Una mostra e un incontro
in memoria del cardinale Fernando Cento
POLLENZA - Domenica 18 dicembre alle 10 nella sala convegni del Palazzo comunale si inaugura l'esposizione storica, documentaria e fotografica curata da Alvaro Valentini

Il cardinale Fernando Cento e il vescovo Silvio Cassulo
Pollenza celebra il suo illustre figlio, il cardinale Fernando Cento, una delle più spiccate figure della chiesa del XX secolo. L’occasione è data da una felice ricorrenza: la nomina a vescovo di Acireale avvenuta esattamente un secolo fa, il 22 luglio 1922. La città ricorda ora la figura e l’opera dell’eminente porporato con una mostra storico documentaria e fotografica, a cura di Alvaro Valentini, che si inaugura domenica 18 dicembre alle 10 nella sala convegni del Palazzo comunale. Interverrà il vescovo diocesano Nazzareno Marconi. L’esposizione, promossa dal Comune in collaborazione con la parrocchia, è visitabile fino al 15 gennaio con il seguente orario: 18, 25, 26 dicembre dalle 17 alle 20; 1, 6, 7, 8, 14, 15 gennaio dalle 10 alle 12 e dalle 17 alle 20. Venerdì 13 gennaio, alle 21,15, nella sala nobile del Palazzo comunale si terrà l’incontro “Ricordando il nostro cardinale” tra aneddoti, curiosità, memorie e musica, un modo per riscoprire l’aspetto confidenziale e umano di un prelato, animato dal “sensus ecclesiae” e dall’amore per la gente.

Il nunzio apostolico Fernando Cento e il tenerore Beniamino Gigli
Nato il 10 agosto 1883, si è formato al seminario di Macerata, sempre animato dall’amore per l’eucarestia e la devozione per la Madonna. giovanissimo, diventa parroco della cattedrale, dando subito impulso all’attività pastorale e alla promozione dei circoli di Azione Cattolica. Fonda e dirige il giornale diocesano “Il Cittadino”, collabora con il bollettino “Mater Misericordia”. Nel frattempo insegna letteratura al seminario diocesano e filosofia al Liceo classico “Leopardi”. Il 22 luglio 1922 viene eletto vescovo di Acireale e consacrato il 3 settembre nel duomo di Macerata dal cardinale Giovanni Tacci, di cui era stato segretario. Il 12 novembre prende possesso della nuova diocesi. «Il suo ingresso è salutato da una folla osannante che vede nella figura esile e ascetica del nuovo presule il sigillo che la grazia aveva impresso nel suo eletto – si legge nella nota -. Ad Acireale svolge un’intensa attività, facendosi apprezzare per le sue eccelse qualità di pastore e di innovatore. In breve entra nel cuore della gente. Molto apprezzata è la sua capacità di dialogo e comunicazione che gli è valsa l’appellativo di “vescovo fascinatore”».
Il 17 maggio 1926 è nominato nunzio apostolico in Venezuela. Inizia così la sua attività diplomatica che proseguirà in Perù e in Ecuador dove riallaccia i rapporti interrotti da 40 anni con la santa sede sottoscrivendo nel 1937 il trattato “Modus Vivendi”. Nel 1946 torna in Europa per assumere la nunziatura in Belgio e Lussemburgo e successivamente quella del Portogallo. Il 2 giugno 1953 partecipa come legato pontificio all’incoronazione della regina Elisabetta II. La sua intensa e feconda opera pastorale e diplomatica è molto apprezzata da Pio XI, Pio XII, Paolo VI e da Giovanni XXIII che lo eleva alla porpora cardinalizia nel concistoro del 15 dicembre 1958. Durante il Concilio Vaticano II presiede la Commissione per l’apostolato dei laici, del cui decreto è artefice. Partecipa al conclave del 1963 che eleva il cardinal Montini a pontefice col nome di Paolo VI. Il 13 giugno 1963 in qualità di penitenziere maggiore ha l’incarico di somministrare l’olio santo a Giovanni XXIII, suo intimo amico e confidente. Il cardinale Fernando Cento si spegne a Roma il 13 gennaio 1973, all’età di 89 anni, «dopo una lunga e intensa vita spesa al servizio della chiesa, operando sempre “con dottrina, pietà, dedizione senza posa”, le tre virtù che Pio XII trovava nella sua anima fin dalla fanciullezza». Le sue spoglie riposano nella chiesa dei santi Francesco e Antonio di Pollenza, dove il 24 dicembre 1905, appena ventiduenne, aveva celebrato la prima messa.