«Due anni difficili con la pandemia,
ma non ci siamo mai fermati»

FIAMME GIALLE - Il comandante provinciale Ferdinando Falco sull'attività svolta dai finanzieri che sono stati impegnati su più fronti, da quello tradizionale del controllo economico del territorio, allo spaccio, lavoro nero
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Il colonnello Ferdinando Falco

 

«In questi due lunghi e difficili anni di emergenza pandemica, l’attività della Guardia di Finanza non ha mai subito rallentamenti, ma si è focalizzata, con ancora più intensità, sugli illeciti tributari maggiormente lesivi degli interessi erariali e delle regole della concorrenza e del mercato, privilegiando l’esecuzione di indagini di polizia giudiziaria», così il colonnello Ferdinando Falco, comandante provinciale della Guardia di finanza.

Il colonnello Falco sulla lotta all’evasione fiscale ha detto che la Finanza ha lavorato con l’incrocio delle banche dati fiscali e di polizia, sul controllo economico del territorio e sulle risultanze delle indagini di polizia giudiziaria e valutaria, «nei confronti dei contribuenti ad elevata pericolosità fiscale e, in particolare, verso coloro che pongono in essere condotte fraudolente e illeciti a carattere internazionale: è questa, in sintesi, la strategia adottata dai reparti dall’inizio della pandemia per arginare i più gravi e diffusi fenomeni di illegalità tributaria e tutelare l’economia legale. Tra i risultati più significativi conseguiti nello specifico comparto ricordiamo l’Operazione “Matrioska”, una maxi frode fiscale, scoperta dalla Compagnia di Macerata (ora Gruppo) con il coordinamento della Procura, nei confronti di un gruppo di imprese operanti nella provincia maceratese nel settore della lavorazione delle calzature», sette erano state le denunce, tra cui un professionista: tre sono residenti a Torino e quattro nella provincia di Macerata, ed erano stati sequestrati circa 300mila euro su conti bancari, circa 75mila euro di quote societarie, parti di 41 appezzamenti di terreni, un appartamento con annesso garage, porzione di un locale commerciale sito a Roma ed un’automobile Porsche Cayenne. «Degna di nota anche l’Operazione “Oratio” – continua Falco –, una maxi evasione fiscale, scoperta dalla ex Compagnia di Macerata con il coordinamento della locale Procura, posta in essere da due società di capitali formalmente operanti nel settore della lavorazione di prodotti in legno, di cui una con sede legale fittiziamente dichiarata in Milano e l’altra con sede a Corridonia, le quali hanno omesso di presentare le dichiarazioni fiscali ai fini delle imposte sui redditi e dell’Iva, rispettivamente, per sette e cinque annualità. L’attività si è conclusa con la denuncia di 5 persone e il sequestro di 4 immobili ubicati a Macerata, quote societarie e disponibilità finanziarie, per un valore complessivo di circa 1 milione 100mila euro. L’operazione “Domino cinese” svolta dalla tenenza di Porto Recanati, ha permesso invece di smascherare un articolato intreccio di aziende coinvolte, a vario titolo, in una maxi frode fiscale di oltre 10 milioni di euro, con numerose inadempienze in materia di lavoro e rilevanti violazioni alla normativa antiriciclaggio, a fronte della quale è stato disposto il sequestro per equivalente di beni fino a concorrenza delle imposte evase». Il colonnello Falco ha sottolineato anche le indagini su una maxi frode fiscale nel settore delle accise sulle bevande alcoliche scoperta dal Nucleo di Polizia Economico-Finanziaria di Macerata: «Ammonta a circa 3 milioni di euro l’evasione alle accise a fronte di un volume d’affari di oltre 17 milioni di euro non dichiarato all’erario e recuperato a tassazione».

Tra gli impegni citati dal comandante provinciale la lotta al lavoro “nero” e “irregolare” ed in particolare sul “caporalato” e ha ricordato «il recente servizio svolto dalla Tenenza di Camerino, che ha portato all’esecuzione di un decreto di applicazione delle misure cautelari degli arresti domiciliari di un imprenditore che aveva impiegato sette lavoratori “in nero” e nove lavoratori “irregolari”, sottopagandoli, nonché dell’amministrazione giudiziaria dell’azienda stessa». Il colonnello ha ricordato anche l’impegno «a tutela delle persone e degli operatori economici onesti, che rispettano le regole, nonché delle fasce più deboli della popolazione. A tale ultimo riguardo, si ricorda l’operazione “Ultime volontà”, un’indagine svolta dal Nucleo di polizia economico-finanziaria di Macerata che ha portato all’applicazione di misure cautelari personali, disposte dal Gip, nei confronti di due legali, entrambi iscritti all’Ordine degli avvocati di Macerata, indagati per i reati di falsificazione di testamento e circonvenzione di persona incapace».

Per quanto riguarda la ricostruzione «continueremo a monitorarla, intercettando eventuali tentativi di penetrazione da parte delle consorterie criminali; parallelamente, vigileremo con la massima attenzione sui tentativi finalizzati all’indebita percezione di provvidenze e commesse pubbliche o alla gestione diretta e indiretta di imprese operanti nei settori produttivi resi più attrattivi o entrati in crisi a causa della pandemia». Sul contrasto all’indebita percezione di incentivi nazionali, strettamente correlati alla pandemia, il colonnello ha sottolineato che sono stati svolti numerosi interventi che hanno riguardato finanziamenti garantiti dallo Stato e contributi a fondo perduto. Nello specifico, sono stati individuati finanziamenti assistiti da garanzia indebitamente percepiti per oltre 610mila euro (soggetti che hanno distratto parte dei finanziamenti per fini personali o familiari, contrariamente a quanto previsto dalla legge); contributi a fondo perduto indebitamente percepiti per oltre 93mila euro (soggetti che hanno dichiarato un fatturato superiore a quello effettivo, allo scopo di incassare un contributo maggiore di quello spettante, o soggetti non aventi diritto). Sono 25 le persone denunciate. Con riferimento agli illeciti in materia di spesa pubblica, ricordiamo l’Operazione “Hybris”, un’indagine nel settore degli appalti pubblici svolta dalla Tenenza di Camerino con il coordinamento della procura, che ha portato alla denuncia di due dipendenti pubblici e consentito di acclarare irregolarità nell’assegnazione di 58 appalti, per un ammontare complessivo di oltre 2 milioni di euro. Tra questi, una ventina, per un valore complessivo di circa 650mila euro, riguardano opere legate al post-sisma. Nel corso delle indagini delegate sono emerse, altresì, condotte di peculato, poiché alcune somme destinate in favore di privati a seguito del sisma del 1997 sono state utilizzate intenzionalmente per scopi diversi, nonché condotte corruttive che hanno coinvolto uno dei due dipendenti pubblici, il quale ha ricevuto somme di denaro al fine di favorire una ditta, rivelatasi poi aggiudicataria, in una procedura di gara. I due indagati, rinviati a giudizio, dovranno rispondere anche del danno erariale di oltre 300mila euro, cagionato in conseguenza degli illeciti commessi, per il quale sono stati segnalati alla Procura regionale della Corte dei conti di Ancona».

Sul reddito di cittadinanza, Falco sottolinea che sono state scoperte irregolarità tra le quali le più significative hanno riguardato: «soggetti che percepivano il reddito di cittadinanza nonostante fossero risultati sottoposti a misure cautelari, in relazione alla commissione di svariate tipologie di gravi delitti: dall’associazione di tipo mafioso, all’omicidio, all’estorsione, ai reati in materia di stupefacenti, allo sfruttamento della prostituzione; false dichiarazioni di possedere il requisito della residenza in Italia da almeno 10 anni o di avervi risieduto ininterrottamente almeno 2 anni prima dal momento della presentazione dell’istanza, omessa comunicazione delle intervenute variazioni dello stato reddituale, lavorativo o familiare, fattori, questi, che incidono sulla determinazione della prestazione sociale erogata, fino ad azzerarne il diritto alla percezione. Singolari i casi di una famiglia di giostrai e di una parrucchiera». Altra attività il contrasto al riciclaggio. «Innanzitutto, dal punto di vista della prevenzione, i reparti hanno proceduto all’analisi di 388 segnalazioni di operazioni sospette, che rappresentano un bacino informativo sempre più rilevante, per cui stiamo conferendo priorità a quelle collegate a tentativi di infiltrazione della criminalità nell’economia, di sviamento dei sussidi pubblici e agli abusi di mercato. Nel contempo, sono state condotte mirate attività ispettive nei confronti dei soggetti tenuti al rispetto della normativa antiriciclaggio nonché articolate indagini, anche a carattere transnazionale, che hanno consentito di disvelare complessi sistemi di frode, grazie anche agli strumenti di cooperazione internazionale. A tal riguardo, ricordiamo l’Operazione “K2” a contrasto delle frodi fiscali (basate sull’illecita compensazione di crediti tributari generati da false fatturazioni). Circa 300 sono stati i soggetti individuati, sparsi sull’intero territorio nazionale, che avevano portato in compensazione crediti fittizi e, per 56 di essi, oltre agli aspetti amministrativi, è scattata anche la segnalazione all’autorità giudiziaria, essendosi configurato il reato tributario di “indebita compensazione” e riciclaggio internazionale. La prosecuzione delle indagini ha poi consentito di segnalare 13 persone (tra avvocati, commercialisti e imprenditori), a vario titolo, in concorso nei reati di riciclaggio, autoriciclaggio, impiego di denaro, beni o utilità di provenienza illecita, trasferimento fraudolento di valori, tutti aggravati dal carattere della “transnazionalità». Nel pieno della pandemia la Finanza ha effettuato numerosi sequestri di dispositivi di protezione individuale (gel, mascherine), «anche nel corso del 2021 e del 2022, in costanza dello stato d’emergenza pandemico, è proseguita l’attenta vigilanza al fine di scongiurare la messa in commercio di dispositivi di protezione e altri prodotti correlati non connotati dai necessari requisiti di sicurezza.

A tal riguardo, sono stati denunciati 3 soggetti per frode in commercio e sottoposti a sequestro 35.825 mascherine e dispositivi di protezione individuale. Particolare clamore ha destato, all’inizio di quest’anno, un’operazione dei finanzieri della Compagnia di Civitanova che hanno sequestrato 3.600 medicinali di produzione cinese, pubblicizzati online quale rimedio e cura all’infezione da Covid» Tra le altre operazioni quella dei finanzieri della Compagnia di Civitanova e della Tenenza di Porto Recanati che ha portato al sequestro di circa 19mila articoli recanti il marchio “Ce” mendace – acronimo di China Export – e oltre 55mila articoli sprovvisti dell’etichettatura recante le informazioni minime da fornire al consumatore. Altra operazione quella della Compagnia di Macerata che, «sotto la direzione della locale Procura, ha individuato tre soggetti residenti nella provincia maceratese, facenti parte dello stesso nucleo familiare che, attraverso la creazione di “gruppi” su piattaforme di alcuni social, pubblicizzavano e vendevano capi di abbigliamento e accessori, borse e pelletterie contraffatti, riconducibili a note griffe della moda».

In provincia con il nuovo piano per il controllo coordinato è stato ribadito il ruolo fondamentale della Guardia di finanza, impegnata in prima linea unitamente alle altre forze di polizia, anche nel garantire il mantenimento dell’ordine e della sicurezza. Il colonnello Falco spiega che «L’attività è orientata non solo a finalità repressive, ma anche alla ricerca e acquisizione di elementi informativi utili per i successivi sviluppi investigativi e vede l’impiego diuturno di pattuglie, con l’ausilio delle unità cinofile antidroga, in servizi di appostamento, perlustrazione, osservazione e attuazione di posti di controllo. In particolare, nella lotta al traffico e allo spaccio di sostanze stupefacenti, in adesione alle direttive emanate dal prefetto di Macerata» conclude Falco.

(redazione cm)

Scoperti 67 evasori totali, 211 denunce sul reddito di cittadinanza: illeciti per 1,2 milioni (Video)



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