Strada Val Potenza, Buldorini:
«Sindaco assente? Non organizzavamo noi»
Carancini: «10 milioni per 1 chilometro»
MONTECASSIANO - Il vice presidente della Provincia risponde a Leonardo Catena: «I soldi stanziati dalla Regione sono per un nuovo collegamento di circa 3,7 chilometri tra Villa Potenza e Sant’Egidio, ed è il primo tassello di una progettazione più ampia». Il consigliere regionale: «Quella strada Regione e Provincia non la vogliono. Alcuni cittadini sono andati a chiedere una modifica del tracciato? Inaccettabile che qualcuno abbia il privilegio di conoscerlo, studiarlo e modificarne le linee, naturalmente per il proprio interesse»

Luca Buldorini
«Non ho convocato una riunione sulla Val Potenza ma siamo stati invitati dai cittadini che avevano organizzato l’incontro ma che, evidentemente appartenenti a una fascia di serie B, non sono gli stessi con cui parla il sindaco. Come abbiamo ribadito durante la serata, da parte della Provincia c’è la massima disponibilità all’ascolto e al dialogo, anche perché sulla vallata del Potenza non c’è ancora alcun progetto definitivo, come sa benissimo il sindaco dato che lui stesso lo afferma anche nella nota inviata ai giornali. I dieci milioni di euro stanziati dalla Regione alla Provincia, per la realizzazione di un nuovo collegamento per circa 3,7 chilometri tra Villa Potenza e Sant’Egidio, sono solo il primo tassello di una progettazione più ampia. A questi, infatti, si aggiungono ulteriori 500mila euro del Fondo ministeriale per la coesione territoriale che serviranno per la progettazione dell’intero tracciato da Villa Potenza fino alla costa, progetto indispensabile a ottenere un finanziamento all’interno del Pnrr. Relativamente alla bretella abbiamo cominciato a studiare il tracciato, stiamo acquisendo tutti i pareri e vagliando diverse ipotesi, come è stato spiegato anche al sindaco e ai tecnici del Comune durante la riunione che si è svolta lunedì 29 agosto in Provincia con il presidente Sandro Parcaroli. Quindi, in riferimento all’incontro con i cittadini, da parte nostra non c’è alcuna iniziativa calata dall’alto, nessuna iniziativa di campagna elettorale come, invece, sottolineato dal sindaco Leonardo Catena, perché come ho già detto noi non abbiamo fatto altro che renderci disponibili a un confronto».

Il consigliere regionale del Pd Romano Carancini
Sulla questione della Val Potenza interviene anche il consigliere regionale Pd, Romano Carancini, che la definisce: «la strada che Regione e Provincia non vogliono». Anche Carancini critica che non sia stato chiamato il sindaco Leonardo Catena: «La prima cosa che stupisce è che Luca Buldorini nella propria veste istituzionale dà la disponibilità ad un incontro su un’opera pubblica che si intende realizzare nel comune di Montecassiano senza che il vice presidente della Provincia stesso si garantisca la presenza del sindaco di quel Comune: un fatto grave che io, credo, non abbia precedenti almeno nella nostra provincia. Siamo all’alfabeto del rispetto istituzionale umiliato da un comportamento che dovrebbe indurre Luca Buldorini ed il presidente Sandro Parcaroli a chiedere scusa al Comune di Montecassiano e al suo sindaco». Poi, continua Carancini «Il secondo passaggio da sottolineare è che il vice presidente della Provincia annuncia nel proprio intervento introduttivo che c’è il tracciato per l’avvio della Val Potenza e che, per non disperdere i 10 milioni previsti, la Provincia sarebbe andata comunque avanti: è tanto vero questo che viene documentato sia dalle tavole planimetriche messe sopra un piccolo tavolo in cui si sono accalcate almeno 30 persone dei circa 60 presenti i quali, ovviamente, non le conoscevano; sia dalla presenza del dirigente tecnico che avrebbe redatto quel percorso. Ma soprattutto dalla circostanza “allucinante” – sempre raccontata dallo stesso Luca Buldorini – che qualcuno dei proprietari dei terreni agricoli su cui dovrebbe passare la strada si era comunque recato in anticipo in Provincia ed aveva proposto cambiamenti del tracciato evidentemente in relazione alle proprie proprietà ed il responsabile politico delle opere pubbliche aveva accettato il “suggerimento”.
Un passaggio inaccettabile che rompe la fiducia tra istituzione e cittadino se solo chi è informato, o magari è amico dell’amico, può permettersi di avere il privilegio di conoscere il tracciato, studiarlo e modificarne le linee, naturalmente per il proprio interesse. Il metodo della partecipazione, attraverso l’informazione, il confronto, il dialogo ed in ultima analisi la decisione deve coinvolgere tutti e tutti insieme e non solo i proprietari delle aree, senza esclusione di alcuno, ma anche dei cittadini stessi di quel Comune». Carancini poi continua stilando alcune cifre: «Il vice presidente della Provincia, molto concreto sul tracciato, è invece avaro di altre informazioni determinanti quali, ad esempio, che con i 10 milioni finanziati si realizza, all’incirca, un solo chilometro di strada che, ovviamente, finisce in mezzo ad aree agricole; che non è immaginabile neppure quando potrebbero essere finanziati gli altri circa 25 chilometri di strada fino a giungere al famoso casello autostradale “Acquaroli”; nessun chiarimento neppure se siano state studiate ipotesi alternative del tracciato ovvero se, considerate le tante variabili imprevedibili e non programmate potesse essere invece più funzionale, in questa fase, un intervento migliorativo della statale 76». Tirate le somme, continua Carancini: «Alla prova dei fatti, nessuna visione – avvio nuova strada o miglioramento della vecchia – nessun coinvolgimento chiaro e trasparente del territorio, totale silenzio sull’investimento “ridicolo” di 10 milioni e sui tempi se pensiamo che l’intero tratto fino a Porto Recanati ha bisogno tra i 200 e i 250 milioni, investimento rispetto al quale la Regione è totalmente indifferente preferendo cercare finanziamenti per altre infrastrutture e territori».
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