I 171 anni della polizia (Foto)
Premiati 9 agenti e quattro classi
MACERATA - Oggi la cerimonia alla caserma Paola le celebrazioni e le premiazioni di chi si è distinto in servizio. Il questore Vincenzo Trombadore ha sottolineato l'importanza della collaborazione con tutte le istituzioni, dalla prefettura, alla procura, ai sindaci, alle varie forze dell'ordine. «Dobbiamo soddisfare le aspettative della collettività di vivere sempre più in tranquillità. Una strada che necessita di continui aggiornamenti, per esserci sempre non possiamo distaccarci dai bisogni dei cittadini»

I premiati con l’assessore regionale Filippo Saltamartini
La Polizia celebra oggi il 171esimo anniversario della sua fondazione. Questa mattina, nella caserma “Pasquale Paola”, con una cerimonia alla presenza del questore di Macerata Vincenzo Trombadore, del prefetto Flavio Ferdani è stata deposta una corona di alloro al monumento dedicato ai caduti.

Vincenzo Trombadore, questore di Macerata
A seguire, il questore ha espresso il suo saluto e ringraziamento a tutti gli appartenenti della Polizia della provincia per il lavoro svolto e per i risultati conseguiti nello scorso anno (leggi l’articolo). Infine sono stati consegnati gli attestati di encomio e di lode al personale della Polizia che si è distinto in operazioni di particolare rilievo. I premiati: ispettore Gianluca Romagnoli, vice ispettore Andrea Elisei, vice ispettore Eno Scagnetti, sovrintendente capo Fausto Minichelli, vice sovrintendente Emanuele Balzi, vice sovrintendente Flaviano Luciani, vice sovrintendente Giuseppina Pinna, assistente capo Pierluigi Zippilli, assistente capo Lorenzo Pezzola.
Sono stati inoltre premiati gli studenti degli istituti scolastici di Macerata, Matelica e San Severino risultate vincitrici del concorso “Pretendiamo legalità” indetto dal ministero dell’interno per l’anno scolastico 2022/23. I riconoscimenti sono andati all’istituto comprensivo “Enrico Mattei”di Matelica, scuola primaria “Mario Lodi”, classe 5 C e D; all’istituto comprensivo “Tacchi Venturi”, classe 1 C e al liceo artistico “Cantalamessa” di Macerata, classe 4 D.

Una delle classi premiate
Un’amministrazione longeva che ha accompagnato nel tempo i cambiamenti della società, trasformandosi essa stessa per soddisfare nuove esigenze nella continuità.
Una polizia radicata nel presente e proiettata verso il futuro che torna a condividere con i cittadini i suoi più autentici valori ed i risultati conseguiti grazie al quotidiano operato delle sue donne e dei sui uomini.
Una giornata volta a sugellare l’orgoglio ed il senso di appartenenza che accumunano le donne e gli uomini della Polizia di Stato il cui lavoro quotidiano si proietta tra la gente. Un lungo percorso durante il quale la Polizia di Stato è cambiata, si è evoluta insieme alla società, è migliorata senza perdere mai di vista il suo obiettivo più profondo: essere al servizio delle istituzioni democratiche e dei cittadini, obiettivo riassunto nel motto “Esserci Sempre” .
«Pure quest’anno abbiamo depositato una corona ai caduti – ha detto il questore nel suo discorso -: il ricordo è necessario, noi ci nutriamo dei ricordi dei nostri caduti per far sempre meglio il nostro lavoro, ci sosteniamo tutti quanti nel ricordo di chi si è immolato per il bene, di chi ha dato l’esempio estremo nell’assolvimento dei doveri. Le commemorazioni, come quelle riservate al nostro Giovanni Palatucci, questore reggente di Fiume, “giusto tra le nazioni”, ci irrobustiscono ed alimentano in noi operatori delle istituzioni ancor più il senso del dovere ed i sentimenti anche spirituali nella quotidiana attività di servizio».

Ha poi ringraziato il vescovo Nazzareno Marconi per il suo «dare impulso cristiano ed ecumenico alla nostra attività, con la sua presenza, con il suo coinvolgimento in iniziative di partecipazione sociale. I poliziotti le dimostrano affetto, stima e gratitudine», il prefetto Flavio Ferdani «per esserci vicino nelle attività di prevenzione e controllo del territorio, di ordine e sicurezza pubblica, curate dalle forze di polizia. Esserci vicino nei comitati provinciali dell’ordine e della sicurezza pubblica da lei presieduti in prefettura; in tali occasioni le forze di polizia si confrontano e forniscono l’istituzionale parere per la migliore attuazione delle politiche di sicurezza. io mi pregio di questo momento di confronto, della valenza di tale strumento, organo tecnico che permette di raccogliere in prefettura informazioni utili ed approfondimenti ed i cui effetti permettono poi al questore, quale autorità provinciale di pubblica sicurezza tecnico operativa, di poter assolvere alle prerogative delle proprie funzioni anche con l’elaborazione dell’ordinanza che predispone i servizi tenendo conto delle tematiche affrontate prima in prefettura e poi nei tavoli tecnici in questura. Questo continuo confronto non può portare altro che bene alla collettività».
Ha poi sottolineato l’importanza del rapporto con i sindaci del territorio «il dialogo tra le istituzioni va sempre più ottimizzato e qualificato, anche nella ricerca della rendicontazione degli effetti prefissati. Il confronto tra le istituzioni ha fatto conseguire la necessità prospettata al dipartimento della pubblica sicurezza di avere assegnate unità di rinforzo nello scorso periodo estivo. Tale aliquota aggiuntiva si è rilevata utilissima nella quotidiana attività del controllo del territorio e di prevenzione generale. ed appunto, al verificarsi in estate, nel giro di pochi giorni di due episodi criminosi, vi è stata la prontissima reazione delle forze dell’ordine che, in modo intelligente e con reciproca generosità, hanno condiviso informazioni tali da permettere la pronta e reattiva cattura dei responsabili dei cruenti fatti delittuosi».
Ha poi ringraziato il colonnello Nicola Candido, comandante provinciale dei carabinieri, e il colonnello Ferdinando Falco, comandante provinciale della Guardia di finanza «per la loro professionalità evidenziata nel garantire anche al questore il richiesto contributo nei servizi di istituto; servizi di ordine e sicurezza pubblica che non possono non comprendere le particolari esigenze di “safety”, esigenze a tutela della collettività e che ci proiettano a verificare anticipatamente condizioni tecniche di sicurezza per poter conciliare un sicuro momento della manifestazione del pensiero; e pertanto ringrazio il comandante provinciale dei vigili del fuoco che, in relazione alle tematiche affrontate nelle apposite riunioni, ci garantisce il contributo tecnico. Ringrazio la comandante della guardia costiera per assicurare la particolare attività di competenza nel contesto dei predisposti servizi di ordine e sicurezza pubblica. Ringrazio l’azienda sanitaria territoriale per la puntuale collaborazione in ogni interazione istituzionale: la cornice di sicurezza è integrata anche con il supporto di tale specifica professionalità. L’attuale momento storico ci fa considerare il disagio della popolazione ucraina e di tutti gli altri richiedenti asilo che arrivano sulle nostre coste. L’integrazione rappresenta un processo di confronto e di scambio di valori, di standard di vita e modelli di comportamento tra la popolazione immigrata e la società ospitante. L’accoglienza costituisce il primo passo da compiere verso l’integrazione, grazie all’operato dei centri di accoglienza, fra i quali vi è la Caritas, che si adoperano per accogliere coloro che arrivano nel nostro Paese in cerca di un futuro migliore. Lo spirito di accoglienza negli ultimi due anni ha assunto carattere “emergenziale” con l’esodo della popolazione ucraina conseguente al conflitto russo-ucraino e con l’aumento degli sbarchi in Italia. L’attività svolta dai centri di accoglienza non rappresenta un’eccezione, bensì è inserita in una rete di istituzioni ed amministrazioni, enti ed associazioni la cui sinergia favorisce l’inserimento sociale degli individui sia come singoli, sia come parte di una comunità. Se da un lato, le associazioni offrono accoglienza, dall’altro la questura rappresenta il titolare nella provincia ove vengono ricevute le domande di protezione temporanea e dei richiedenti asilo, in modo che la regolare posizione amministrativa sul territorio nazionale consenta loro di poter accedere ai servizi essenziali e poter così essere tutelati».
Ha poi ricordato la collaborazione con le varie polizie locali «ed in merito va sempre più consolidato il nostro rapporto dialettico con le competenti amministrazioni comunali e con i comandanti, per rendere sempre più fluida l’interoperabilità tra i professionisti della sicurezza, come ci confrontiamo con l’assessore regionale Filippo Saltamatini anche in incontri e convegni miratamente da lui promossi le amministrazioni comunali si dimostrano sempre più sensibili anche nell’avviare le procedure dirette alla realizzazione di sistemi di videosorveglianza, come ciò stimolato dalla prefettura confortata dai pareri delle forze dell’ordine, fino alle ottenute autorizzazioni ed i finanziamenti da parte del ministero dell’Interno per l’installazione di tali supporti tecnologici, che risultano di efficacia inequivocabile per l’attività di prevenzione e controllo del territorio e per le stesse investigazioni».
Telecamere decisive, ha ricordato, come a Civitanova quando «sono stati individuati autori di risse generate in quel litorale e nelle vie del centro. Ed analogamente non mancano confortanti risultati a Macerata ed in provincia». Inoltre, ha parlato di prevenzione contro la violenza di genere «rimane uno dei nostri primi obiettivi e proprio in questa prospettiva sono numerose le attività poste in essere al fine di sensibilizzare sulla tematica: dagli stand della campagna nazionale “Questo non è amore”, collocati nei luoghi ove è maggiore la possibilità di incontrare le donne di ogni età, agli incontri nelle scuole per educare i più giovani, uomini e donne di domani, al rispetto pur nelle differenze di genere, proprio per invertire la rotta e cercare di far comprendere quanto è importante segnalare. L’ascolto, che viene fatto in questura (dalla divisione polizia anticrimine), ascolto delle persone che vivono in situazioni di particolare vulnerabilità – spesso donne accompagnate dalle operatrici del centro antiviolenza, con cui si lavora in perfetta sinergia – questo ascolto ci dà la responsabilità di individuare le strategie migliori di intervento e di attuarle nell’interesse esclusivo delle vittime».
Ha poi ricordato che «il 25 novembre scorso, per la prima volta nelle Marche, è stato sottoscritto il protocollo Zeus; la questura di Macerata e l’ambito sociale 15 hanno firmato un patto che ha lo scopo di indicare ai soggetti autori di violenza la via d’uscita attraverso la presa di coscienza del proprio vissuto e l’impegno a cambiare. E così nell’ammonimento del questore è inserita un’indicazione importante per l’autore di violenza, quella del luogo ove poter curare la propria rabbia, affinché non torni ad essere aggressivo o persecutorio nei confronti di nessuna donna». Il questore ha poi ringraziato il procuratore Giovanni Fabrizio Narbone: «Per seguirci nelle attività investigative, grazie a tutta la procura che ci supporta nell’attività di polizia giudiziaria e nell’attività del questore nelle competenti richieste di misure di prevenzione personali e patrimoniali, che il questore formula grazie anche alle puntuali informazioni rese dall’arma dei carabinieri e dalla Guardia di finanza. Ed in proposito la polizia locale può rendersi sempre più consapevole di poter apportare al questore informazioni di settore, quale partecipe della sicurezza pubblica».

Ha poi ricordato che «per far bene il nostro lavoro occorre l’imprescindibile supporto, collegamento e dialettica con la società, con le università, con le scuole, con le associazioni di categoria, con gli zelanti commercianti di questa provincia. È da queste aree che si raccolgono le richieste di sicurezza, è dal mondo della cultura che si intraprendono utili percorsi, perché è nella cultura che si possono piantare gli alberi della sicurezza, per cui ogni cittadino si sente coinvolto a curarne la stessa crescita. in proposito risultano vitali il contatto ed il confronto con gli studenti per l’affermazione culturale del valore della prevenzione, tematiche molto sollecitate dal dipartimento della pubblica sicurezza e che trovano opportunamente momenti di condivisione tra le forze dell’ordine anche nei tavoli tenuti a cura della prefettura; e tengo a ricordare la valenza tecnica fornita dalle specialità della polizia (polizia stradale, polizia ferroviaria e della sezione operativa per la sicurezza cibernetica della polizia postale e delle telecomunicazioni) in occasione degli incontri con gli studenti». Il questore ha poi ringraziato «i miei collaboratori, dirigenti, funzionari e personale tutto: insieme percorriamo una strada diretta a raggiungere obiettivi comuni, quelli di soddisfare la collettività nelle giuste aspettative del vivere sempre più in tranquillità. Una strada che necessita di continui aggiornamenti di percorso, secondo variabili che vanno percepite da tutti gli appartenenti delle forze dell’ordine che, pertanto, per esserci sempre, anche da cittadini non possono distaccarsi dai bisogni degli altri cittadini e non devono alienarsi dalle più generali dinamiche sociali. Questo è il nostro lavoro quotidiano, il lavoro delle forze di polizia, il lavoro delle istituzioni».
(Foto di Fabio Falcioni)














