«Voucher lavoro,
un bene per dipendenti e datori:
abbattono il sommerso»

CONFARTIGIANATO plaude al ritorno di questo strumento previsto dalla nuova legge di Bilancio. Il presidente Mengoni: «Il lavoro occasionale non è il male assoluto o un demone da scacciare». Le testimonianze degli imprenditori Catia De Minicis di Sarnano e Fulvio Del Monte di Corridonia
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Enzo Mengoni

 

«Tornano i voucher lavoro? Un bene per datori e dipendenti: abbattono un’economia sommersa e tutelano i collaboratori». Ne è convinto Enzo Mengoni,  presidente territoriale Confartigianato Imprese Macerata- Ascoli Piceno -Fermo, che commenta così quanto previsto dalla nuove legge di bilancio del governo Meloni.

«L’idea che dal primo gennaio 2023 si possa ricorrere ai buoni lavori anche nei comparti Horeca e cura della persona è una novità che confidiamo si concretizzi – dice Mengoni -. Già in passato i voucher sono stati largamente utilizzati e i suoi effetti hanno giovato al sistema produttivo, specie per quelle tipologie di lavoro che necessitano di una contrattualizzazione snella e rapida, capace di rispondere immediatamente alle necessità del momento. L’eccessiva burocratizzazione porta infatti ad un utilizzo di lavoratori in nero, una prassi che noi condanniamo da sempre, anche perché fomenta un’evasione contributiva che fa male allo Stato e quindi a tutti i contribuenti onesti. La flessibilità garantisce una maggiore serenità al datore, che può in questo modo avviare anche quelle collaborazioni lavorative che altrimenti non sarebbero mai partite. Il lavoro occasionale non è il male assoluto o un demone da scacciare, ma porta tutta una serie di vantaggi. Quindi, bene la sua regolamentazione anche nell’interesse dei lavoratori, che vedrebbero così garantito il sacrosanto diritto alla copertura degli infortuni».

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Fulvio Del Monte

«La nostra attività – aggiunge Catia De Minicis, del bar pizzeria Da Marino a Sarnano – lavora molto a livello stagionale, quindi i voucher sono utili per l’inserimento del personale in alcuni periodi cruciali della settimana. Sarebbe altrimenti impossibile introdurre un lavoratore per un breve periodo d’estate e quindi adesso si preferisce fare a meno del dipendente in più, con notevoli svantaggi per noi e per il lavoratore stesso». «Sono molto favorevole – spiega Fulvio Del Monte della pasticceria, forno e gelateria L’arte bianca di Corridonia –  si tratta di uno strumento che ho usato in passato. Pensiamo al periodo Covid o quello influenzale, o in generale quando per vari motivi un 10-20% del personale è costretto ad essere assente: è utilissimo avere la possibilità di chiamare un esterno per non fermare la produzione. Ora ci sono i contratti a chiamata, ma sono penalizzanti perché vanno formulati un giorno prima dell’attivazione, quindi non coprono l’imprevedibilità del mestiere. Ci sono clienti che prenotano all’ultimo per una festa e avere la possibilità di predisporre un voucher immediato snellisce molto il lavoro. Anche nei fine settimana. Non tutto si può programmare. Inoltre, siamo in un momento economico difficile e le attività cercano di ottimizzare: in passato si potevano inserire stabilmente dei collaboratori in più, ora bisogna predisporre il personale giusto per ogni situazione».



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