Il saluto del Paladini
alle “sue” dirigenti
TREIA - Il personale della scuola ha omaggiato sia Angela Fiorillo che va via dopo tre anni, sia Silvia Mascia Paolo che prende il suo posto

L’istituto comprensivo “E. Paladini” di Treia ha salutato le dirigenti scolastiche che si sono avvicendate alla guida della scuola: Angela Fiorillo che va e Silvia Mascia Paolo che prende il suo posto. Le dirigenti, insieme anche la dirigente scolastica Emanuela Tarascio dell’Istituto Comprensivo di Cingoli, hanno incontrato il personale della scuola al santuario del Santissimo Crocifisso, con la presenza del guardiano padre Luciano Genga che alle 19 ha celebrato una messa di inizio anno scolastico. Per le scuole del territorio è un appuntamento fisso, dove padre Luciano rivolge sempre riflessioni molto importanti per la scoperta e realizzazione della missione educativa che tutti sono chiamati a svolgere nella scuola. Nell’omelia di quest’anno le parole chiave di padre Luciano sono state: passione, responsabilità, cuore, affidamento e cura di se stessi.

Angela Fiorillo e Silvia Mascia Paolo
Dopo la messa è stata organizzata una cena “francescana” nello splendido giardino del santuario. Molto emozionata, Fiorillo ha ringraziato tutto il personale che in questi tre anni ha collaborato con lei ed ha permesso alla scuola di oltrepassare anche i difficili momenti della pandemia. Paolo ha ringraziato per l’accoglienza ricevuta e si è mostrata visibilmente colpita da tutta l’organizzazione scolastica e dal tessuto sociale e urbano di Treia, città che lei non conosceva.
Anch Tarascio di Cingoli ha portato il suo saluto ed ha auspicato collaborazione tra gli istituti scolastici. Come ricordo della serata è stato consegnato un omaggio floreale alla dirigente Paolo mentre alla dirigente Fiorillo un acquerello raffigurante uno dei più suggestivi scorci della piazza di Treia, con una frase della scrittrice Dolores Prato: “Noi cominciamo ad essere col primo ricordo che riponiamo in magazzino. Il luogo di ebbero i primi avvertimenti della vita diventa noi stessi. Treja fu il mio spazio, il panorama che la circonda, la mia visione: terra del cuore del cuore e de sogno”.



