Pagare l’affitto nei piccoli borghi
usando le criptovalute,
l’idea di cinque studenti Unimc
IL PROGETTO "LiveLocal" ha vinto il Luci e parteciperà a Start Cup Marche. «Ci proponiamo come agenzia di intermediazione tra chi vuole mettere in affitto un immobile presente nel borgo medievale e i nomadi digitali che vogliono lasciare le grandi città»

Il team di Unimc il giorno della vittoria di “Luci”
Pagare gli affitti degli immobili nei piccoli borghi marchigiani con le criptovalute. È l’idea di cinque studenti dell’Università di Macerata, che hanno vinto “Luci”, un laboratorio per l’imprenditoria e l’innovazione promosso appunto da Unimc. Il gruppo di ragazzi e ragazze del progetto LiveLocal (composto da Andrea Cerio, Matteo De Ascentiis, Salvatore Di Giuseppe, Alessandra Gierszewska e Chiara Locuzzi) è stato invitato a partecipare alla Start Cup Marche, una competizione promossa dalle università della regione che si svolge tra progetti ad alto contenuto di conoscenza formalizzati in un business plan e finalizzati alla nascita di imprese innovative nel territorio marchigiano. La Start Cup Marche si svolgerà a partire dai primi di settembre, fino ad arrivare a fine ottobre, giorno in cui ci sarà la presentazione finale dei progetti di tutti i partecipanti.
«La vittoria al “Luci” è avvenuta a maggio – scrive Chiara Lucozzi, membro del team -. Il nostro progetto LiveLocal non è ancora iniziato (dato che siamo ancora alla ricerca di partner e di patrocini con i comuni della zona), tuttavia sentiamo già questa missione in maniera molto forte e non vediamo l’ora di rivolgerci ad un pubblico internazionale per portare più gente possibile nei borghi medievali. In sostanza, ci proponiamo come agenzia di intermediazione tra chi vuole mettere in affitto un immobile presente nel borgo medievale e i nomadi digitali che vogliono lasciare le grandi città per ritrovare le loro origini oppure scoprire un nuovo modo di vivere. Tramite il sito e l’app, sarà possibile consultare la lista degli immobili disponibili e prenotarli. Inoltre, siamo a conoscenza del fatto che sarà necessario creare un hub con tutti i servizi necessari per far sì che l’esperienza del nomade digitale sia indimenticabile, per questo proponiamo di aiutare i comuni nella realizzazione di attività fondamentali per attrarre chi lavora da remoto. L’elemento innovativo della nostra offerta starebbe nel metodo di pagamento online degli affitti: oltre ai metodi tradizionali con carte di credito, vorremmo implementare un modo per utilizzare le criptovalute – conclude Chiara Lucozzi -. La nostra missione è nata grazie all’amore per i borghi, all’interesse verso la loro riqualificazione e ripopolamento, alla volontà di far riscoprire le antiche radici di ognuno di noi ma anche di far conoscere realtà sconosciute a chi non è mai stati nei borghi medievali in Italia».
Per l’affitto in criptovaluta punterei di più sul target dei fantasmi.