La storia di Nazareno Rocchetti
è un messaggio ai giovani
TOLENTINO - Presentato al Politeama il libro "Babbo, cosa c’è al di là del mare?" del fisioterapista ed artista cingolano, raccolto e scritto da Luca Patrassi per Giaconi Editore

La presentazione al Politeama
Presentazione in grande stile l’altro pomeriggio per “Babbo, cosa c’è al di là del mare?, libro- testimonianza di vita del fisioterapista ed artista cingolano Nazareno Rocchetti, raccolto e scritto da Luca Patrassi per Giaconi Editore.
Vernice in grande stile al teatro Politeama con, a sottolineare l’evento, le presenze, tra le molte altre, dell’imprenditore filantropo Franco Moschini del direttore artistico del teatro tolentinate Massimo Zenobi e del comandante provinciale dei carabinieri di Macerata Nicola Candido. Brillante la conduzione di Alvin Crescini, contenuti musicali firmati dal violinista Marco Santini, capace di varcare i confini con la forza universale della musica. «Un libro importante che racconta la storia, ricca di spunti e di aneddoti, di Nazareno Rocchetti, un’opera motivazionale, non solo un racconto», ha osservato nell’introduzione Alvin Crescini per poi leggere un passo della prefazione curata da Neri Marcorè (in sala c’erano la madre Ines e la moglie Selene dell’artista marchigiano).
L’editore Simone Giaconi ha sottolineato i suoi tredici anni di presenza editoriale legata al territorio, «orgoglioso di aver pubblicato l’opera, la cosa che colpisce è il fatto che ci si trova davanti un Nazzareno Rocchetti senza filtri, come senza filtri sono i racconti dei vari personaggi, i retroscena, gli episodi legati a personaggi come Mennea, Bordin, Pavarotti». Il commento di Nazareno Rocchetti: «Ho sempre pensato di avere un debito con i giovani, la gente come me è cresciuta sulla strada che considero la migliore università, ed allora mi sono detto che avrei dovuto lasciare un messaggio a questi giovani cui abbiamo comprato sempre tutto, sogni e desideri, sbagliando non li abbiamo messi nelle condizioni di coltivare i sogni. Abbiamo trovato fiumi in cui si poteva fare il bagno, oggi sono discariche a cielo aperto».


