Marco Postacchini ha chiuso
la stagione jazz del Politeama
TOLENTINO - Accompagnato dalla Big Band che porta il suo nome, il sassofonista, compositore e arrangiatore ha entusiasmato il pubblico con un programma all’insegna del sound latin

La Postacchini Big Band
Gran finale per la stagione jazz del Politeama di Tolentino, che ha tenuto a battesimo “One Finger Snap”, l’ultima fatica discografica di Marco Postacchini targata Alfa Music.

Massimo Morganti
Accompagnato dalla Big Band che porta il suo nome, venti musicisti di alto livello che da anni condividono con lui le scene musicali, il sassofonista, compositore e arrangiatore ha entusiasmato il pubblico con un programma all’insegna di un sound latin. Il musicista marchigiano Marco Postacchini, che vanta la collaborazione ad oltre cinquanta progetti discografici in qualità di sideman, opera da diversi anni sul territorio italiano con le sue formazioni ed ha all’attivo tre album: “Lazy Saturday”, “Do you agree?” (con ospite Fabrizio Bosso) e “Old stuff, new box” (con la partecipazione di Fabio Zeppetella e Ada Montellanico).

Marco Postacchini
Il concerto, organizzato in collaborazione con l’associazione musicale “Tolentino Jazz”, ha preso il via con “Old Box”, composizione originale del band leader, seguita da “One Finger Snap”, brano di Hancock che oltre a dare il titolo all’album ne sintetizza caratteristiche e sonorità. «Il coinvolgente live, che da subito ha raccolto calorosissimi applausi, è stato impreziosito dalla partecipazione della cantante Marta Giulioni che ha interpretato con grande sensibilità e raffinatezza classici di Jobim come “Insensatez”, arrangiata e riarmonizzata in modo molto personale da Postacchini, e “No More Blues”, la versione in lingua inglese di “Cheuga de Saudade”, composizione del 1957 che diede il via alla nascita della bossa nova. Altri brani del disco, “Aqui Oh!” di Toninho Horta e lo standard “Nature Boy” hanno confermato ulteriormente le doti vocali della Giulioni e la sua bravura nell’improvvisazione – si legge nella nota -. Sempre pregevoli e di ottimo impatto le composizioni originali di Postacchini, sono l’emblema di un jazz contemporaneo fresco e avvincente che cattura sin dal primo ascolto, in cui, sia la qualità degli arrangiamenti, sia il materiale armonico e melodico conducono ad un flusso musicale pulsante e carico di energia. L’ensemble di Postacchini, affiatatissimo, trascinante e dinamico, ha ospitato fra le sue fila un cast stellare di solisti composto fra gli altri dal trombonista, compositore e arrangiatore Massimo Morganti, leader da vent’anni della Colours Jazz Orchestra, dalla carismatica prima tromba Davide Ghidoni, dai sassofonisti Simone La Maida e Fabio Petretti, dal sax baritono Rossano Emili e dai trombettisti Samuele Garofoli e Antonello Del Sordo. Insieme allo stesso Postacchini, questi musicisti sono stati protagonisti di eccellenti performance di improvvisazione, fra cui è doveroso citare in particolare quella del polistrumentista Maurizio Moscatelli che ha strabiliato con il suo solo di flauto soprano. Non va dimenticato anche l’importante ruolo rivestito dalla sezione ritmica, motore propulsivo dell’ensemble, composta da Stefano Paolini alla batteria, Gabriele Pesaresi, contrabbasso e basso elettrico, Beppe Stefanelli alle percussioni ed Emanuele Evangelista al pianoforte – conclude la nota -. L’apprezzatissima esibizione si è conclusa con “Wives and Lovers”, jazz waltz di Burt Bacharach e con una vivacissima versione di “Rosalina” di Fabio Concato come bis finale».

Marta Giulioni