Mani al collo della studentessa,
prof condannato per percosse
CIVITANOVA - Per il 62enne, insegnante di Storia in una scuola superiore, una sanzione di 400 euro. Il reato iniziale di abuso dei mezzi di correzione è stato derubricato. Il giudice ha rinviato in sede civile la quantificazione del danno per la ragazza, che si era costituita parte civile. La difesa: «Condanna fuori contesto»

Il tribunale di Macerata
Mani al collo di una studentessa, prof condannato per percosse. La sentenza è stata emessa oggi dal tribunale di Macerata. Imputato era un 62enne, insegnante di Storia in una scuola superiore di Civitanova, che è stato condannato al pagamento di 400 euro.
I fatti risalgono al 2019. Secondo l’accusa e secondo quanto denunciato dalla stessa studentessa, all’epoca dei fatti 14enne, tutto sarebbe avvenuto dopo un’interrogazione. Finita la lezione, al momento della ricreazione, sempre secondo l’accusa, il prof avrebbe raggiunto la ragazza nel corridoio e dopo averle parlato del suo andamento scolastico, le avrebbe messo le mani al collo, spingendola contro il muro.
La giovane si è costituita parte civile con l’avvocato Simone Santoro, il 61enne, invece, difeso dall’avvocato Claudio Baleani ha respinto sempre ogni addebito. Nel corso del procedimento sono stati ascoltati diversi testi, tra cui alcune compagne di scuola della ragazza e alcuni colleghi dell’uomo.
Oggi in aula l’accusa era sostenuta dal pm Rocco Dragonetti, che ha chiesto di derubricare il reato iniziale di abuso dei mezzi di correzione, in percosse. La giudice Vittoria Lupi ha accolto la richiesta e ha condannato il 61enne al pagamento di 400 euro, più le spese legali. E ha rinviato in sede civile la quantificazione del danno per la parte civile.
«Una condanna fuori contesto – commenta l’avvocato Baleani – Innanzitutto perché la ragazza aveva ricevuto un buon voto e l’imputato non aveva nessun motivo per aggredirla. E poi perché nessun testimone ha dichiarato ci fosse stata violenza. Staremo a vedere leggeremo motivazioni, probabilmente faremo appello».
*A tutela della parte civile, vengono omessi sia il nome dell’imputato che quello della scuola