Parcheggi riservati in via Col di Lana,
protestano gli altri residenti

CIVITANOVA - Oltre 100 le firme raccolte da chi vive in via Piave, corso Vittoruio Emanuele e zone limitrofe, lamentano di non avere più un posto dove lasciare l'auto, se non a pagamento. «Persone anziane e meno abili sono costrette a sostare a più di un chilometro di distanza. Quella delibera è lesiva dell’interesse generale»
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Corso Vittorio Emanuele

 

di Laura Boccanera

Parcheggi riservati ai residenti in via Col di Lana a Civitanova, protestano gli altri abitanti di via Piave, corso Vittoruio Emanuele e vie limitrofe e ora questi ultimi hanno protocollato una richiesta di incontro con oltre 100 firme raccolte a conferma del disagio di un provvedimento che appare inspiegabile. La vicenda comincia prima delle elezioni quando una delibera garantisce il parcheggio in via Col di lana, via Asiago e nella parte terminale di via Vela ai soli residenti di quelle vie.

Ma il provvedimento produce a cascata una serie di problematiche per tutti gli altri residenti della zona dove invece i parcheggi sono a pagamento (ad esempio in corso Vittorio Emanuele) lasciando di conseguenza una fetta di popolazione senza la possibilità di trovare posto e nella condizione di dover pagare per parcheggiare durante la giornata. Un disagio che era già stato comunicato al sindaco e recentemente è stata data applicazione alla delibera «senza ascoltare minimamente quali problemi l’esecuzione della stessa avrebbe prodotto per la cittadinanza delle vie Piave,Vallone, Hermada, Baracca, Mazzini e corso Vittorio Emanuele – dicono i residenti senza più parcheggio – non riteniamo quindi che questo corrisponda al buon governo della città e riteniamo che vadano adottate soluzioni che evitino di far ricadere disagi eventuali su altre vie del centro. Abbiamo protocollato lunedì un’altra richiesta d’incontro con più di un centinaio di sottoscrizioni che sottolineano il disagio che si subisce, allegando anche un’altra rimostranza presentata autonomamente da qualche giorno. Stiamo ulteriormente raccogliendo sottoscrizioni tra la cittadinanza che non era stata raggiunta dall’informazione. Persone anziane e meno abili sono costrette a sostare a più di un chilometro di distanza per carenza di parcheggi nella zona. Quella delibera è lesiva dell’interesse generale».



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