Blitz in stazione, clochard già tornati
«I più fragili vanno tutelati,
no alle operazioni “estetiche”»
CIVITANOVA - Dopo l'operazione di sgombero messa in campo ieri alla presenza di sindaco e assessore, i senzatetto sono tornati per passare la nottata. Dipende da noi punta il dito contro l'amministrazione: «Il decoro e la sicurezza riguardano la situazione delle persone, prima che quella degli ambienti pubblici»

I clochard tornati in stazione
di Laura Boccanera
Sgomberati e subito tornati. E’ durato meno di 12 ore lo sgombero che polizia municipale, commissariato, Comune e Cosmari hanno effettuato ieri mattina alla presenza del sindaco Fabrizio Ciarapica e dell’assessore Giuseppe Cognigni. Già stanotte le persone senza tetto che bivaccano nei pressi della stazione sono tornate ad apporre scatoloni e giacigli rimediati per passare la nottata.
Un intervento “spot” secondo Dipende da noi che pure aveva chiesto all’amministrazione di porre rimedio alla presenza dei clochard, ma non come operazione “estetica”, ma per trovare soluzioni dignitose. E che oggi torna a ribadire: «Già da mesi il movimento “Dipende da Noi” ha segnalato all’assessorato ai servizi sociali la situazione delle persone senza fissa dimora presenti nella stazione ferroviaria di Civitanova, evidenziando la necessità di intervenire. Ma l’intervento che abbiamo chiesto era per togliere dalla condizione di degrado e di abbandono quelle persone, non per mandarle via come se la pulizia e l’ordine nei locali della stazione, pure da tutelare, fossero più importanti della dignità degli esseri umani. Dev’essere chiaro che il “decoro” e la “sicurezza” riguardano la situazione delle persone, prima che quella degli ambienti pubblici. Invece l’intervento di sgombero operato ieri con sindaco Ciarapica e assessore Cognigni in prima fila a prendersi il merito di una simile “pulizia” non ha considerato minimamente la sorte delle persone, che non vanno scacciate come se fossero animali selvatici ma aiutate a trovare una condizione di vita dignitosa».

Il blitz di ieri
«A Civitanova questo problema è cronico – continua Dipende da noi – e in prima linea per rispondere veramente alle esigenze di tante persone e famiglie gravemente disagiate c’è soprattutto la Caritas diocesana. I servizi sociali del comune hanno un organico inadeguato e spesso l’ente comunale delega i suoi compiti al volontariato, mentre gli amministratori non disdegnano di presentarsi come “sceriffi” che proteggono l’ordine pubblico. Invece, in una città civile dovrebbe essere attuato un progetto sistematico di intervento e di prevenzione che affronti le situazioni di degrado e di abbandono combattendo non i poveri, ma la povertà, non gli emarginati ma tutto ciò che produce l’emarginazione. Chiediamo all’assessora Capponi di convocare prima possibile un incontro operativo con le forze politiche, con le associazioni disponibili e con gli altri enti interessati per fare il punto sulla situazione per programmare un’azione che sia non di repressione, che umilia chi la subisce e non risolve proprio niente, ma di risanamento delle condizioni di vita delle persone emarginate».
Clochard alla stazione, blitz e sgombero «Ne va della sicurezza dei cittadini»
si costruiscono i rifugi per i cani perché non per questi poveretti…
…mi pare di ricordare che fino a pochi anni fa, sempre in stazione, c’era un gruppo di “senzatetto” e “clochard” (pare che venissero dalla Romania e facessero parte di una stessa numerosa famiglia), i quali chiedevano l’elemosina e avevano “conquistato” delle zone nelle quali nessun altro poteva avvicinarsi a chiedere elemosina, altrimenti erano guai. Mi sembra pure di ricordare che trattavano le donne del “clan” peggio di schiave e che le percuotevano di brutto se non eseguivano gli ordini del “capo”. Ecco, questi poveri clochard e senzatetto, pare anche che in Romania avessero numerose case, possedimenti e quattrini. Forse anche qualcun altro ricorderà questo come me e tutto ciò per affermare che si fa presto a dire clochard e senzatetto, a dire i più deboli, ma ogni storia andrebbe conosciuta e valutata ben bene, prima di fare i buonisti e accusare di cattiverie chi fa il proprio dovere. gv
Quindi. Che vuoi dire?
Quindi? Che vuoi dire?
Sui clochard in seguito ad una recente ricerca europea ha stabilito che sono tra i detentori di almeno il 40% delle ricchezze mobili e il 60% di quelle immobili. Gli yacht che pur si muovono non so a quale categoria appartengono. Dicono anche che il debito cinese e quello americano sia in mano loro. Già con quello che riescono a risparmiare mangiando alla Caritas, riescono a vestirsi acquistando famose firme e magari pure qualche autografo.
Certo che tornano, se non dove vanno?
…certo che, non capire non è una bella cosa, ma far finta di non capire è pure peggio!!! gv