E’ morta Annabianca Zammit,
storica insegnante
e protagonista nel mondo della cultura

MACERATA - Stroncata da un malore ieri sera davanti al Multiplex, aveva 75 anni ed era la vedova dello storico del diritto Mario Sbriccoli. Professoressa di materie umanistiche allo Scientifico, ha militato nel Pd. Il ricordo di Ninfa Contigiani: «Sempre pronta al dialogo senza perdere lo spirito critico». Il dolore di Stefania Monteverde: «Grande amante del cinema, proprio davanti al luogo tanto amato ci ha improvvisamente lasciato un’intellettuale raffinata»
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Annabianca Zammit

di Alessandra Pierini

Insegnante di materie umanistiche per anni al liceo scientifico di Macerata, vedova del noto storico Mario Sbriccoli, impegnata in politica, Annabianca Zammit, 75 anni, lascia un vuoto incolmabile negli ambienti della politica e della cultura maceratese.

Persona molto accogliente e disponibile, è morta ieri sera, stroncata da un malore all’uscita del cinema Multiplex a Piediripa (leggi l’articolo). Insegnante di storia e filosofia allo scientifico Galilei, Zammit aveva sposato nel 1969 Mario Sbriccoli, storico del diritto italiano. La coppia era stata per anni protagonista negli ambienti culturali maceratesi. Rimasta vedova nel 2005, ha continuato ad essere punto di riferimento della società civile. Era iscritta ai Ds e poi al Pd.

Così la ricorda Ninfa Contigiani, segretaria cittadina del partito: «Una donna intelligente ed elegante, gentile e colta. Nella militanza sempre pronta al dialogo senza perdere lo spirito critico». Lascia la figlia Francesca e il figlio Giacomo, la sorella e i nipoti. La camera ardente è stata allestita all’obitorio dell’ospedale di Macerata. Domani, 28 dicembre, alle 15,30 l’ultimo saluto con un discorso di commiato al cimitero cittadino.

«Ci lascia una persona di rara intelligenza – ricorda Stefania Monteverde -. Colta, acuta osservatrice, impegnata, attenta alla politica come vita della polis e alla scuola come luogo di produzione culturale. Ricordo quel primo incontro, io giovanissima docente di filosofia e lei autorevole docente storica del Liceo, quando mi chiamò: “Stefania, con i docenti di filosofia e storia stiamo studiando le diverse forme di Stato, stato moderno, stato nazionale, stato feudale. Tu puoi occuparti dello Stato sociale?”. Questo era la scuola per lei, un luogo dove anche i docenti studiano.

In questi anni di mio impegno politico il confronto con lei è sempre stato prezioso, sulla politica maceratese e nazionale, sulla sinistra, sulle destre. Grande amante del cinema, ci si incontrava all’uscita di ogni buon film per commentare la regia, le prove d’attore, la struttura narrativa. Sì, proprio così, un’analisi che cercava gli strati più profondi, mai banali. Proprio davanti al cinema, il luogo tanto amato, ci ha improvvisamente lasciato un’intellettuale raffinata. Troppo presto. Ci mancherà».

(Ultimo aggiornamento alle 15,45)

Malore fatale davanti al Multiplex, morta una donna



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