Accoltella un 23enne,
condannato a 8 anni
RECANATI - Sentenza con rito abbreviato dal gup del tribunale di Macerata. Contestato il tentato omicido, con l'aggravante dell'odio razziale. La difesa valuta l'appello. Alla parte civile provvisionale di 40mila euro

Gli avvocati Donato Attanasio e Damiano Corsalini discutono in attesa della sentenza
di Gianluca Ginella
Tentato omicidio con l’aggravante dell’odio razziale: condannato a 8 anni e 8 mesi il 48enne Omar Pintucci. L’uomo era accusato di avere accoltellato, il 30 luglio dello scorso anno, un 23enne italiano di origini marocchine. I fatti erano avvenuti a Recanati. Oggi la sentenza del gup Domenico Potetti del tribunale di Macerata. Il processo si è svolto con rito abbreviato. Il giudice ha inoltre disposto una provvisionale di 40mila euro per la parte civile: si è costituito il 23enne, tutelato dall’avvocato Damiano Corsalini.
Secondo l’accusa, sostenuta dal pm Claudio Rastrelli (oggi ha chiesto 8 anni e sei mesi), i fatti sarebbero iniziati da una discussione partita davanti al bar Mirò di Recanati. Pintucci avrebbe poi seguito e accoltellato il 23enne alla schiena. Lo avrebbe colpito con 4 fendenti e avrebbe detto: «marocchino di m…», da qui l’aggravante dell’odio razziale.

Il bar Mirò
Pintucci, continua l’accusa, era stato bloccato da due persone, il barista del locale e un cliente del bar, un giovane nigeriano. Nel corso del processo Pintucci ha dato la sua versione dei fatti e spiegato che il 23enne gli aveva chiesto di offrirgli una birra «gli ho detto di no e lui mi ha colpito con due schiaffi».
Ha detto di essersi allontanato e poi di essere tornato col coltello. Il ragazzo si era rifugiato nel bar, e lui non aveva potuto seguirlo perché fermato dal titolare. Poi, dice Pintucci, il 23enne «mi ha raggiunto e mi ha dato tre cazzotti, allora ho estratto il coltello e l’ho colpito». Questa la versione che ha fornito il 48enne, difeso dall’avvocato Donato Attanasio. «Valuteremo se fare appello, nutro dubbi sia sulla dinamica dei fatti e le aggravanti dell’odio razziale e dei futili motivi» dice Attanasio. «Mi ritengo naturalmente molto soddisfatto dell’esito del giudizio – dice l’avvocato Corsalini -. Nulla potrà compensare il grave danno subito dal mio giovane assistito, tuttavia, la sentenza ha reso doverosa giustizia di un accadimento particolarmente grave».
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