Chef Bedini denuncia:
«Non trovo personale
neanche a 12 euro l’ora»

MONTELUPONE - Il ristoratore, titolare della Taverna dell'artista, spiega come potrebbe essere costretto a rinunciare ai tavoli all'aperto d'estate: «Una perdita presumibile di fatturato di circa 150mila euro. Finora abbiamo cercato inutilmente sia per la cucina che per la sala, nonostante quello sia il compenso minimo lordo che diamo a un ragazzo senza alcuna esperienza»
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Antonino Bedini

 

di Luca Patrassi

«Cerchiamo personale di sala e di cucina da mesi, finora inutilmente. Sempre però, quando pubblichiamo gli annunci, c’è sempre qualcuno che non ci conosce e dice che bisogna finirla di pagare i giovani 3/4 euro l’ora. Bene, il compenso minimo che diamo a un ragazzo senza alcuna esperienza è di 11/12 euro lordi l’ora, più il pranzo». A parlare è Antonino Bedini, chef, titolare del ristorante Taverna dell’artista di Montelupone, noto anche per essere stato assessore comunale a Potenza Picena. Motivo dell’intervento di Bedini è la polemica legata alle diverse letture che si danno della carenza di personale nei locali: c’è la tesi per la quale “le aziende non trovano il personale necessario perché  chi prende il reddito di cittadinanza non va certo a lavorare” e quella contrapposta per la quale “gli imprenditori non trovano manodopera solo perché pretendono di pagarla  tre/quattro euro lordi all’ora”.

Argomenta Bedini: «Quella citata è la tariffa base che applichiamo anche per le assunzioni a chiamata, per un servizio di sei ore, la paga base è di 11/12 euro euro l’ora, più appunto il pranzo. La contabilità del locale la gestisce lo studio Sogesa a Piediripa, potete chiedere a loro. Il fatto di non trovare personale potrebbe costringermi a non attivare la prossima estate il servizio in piazzetta all’aperto con una perdita presumibile di fatturato di circa 150mila euro. Nonostante che le retribuzioni siano quelle dette, il personale per la stagione non lo trovo, i motivi non sono quelli che alcuni dicono, vale a dire paghe orarie da miseria, non è così. Ci sono anche quelli che chiedono di non lavorare il sabato o la domenica, che sono gli unici giorni in cui un ristorante lavora. Chi non ha voglia di lavorare, non dica almeno falsità sulle motivazioni di base: alla fine comunque c’è anche chi preferisce andare a lavorare al mare a tre euro l’ora, ma le motivazioni sono diverse da quelle legate alla retribuzione».



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