Dorme a casa di un conoscente,
23enne trovato morto a Civitanova
TRAGEDIA - La vittima è Anas Essebyry, residente a San Ginesio. A lanciare l'allarme il ragazzo che lo ospitava. L'ipotesi dei carabinieri è che abbia assunto qualche sostanza che gli è stata fatale. Disposta l'autopsia

di Laura Boccanera
Trovato morto in casa di un conoscente, choc a Civitanova. Autopsia per stabilire le cause della morte. E’ accaduto all’alba di domenica mattina, ma solo oggi si è avuta notizia della morte di un ragazzo di appena 23 anni di nazionalità marocchina e residente a San Ginesio. La vittima è Anas Essebyry.
Il 23enne si trovava a casa di un conoscente in un appartamento di via Napoleone 13, nel quartiere di case popolari a San Marone. Lì aveva trascorso la notte quando alle 5 del mattino l’amico ha lanciato l’allarme e allertato il 118. Ma era tardi, Anas era già morto. Sul posto sono arrivati anche i carabinieri e il personale delle investigazioni tecnico-scientifiche dell’Arma.
Il 23enne si trovava in camera, riverso a terra, in una stanza piena di caos e disordine. Le ipotesi sulle quali stanno lavorando gli inquirenti spaziano dall’overdose ad un atto volontario tramite assunzione di medicinali e sostanze. I carabinieri hanno raccolto testimonianze per ricostruire le ultime ore di vita del ragazzo e cosa possa avere assunto. Sarà però l’autopsia a chiarire la causa della morte del 23enne.
I carabinieri stanno anche cercando di ricostruire come mai il giovane si trovasse lì e quali fossero i rapporti con il conoscente. Quel che si sa è che non viveva nell’appartamento di via Napoleone e che era arrivato in città da poco. L’esame autoptico è stato disposto dal magistrato di turno, ed è in programma per domani mattina alle 9. Ad eseguire l’autopsia sarà il medico legale Antonio Tombolini. Il corpo si trova all’obitorio di Civitanova.
(Clicca qui per ascoltare la notizia in podcast)
Per chi crede possa R. I. P.
Ma se le autopsie servono, perché allora furono vietate?
Perché gli scienziati non sapevano nulla, ma, insegnando nientepopodimeno all’Università, potevano impunemente e tra gli applausi sostenere di sapere tutto… i più non distinguono la Scienza da Checco Zalone.