«Donne penalizzate nel mondo del lavoro»
Il progetto del Faro per ridurre
le diseguaglianze di genere

MACERATA - La cooperativa ha partecipato al bando Futura e propone una formazione per 113 donne sulle digital skill. «L’obiettivo finale è che il 60% di loro venga collocato nelle aziende del territorio»

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Accrescere la competitività e professionalità delle donne nel settore del digitale, riducendo le disuguaglianze di genere in ambito lavorativo e aumentando il valore sociale del territorio. E’ questo l’obiettivo del progetto WE-le@rning (Women’s Empowerment for a digital future) presentato dalla cooperativa il Faro di Macerata in risposta al bando “Futura” promosso dal “Fondo per la Repubblica Digitale” .

«Nelle Marche la componente femminile è fortemente penalizzata nel mercato del lavoro, per tre motivi – spiega la coop – Dal punto di vista produttivo, sebbene il mercato marchigiano sia composto da industrie artigiane e manifatturiere, le donne lavorano principalmente nel settore dei servizi (57,1% dati ente Regione Marche) caratterizzati da precarietà, mobilità e retribuzioni inferiori rispetto a settori a prevalenza maschile. Le imprese femminili inoltre costituiscono il 22,9% delle imprese regionali (Indagine sul mercato del lavoro nelle Marche 2022, Goffi). A livello economico, dopo la pandemia la situazione lavorativa femminile è peggiorata. Rispetto al 2019 il numero di occupate delle Marche è diminuito del 4,0% a fronte del 1,3% registrato dagli uomini (dati Regione Marche 2022). Nel settore tecnologico il 19% degli specialisti e un terzo dei laureati nelle materie Stem (che permettono l’accesso a carriere più retribuite e stabili) è donna (dati Commissione Europea 2021). Le scarse competenze digitali delle donne (6 punti in meno degli uomini) sono determinate da aspettative sociali, professionali e bassa autostima».

«Un terzo motivo di disuguaglianza afferisce alla sfera sociale – continua ancora la coop – I dati citati sono infatti influenzati dalla concezione culturale che vede la donna come principale agente di cura. Le conseguenze sono: basse prospettive di carriera (nell’Ue due terzi dei manager è uomo), precarietà, difficoltà di conciliazione dei tempi di lavoro e cura, per l’assenza di servizi accessibili per l’infanzia e la vecchiaia. La fragilità lavorativa delle donne comporta un aumento di richieste di protezione sociale, un rallentamento dell’economia regionale e della competitività in ambito tecnologico-digitale. In questo contesto, il progetto WE-le@rning intende contribuire al contrasto della discriminazione di genere in ambito sociale e lavorativo, attraverso l’acquisizione di competenze digitali da parte delle donne per renderle più occupabili e occupate».

«Il progetto – spiega la coop – si focalizza sulla realizzazione di piani formativi sulle digital skills per 113 tra donne che subiscono violenza, donne ucraine provenienti dal conflitto o in protezione internazionale, studentesse universitarie e donne in cerca di occupazione e formazione. Tali piani formativi hanno lo scopo di rafforzare le competenze digitali di base e avanzate delle donne e a creare una conoscenza informatica già spendibile nel mercato del lavoro. Trasversalmente a questa formazione, verrà svolta un’attività di orientamento professionale e personale che permetta alle donne di valorizzare le proprie soft skill e le accompagni in un percorso di inserimento lavorativo. L’obiettivo finale del progetto è che il 60% delle donne formate vengano collocate nelle aziende del territorio, per garantire loro un inserimento mirato nel mondo del lavoro. Tutte queste attività possono essere attuate solo grazie ad un partenariato solido e di portata regionale. Attendiamo fiduciosi gli esiti dell’istruttoria previsti per il 2023».


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