

Simone Bisbocci
di Monia Orazi
Camerino e San Benedetto in lutto per la morte di Simone Bisbocci, 47 anni compiuti il 12 aprile, addetto alla segreteria Unicam di scienze della nutrizione a San Benedetto del Tronto. Un malore fatale lo ha strappato all’affetto dei genitori Enzo ed Adriana, del fratello Matteo e degli altri familiari. Nella città rivierasca si era trasferito a vivere dopo il 2016, quando aveva avuto l’incarico di amministrativo ad Unicam, ma aveva mantenuto strettissimo il legame con la sua Camerino, dove tornava spesso.
Era uno sportivo, aveva militato per anni nella squadra di calcio a cinque del Cus Camerino, dove ricopriva il ruolo di centrale, nelle partite andava a segno, centrando spesso l’obiettivo del gol, in anni recenti nell’ascolano ha militato con la Futsal Vire. E’ stato anche l’allenatore della squadra di calcio a cinque del Cus, togliendosi soddisfazioni con le medaglie vinte in alcune recenti edizioni dei campionati nazionali universitari. Fisico atletico, carattere cordiale e solare, era sempre sorridente, aveva tantissime amicizie, in tanti a Camerino sono rimasti sconvolti per la sua morte improvvisa.
Con queste parole lo hanno voluto ricordare il rettore Claudio Pettinari ed il rettore eletto Graziano Leoni, il direttore generale Andrea Braschi:«Il rettore, il pro rettore vicario, il direttore generale e l’intera comunità universitaria partecipano al dolore per l’improvvisa scomparsa di Simone Bisbocci, dipendente Unicam in servizio nelle segreterie studenti nella sede di San Benedetto del Tronto, esprimendo alla famiglia le più sentite condoglianze. Simone ha sempre svolto il suo lavoro con competenza e professionalità, pronto a soddisfare le richieste delle studentesse e degli studenti, sempre con il sorriso sulle labbra. L’Università di Camerino si stringe con affetto intorno alla famiglia in questo terribile momento».
A San Benedetto era apprezzato, soprattutto dagli studenti, con il suo fare calmo e cordiale riusciva sempre a stemperare le loro ansie e chiarire qualsiasi dubbio, così alcuni lo hanno ricordato sui social: «Un grande valore aggiunto dell’università, fortunati tutti noi che abbiamo ricevuto in cambio delle nostre ansie, sorrisi e parole di supporto. Grazie per tutto l’aiuto che ci hai dato con il sorriso e la battuta pronta. Una persona unica, sempre solare, sorridente e professionale. Sempre gentile e disponibile con noi studenti, un porto sicuro». Con parole intense lo ha ricordato la studentessa Lavinia Rumeni: «Sei stato il miglior segretario che noi studenti potessimo avere, sempre sorridente, con la battuta pronta e pronto ad aiutarci in ogni occasione. Per tutte le volte che ti ho fatto dannare con il piano di studi, le fotocopie, il tutoraggio, il conteggio della media, eppure tu con pazienza e dedizione accontentavi ogni mio desiderio. Grazie per essere stata la nostra spalla quando un esame andava male, la nostra valvola di sfogo, grazie per aver gioito e festeggiato ogni nostro traguardo. Grazie per la persona che sei stata, Unicam e noi siamo stati fortunati ad averti». Al momento la data dei funerali resta ancora da fissare.
(Ultimo aggiornamento alle 14,10)
un altro malore fatale in giovane età.
Riposa in Pace.
Addolora sempre una dipartita in questa giovane età… A 48 anni ebbi un infarto, con il cuore fermo per tre volte. Il Cardiologico di Macerata e l’UTIC, fino ai by-pass di Ancona, mi hanno salvato e permesso di arrivare a 84 anni.
Il mio consiglio è di iniziare già a 40 anni a farsi seguire da un cardiologo e da un espero in alimentazione. A quella età si entra già nella zona di pericolo. A volte certi dolori e certe sensazioni strane vengono scambiate per dolori di altra natura. Col cuore c’è da scherzare. Alla mia età ogni sei mesi vado dal cardiologo (molto bravo). Se poi esiste il destino che determina la fine della mia esistenza, non posso farci nulla. Ma certo, verso gli altri, addolora molto la fine di questo giovano uomo, che aveva ancora tanto da dare in bene.
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