«Rapine in diminuzione
ma non abbassiamo la guardia»
INCONTRO - Iniziativa di Banca Macerata. Hanno partecipato Giorgio Iacobone, ex questore di Trento e Ancona, e il sostituto commissario Pierluigi Seretti che ha raccontato l’intervento che, nel febbraio 2016, gli consentì di bloccare e arrestare il rapinatore all’interno della ex Banca Popolare di Ancona di via Carducci

Rapine, nuove tecniche criminali e la figura del negoziatore. Se ne è parlato durante l’incontro organizzato da Banca Macerata che si è svolto ieri. Una giornata di formazione alla sicurezza durante la quale sono stati analizzati dati e numeri che hanno evidenziato una diminuzione delle rapine negli istituti di credito e negli uffici postali. Il rischio che può presentarsi ora è quello di abbassare la guardia.
Partendo da questa considerazione Banca Macerata ha organizzato, nell’ambito del proprio piano formativo aziendale, una giornata di approfondimento dedicata alla sicurezza, con l’obiettivo di ripercorrere l’evoluzione delle rapine e, soprattutto, di interrogarsi su come adeguare continuamente le misure di protezione alle nuove modalità criminali.

Oltre ai saluti di Toni Guardiani, direttore generale, e di Elisa Pierucci, responsabile dell’Ufficio personale, ci sono stati gli interventi di Anna Moffa, dirigente della Squadra mobile della polizia di Macerata e di Giorgio Iacobone, ex questore di Trento e Ancona. Un viaggio nella memoria che ha riportato alla luce una stagione, quella dagli anni ’70 fino al 2010, nella quale le rapine in banca potevano trasformarsi in vere e proprie tragedie. Poliziotti, carabinieri, guardie giurate, vigili urbani, direttori di banca, clienti e semplici passanti sono rimasti vittime di scontri a fuoco e azioni criminali. Dal 2010, invece, nessuna rapina in banca o in un ufficio postale ha fatto registrare vittime se non tra gli stessi rapinatori.
Un risultato che non è casuale e che è stato analizzato attraverso le 14 principali misure di sicurezza passiva: dalla bussola alla gestione del contante, dai sistemi di videosorveglianza agli altri dispositivi di protezione. Ma tra gli elementi da non sottovalutare c’è anche la scelta della sede. La location, infatti, può fare la differenza. È stato ricordato, a questo proposito, il caso dell’ufficio postale di via Lorenzoni a Macerata, teatro in passato di diverse rapine. Il trasferimento della sede in viale Indipendenza ha coinciso con l’azzeramento del fenomeno.

L’incontro ha consentito di porre l’attenzione anche sulle rapine più recenti, caratterizzate da modalità molto diverse rispetto al passato. Da una parte ci sono singoli autori, talvolta alle prese con problemi personali, come nel caso della rapina dello scorso luglio in via Stamira ad Ancona, durante la quale due dipendenti furono sequestrati. Dall’altra ci sono bande organizzate, capaci di studiare modalità di accesso sempre più complesse: fori praticati attraverso immobili adiacenti, come nei recenti episodi di Roma e Bologna, oppure accessi attraverso la rete fognaria del sottosuolo, come nella clamorosa rapina avvenuta ad aprile a Napoli.
In questi ultimi casi il problema non è stato soltanto quello della sottrazione del denaro. Decine di persone sono state sequestrate e tenute in ostaggio, trasformando una rapina in una situazione di grave emergenza. Ed è proprio in questo scenario che assume particolare importanza una figura relativamente nuova nelle questure: il negoziatore. A illustrarne il ruolo è stato l’ispettore Stefano Liberati, negoziatore della questura di Macerata. Si tratta di personale specificamente addestrato a gestire il dialogo con persone che si barricano e che possono mettere in pericolo la propria incolumità o quella degli altri.

Non sono mancati i riferimenti alle vicende che hanno interessato direttamente il territorio maceratese. Il sostituto commissario Pierluigi Seretti ha raccontato in prima persona la dinamica dell’intervento che, nel febbraio 2016, gli consentì di bloccare e arrestare il rapinatore all’interno della ex Banca Popolare di Ancona di via Carducci. Esperienze concrete che hanno contribuito a rendere la giornata non soltanto un momento di formazione, ma anche un’occasione per mettere a confronto la memoria delle vecchie rapine, l’esperienza operativa delle forze di polizia e le nuove esigenze di sicurezza. Il messaggio emerso dall’incontro è dunque chiaro: il crollo delle rapine non significa che il problema sia definitivamente superato. La criminalità cambia modalità, studia nuove strategie e sfrutta le vulnerabilità che riesce a individuare. Per questo anche la sicurezza deve continuare a evolversi, adattando le misure di protezione alle nuove minacce.
Una giornata di approfondimento che ha offerto a Banca Macerata e ai suoi dipendenti l’opportunità di conoscere meglio un fenomeno profondamente cambiato nel tempo e, soprattutto, di ricordare che nella sicurezza la prevenzione resta fondamentale.

Giorgio Iacobone, ex questore di Trento e Ancona