Il museo Gigli abbatte le barriere
«L’accessibilità dei disabili
è un valore democratico»

RECANATI - Firmato il protocollo d'intesa con il Museo tattile statale Omero per il progetto rientrante nel Pnrr. Il sindaco Bravi: «Non capita frequentemente di avere a disposizione 500mila euro per intervenire in un museo» L'assessora alle culture Rita Soccio: «È un grande lavoro di squadra ed è fondamentale collaborare con chi vive la disabilità. Vogliamo dare il buon esempio».

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La firma del protocollo d'intesa tra il Comune di Recanati e il Museo tattile statale Omero (Daniela Bottegoni, Aldo Grassini, Antonio Bravi, Rita Soccio)

La firma del protocollo d’intesa tra il Comune di Recanati e il Museo tattile statale Omero (Daniela Bottegoni, Aldo Grassini, Antonio Bravi, Rita Soccio)

di Francesca Marchetti

Il Museo Gigli di Recanati si rinnova in nome dell’accessibilità. Questa mattina nella Sala dei Trenta è stato firmato il protocollo d’intesa tra il Comune di Recanati e il Museo tattile statale Omero di Ancona per l’abbattimento delle barriere fisiche, cognitive e sensoriali all’interno dello museo dedicato al grande tenore che ha sede a fianco del teatro Persiani in corso Cavour. Presenti il sindaco di Recanati Antonio Bravi, l’assessora alle culture Rita Soccio e i coniugi Daniela Bottegoni e Aldo Grassini, rispettivamente fondatrice e presidente del Museo tattile statale Omero.

 

Un-momento-della-conferenza

«La Città di Recanati sta realizzando molti progetti grazie ai bandi del Pnrr e questo in particolare ci fa fare un salto di qualità importante – ha esordito il sindaco Bravi -. Abbiamo chiesto ed ottenuto la collaborazione del Museo tattile Omero di Ancona perché vogliamo che le cose vengano fatte nel migliore dei modi possibile, non capita frequentemente di avere a disposizione 500mila euro per intervenire in un museo con lo scopo preciso della rimozione di barriere architettoniche, sensoriali e cognitive. L’obiettivo è di trasformare la nostra offerta museale di livello nazionale ed internazionale, vorremmo essere un punto di riferimento. Il protocollo che andiamo a firmare è la via migliore che potessimo immaginare. Questa è una sede in un palazzo storico, quindi gli interventi si avvarranno di consulenze e professionalità necessarie alla buona riuscita».

 

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«Oggi è una bella giornata, grazie a questo protocollo abbiamo la possibilità di collaborare con un’eccellenza riconosciuta a livello nazionale, il Museo tattile Omero, e realizzare qualcosa di peculiare, quasi unico in questo nostro polo culturale dedicato alla musica – ha affermato l’assessora Soccio che è anche coordinatrice della Rete del welfare culturale delle Marche – . Mettersi nei panni di una persona con disabilità non è affatto facile, per cui è fondamentale lavorare con Bottegoni e Grassini e siamo molto felici di collaborare anche con altre associazioni, allo scopo di arrivare alla reale accessibilità ai luoghi di cultura. Speriamo di dare il buon esempio. È un grande lavoro di squadra, un ringraziamento va agli uffici tecnici e cultura del Comune, ai dirigenti Maurizio Paduano e Francesca Pallotta, all’architetto Luca Schiavoni, a Luigi Petruzzellis di Sistema Museo, a Pierluigi Trucchia, presidente dell’associazione Gigli e al direttore della Civica scuola di musica Ermanno Beccacece che catalogheranno tutto il materiale del Museo Gigli per poi procedere, appena sarà sottoscritto il decreto dal ministero, nei 12-14 mesi a disposizione per completare i lavori».

 

Aldo Grassini, Antonio Bravi

Aldo Grassini, Antonio Bravi

«L’accessibilità esiste se si valutano tutti, è una rivoluzione culturale che si sta attuando in questo periodo in Italia, 30 anni fa eravamo come mosche bianche, oggi il concetto di accessibilità sta entrando nella coscienza civile – ha affermato Aldo Grassini -. Il ministero della Cultura ha destinato ben 300 milioni di euro per i lavori in questo ambito, non era mai capitato nella storia e speriamo che diventi un fatto normale, non più eccezionale. L’accessibilità non deve essere la ciliegina sulla torta che mettiamo per migliorare qualcosa ma un valore democratico e una necessità che riguarda il modo stesso di concepire la cultura e la sua comunicazione. Qui a Recanati oggi siamo felici di firmare questo protocollo perché è vero che facciamo molte consulenze a nome del nostro museo tattile, ma qui si è capita l’importanza di comunicare questa consapevolezza affinché non sia una iniziativa isolata ma che l’arte e la cultura diventino davvero patrimonio di tutti».

Il presidente Grassini ha continuano facendo qualche esempio sulle difficoltà che i non vedenti, nel loro caso, riscontrano nel momento della fruizione delle opere d’arte di ogni genere.
«Le descrizioni verbali non bastano a un non vedente, un oggetto presuppone sempre una sensazione, se non ho un’immagine concreta la mia sensazione è parziale. Ci sono dei materiali in questo museo che non possono essere toccati ma altri, con certe cautele, si potrebbe. Sarebbe utile poter toccare delle copie del tessuto dei vestiti di scena, riprodotte con dei manichini che ci faccia capire com’è la figura fisica del cantante. Una volta che abbiamo superato il concetto del “forse si deve fare” e passiamo al “come possiamo superare le barriere” siamo sulla strada giusta, se c’è la convinzione si può fare tutto».

Daniela Bottegoni e Aldo Grassini

Daniela Bottegoni e Aldo Grassini

«Pensiamo alla musica, noi due siamo grandi appassionati e andiamo a molti concerti ma non abbiamo accessibilità agli strumenti – ha aggiunto Daniela Bottegoni -. Posso conoscere il suono e il nome di tutti gli strumenti di un’orchestra, ma finché non lo tocco non mi rendo conto della loro concretezza. Quando ho toccato per la prima volta un violino mi sono stupita, perché me lo immaginavo come uno strumento grande invece è piccolo. Anche all’estero non c’è molta consapevolezza, l’Italia in questo campo è molto più avanti di altre grandi nazioni. Speriamo che qui al Museo Gigli il mio sogno di toccare con mano oggetti di scena e strumenti si avveri».

 

 

L'architetto Luca Schiavoni

L’architetto Luca Schiavoni

Il presidente Grassini ha anticipato l’uscita di un libro, frutto della collaborazione tra il ministero della Cultura e il Cnr a cui lui e sua moglie hanno collaborato, che contiene le linee guida per professionisti per il ripensamento dell’accessibilità dei luoghi di cultura.
«Bisogna far “cantare” questo museo, riordinare i contenuti, rimettere in sesto la collezione anche per chi non ha problemi di disabilità ma non conosce la musica lirica – ha detto l’architetto Luca Schiavoni che si occuperà della direzione dei lavori -. D’ora in poi lavorerò su questo esempio virtuoso, sarà per me un salto di qualità professionale per il quale ho bisogno di aiuto da chi vive la disabilità per ottenere un risultato migliore anche grazie alla tecnologia».

 

Rita Soccio e Aldo Grassini

Rita Soccio e Aldo Grassini

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La Sala dei Trenta, Museo Gigli recanati

La Sala dei Trenta, Museo Gigli recanati


(Ascolta la notizia in podcast)


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