“Il sogno” di Marescotti Ruspoli
al Civitanova film festival

CIAK - Il regista ha portato al cine-teatro Cecchetti il suo Amusia. Si conclude oggi il primo week end della rassegna di cortometraggi. Ospite stasera dopo la proiezione di "Aftershock la terra tremano" il regista e ideatore Giorgio Felicetti

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Si conclude oggi il primo week end del Civitanova film festival che accompagnerà gli appassionati di cortometraggi e cinema per tutta l’estate. Dopo l’inaugurazione sold out con Giuseppe Battiston ieri sera è stata la volta del regista Marescotti Ruspoli.

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Al centro fra i direttori artistici del Cff Peppe Barbera e Michele Fofi il regista Marescotti Ruspoli

Oggi la conclusione del primo blocco di appuntamenti con la proiezione di “La terra tremano” di Giorgio Felicetti. Il programma di oggi parte già alle 17 con la proiezione di “Corti Young”, spazio riservato alle scuole in collaborazione con l’istituto comprensivo via Tacito e con il cortometraggio “Dalle macerie verso la luce”, realizzato dai ragazzi dei licei Da Vinci. Alle ore 21.15 la proiezione del documentario “Aftershock – La terra tremano” per la regia di Michele Ciardulli da un’idea di Giorgio Felicetti. Il film è un grande affresco di storie personali, di interviste e di personaggi: una intensa testimonianza su quanto accaduto dal 2016 in poi nei territori delle Marche e nei comuni del cratere sismico. Al termine della proiezione seguirà l’incontro con Giorgio Felicetti.

Intanto ieri è stato ospite nel secondo giorno di programmazione della rassegna il regista Marescotti Ruspoli, che ha portato al cine-teatro Cecchetti il suo Amusia. «Il film ruota attorno alla parola “sogni” – ha spiegato Marescotti Ruspoli – perché i personaggi cercano di perseguire i propri sogni e anche per me dirigere questo mio primo lungometraggio ha rappresentato un sogno. Quando si prova a fare un film come nel mio caso in solitaria, non conoscevo nessuno nell’industria cinematografica, il sogno è un foglio bianco, rassicurante perché libero ma allo stesso tempo spaventoso. È stata allora una lotta costante per mantenere vivo il sogno, in maniera concreta e non solo superficiale o romantica: il sogno è sacrificarsi per una meta che può o non può arrivare».

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