Anita Garibaldi, regna l’incertezza:
«Scala ancora senza agibilità,
basta ripiegare in ambienti non idonei»
CIVITANOVA - Guai non solo per i nidi, protesta del Consiglio d'istituto della primaria: «Non tollereremo ulteriori rimandi, inficiata l'attività didattica». Dopo un anno trascorso con 6 classi traslocate dal primo piano al piano terra causa lavori e inutilizzo della scala di emergenza la scuola non ha ricevuto comunicazioni per un ritorno alla normalità

L’ingresso della scuola Anita Garibaldi
di Laura Boccanera
Se Atene piange, Sparta non ride. La citazione calza a pennello per descrivere le preoccupazioni dei genitori dei bambini e delle bambine che frequentano la scuola primaria Anita Garibaldi dell’istituto comprensivo di via Ugo Bassi che per tutto l’anno scolastico hanno dovuto fare lezioni in locali provvisori ricavati all’interno della scuola dal momento che per i lavori di ampliamento non era più utilizzabile la scala esterna antincendio. E così tutte le aule che si trovavano al primo piano dell’edificio hanno dovuto trasferirsi al piano terra, ma in locali provvisori. Una situazione che doveva essere sanata, ma che, ad oggi ancora non trova certezze. E così per l’ennesima volta il consiglio di istituto torna a sollecitare gli amministratori.
La “grana” è seconda solo alla questione della mancanza di asili nido che in queste settimane sta tenendo banco nell’opinione pubblica civitanovese: «Tre messaggi di posta certificata da novembre 2022 di cui l’ultimo inviato il l’11 luglio, due delibere di consiglio d’istituto, proteste dei genitori, ma ad oggi, a poche settimane dall’inizio del nuovo anno scolastico l’istituto comprensivo “Via Ugo Bassi” non ha ancora ricevuto nessuna comunicazione ufficiale da parte dell’ amministrazione comunale riguardo l’agibilità delle uscite di sicurezza dell’ala nord del plesso “Anita Garibaldi” – dicono in una nota a nome di tutto il consiglio d’istituto Marco Cervellini e Paloma Capozucca – il complesso delle uscite di sicurezza, compreso il rispristino della scala antincendio, ricadono infatti all’interno dell’ampliamento edilizio di recente costruzione, oggetto questo di un complicato iter che ha coinvolto e inficiato non solo la sicurezza, ma anche la programmazione didattica di 6 classi lungo tutto lo scorso anno scolastico. Le classi infatti il 16 novembre 2022 sono state costrette per motivi di sicurezza a dover abbandonare il primo piano della scuola e ripiegare in ambienti non idonei ad una corretta impostazione didattica. Questo ha inoltre causato inevitabili disagi a cascata per altre classi dell’istituto. Ora, nonostante i lavori sembra siano terminati e la scala apparentemente ripristinata la scuola non ha ricevuto nessuna autorizzazione formale da parte dell’amministrazione all’utilizzo dei locali oggetto dell’intervento e quindi al ritorno delle classi al primo piano. Denunciamo una preoccupante situazione che rischia di inficiare ulteriormente l’efficienza del servizio educativo incredibilmente e nuovamente per l’anno scolastico 2023/24. Basta ulteriori rimandi».
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Adesso l’assessore si sente offeso, trattato come un capro espiatorio , ben lontano da quando orgogliosamente gonfiava il petto e trionfalmente annunciava: «Entro 4 mesi i bambini potranno tornare nelle loro aule». C’ha un broncio che gli tocca per terra dopo essere stato costretto ad assumersi le colpe degli altri in questa sgangheratissima maggioranza che non ha più bisogno di presentazione e che anche se sembra inverosimile quella è, quella ci è stata messa e quella comanda. Adesso al di fuori da ogni polemica tipo chiedersi perché l’assessore non fa il suo dovere… i panni sporchi se li sono lanciati e che li portino in lavanderia e ben attenti a non cadere anche loro nel gorgo del capace elettrodomestico.. rimane comunque la curiosità di sapere il motivo per cui ultimamente ci sono tante proteste che lo riguardano. Verrebbe da chiedersi: ” Qual’è il motivo per cui difetta tanto e non va a lavorare quanto serve?”.