Omofobia, Contigiani: «FdI inopportuna»
Cicarè: «L’istruzione svela il loro bluff»
Fraticelli: «Strumentalizzazione politica»

MACERATA - Reazioni in serie dopo l'intervento della sezione maceratese del partito della Meloni. La coordinatrice cittadina dei dem invita Fratelli d'Italia ad occuparsi del taglio delle classi disposto dal dirigente dell'Ufficio scolastico regionale. Il capogruppo di Strada comune: «Coccolano i loro elettori, che hanno due principi: patria e famiglia e poi il nulla». Il coordinatore di Azione: «Educare a una cultura della non discriminazione, non si comprende la sfiducia nei confronti dei prof»
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di Luca Patrassi

Il tempo per la sezione maceratese di Fratelli d’Italia di contestare l’iniziativa del Ministero, in occasione della Giornata internazionale contro l’omofobia, la bifobia e la transfobia, di invitare «i docenti e le scuole di ogni grado, nell’ambito della propria autonomia didattica ed organizzativa, a creare occasioni di approfondimento con i propri studenti sui temi legati alle discriminazioni, al rispetto dei diritti umani e delle libertà fondamentali» ed ecco arrivare una serie di reazioni.

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Ninfa Contigiani

Rileva Ninfa Contigiani, segretaria cittadina del Pd: «L’intervento di Fratelli d’Italia sulla Circolare ministeriale per la giornata contro omofobia, bifobia e transfobia è davvero inopportuno e inadeguato, come sempre più spesso succede. Dove dovrebbero trovare posto il dialogo e il confronto con le nuove generazioni sul mondo che li circonda se non proprio a scuola? La circolare contestata semplicemente suggerisce di dare a ragazze e ragazzi un’occasione per ragionare, capire, dibattere tra loro e con il corpo docente. Dove, se non a scuola? Certo in famiglia – come suggeriscono loro –  e chi lo nega? Ma quello domestico non può essere l’unico luogo di crescita perché si cresce anche in una società, non in un’isola deserta. Le famiglie dovrebbero essere ancora più tranquille nel sapere che invece di essere lasciati soli – magari a vagare su internet – ragazze e ragazzi sono guidati in un contesto sicuro e conosciuto come la loro scuola con i loro docenti. FdI parla di conflitto che ci sarebbe nella società su questi argomenti ma la raccontano proprio male, non c’è nessun conflitto se non quello che creano loro di volta in volta con le loro strumentalizzazioni ideologiche perché sarebbe più onesto dicessero apertamente che non vogliono una società del rispetto di tutti, ma solo di chi gli piace. C’è da chiedersi a chi conviene, chi ci guadagna nel costringere altri a nascondersi, a non essere se stessi? Non c’è nessun insegnamento impartito su “strane teorie sulla fluidità dei sessi, sul gender o sul altri elementi che portano ad  una ipersessualità precoce e che turbano i minori” perché non esistono, come non esistono teste vuote da indottrinare ma ragazzi e ragazze intelligenti e capaci di distinguere a differenza di ciò che pensano loro. Perché Fratelli d’Italia non si occupa piuttosto di far fare a Filisetti (direttore Ufficio scolastico regionale, ndr) il suo lavoro in modo da recuperare le classi che verranno tolte alla nostra città per l’anno prossimo?».

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Alberto Cicarè

Prosegue la serie Alberto Cicarè, capogruppo in Consiglio comunale di Strada Comune: «Fratelli d’Italia fa il suo mestiere, che è coltivare, coccolare e stimolare il suo elettorato, che ha un paio di principi da difendere, patria e famiglia. Poi il nulla, a partire dalla difesa dei ceti meno abbienti che fanno finta di tutelare. Per questo l’istruzione dà fastidio, perché permette di capire e svelare il loro bluff. Certo, questo proliferare delle giornate per o contro, senza che ci sia sotto un vero lavoro di diffusione culturale o di sostegno economico per i temi affrontati, non risolve i problemi. La scuola di per sé è un fattore di contaminazione e di prevenzione delle discriminazioni, soprattutto se fosse dotata di adeguati finanziamenti. I ragazzi stanno insieme naturalmente, in ambienti curati e tutelati. Non servirebbero allora le giornate contro le discriminazioni, che alla fine si rivelano un bell’espediente per mettere in mostra la propria miseria culturale e politica».

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Massimiliano Fraticelli (Azione)

Massimiliano Fraticelli, coordinatore provinciale di Azione, rileva: «Questa giornata internazionale richiama l’attenzione sulle violazioni alla dignità della persona motivate con orientamenti sessuali diversi dal proprio. Come sostenuto anche dal presidente Mattarella occorre educare a una cultura della non discriminazione, per costruire una comunità che metta al bando ogni forma di prevaricazione radicata nel rifiuto delle differenze. Il rispetto dei diritti di ogni persona, l’uguaglianza fra tutti i cittadini, sancita dalla nostra Costituzione e dagli ordinamenti internazionali che abbiamo fatto nostri, non sono derogabili. Non si comprende, oggettivamente, la sfiducia ed il pregiudizio manifestati da Fratelli D’Italia nei confronti del corpo docente, se non pensando ad una strumentalizzazione squisitamente politica. La scuola è senz’altro uno dei luoghi deputati a diffondere i valori del rispetto della persona e della non discriminazione, così come a sensibilizzare le nuove generazioni su questi temi».

 

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