La Civitanovese è al bivio:
la speranza di restare nei playoff
o il fallimento degli obiettivi stagionali
MATITA ROSSOBLU - Gli uomini di Vagnoni (che mostra di non avere le idee chiare sull'assetto tattico della squadra) durano un tempo a Trodica e poi incassano l'ennesimo ko. Tra il silenzio stampa e le esternazioni di Profili qualcosa si è incrinato nello spogliatoio: il match contro la Futura'96 è la partita della verità

I tifosi della Civitanovese al San Francesco di Trodica
di Aldo Caporaletti
Il presidente Profìli, prima della trasferta di Trodica, ci ha tenuto a far sapere di avere il polso della Civitanovese: «I ragazzi hanno capito la lezione», ha detto. Salvo che, contro la squadra di mister Martinelli, i rossoblu hanno tenuto soltanto un tempo. Hanno concluso la prima parte addirittura in vantaggio (2-1), reti di Gesuè e Visciano, dopo il penalty di Castellano. Nella ripresa, con l’ingresso della terza punta, Andrea Bucchi – poche ma essenziali le sostituzioni di Martinelli – in aiuto a Cuccù e Castellano, si è registrato il crollo della Civitanovese. I biancocelesti ne hanno segnati tre con grande apporto dell’ex Fermana e Teramo in Serie C, che si è procurato un rigore e ha detto la sua sulla doppietta di Cuccù, elemento essenziale per il Trodica.

Mister Roberto Vagnoni
Sul versante della Civitanovese, il tecnico Vagnoni mostra di non avere le idee chiare sull’assetto tattico della squadra, con continui cambi di ruolo. Nelle ultime gare ha schierato l’under Rossini nel delicato ruolo di regista, con lo spostamento del mediano Visciano prima mezzala (con la Palmense) e poi trequartista (a Trodica), salvo riportarlo nella ripresa alla posizione d’origine. Non era tra i convocati il rifinitore Di Benedetto, sostituito dopo il primo tempo nel ko con la Palmense. Il giocatore, arrivato in dicembre con il placet di Vagnoni (che lo ha avuto con sè nell’esperienza abruzzese), non era dato infortunato. Potrebbe essere lui la prima vittima (non dichiarata) dei “tagli alla rosa”, minacciati da Profili nelle esternazioni della scorsa settimana. Con lo stop di Trodica sono tre le sconfitte della Civitanovese negli ultimi quattro turni, media preoccupante per una squadra che punta ai playoff (dopo aver dichiarato a inizio stagione di voler “vincere il campionato”, vero Spadoni?).

Il Trodica esulta dopo il successo
I rossoblu ringrazino il Montecosaro, che ha fatto l’impresa in inferiorità numerica sul terreno della Futura ’96 (5-4), se conservano il quarto posto. Qualcosa si è incrinato nello spogliatoio rossoblu dopo la debacle interna con il Monturano (1-2), seguita a breve distanza alla sconfitta (in fotocopia) con la capolista Chiesanuova. E’ possibile che il silenzio stampa miri a evitare che trapelino dissapori interni. Quel «qualcuno deve fare una vita regolare fuori dal campo»- rivelato dal patron Profili – è un vero boomerang per la dirigenza. Per la Maceratese la sconfitta nel derby, oltre ai meriti di mister Trillini, è stata rigenerante. Sono seguite sei vittorie di fila, l’ultima interna con la sorpresa Monterubbianese (3-2). Secondo posto in classifica (dieci punti avanti alla Civitanovese), con il Chiesanuova distante 7 punti, da affrontare nello scontro diretto. E la possibilità per gli sportivi di un finale di stagione “thrilling”.
La Civitanovese è attesa domenica prossima al Polisportivo alla “partita della verità”. Ospita la Futura ’96, formazione con le stesse ambizioni di playoff, che gli concede due punti in classifica (l’Aurora Treia, in ripresa, è a un punto). Una vittoria potrebbe ridare speranze alla squadra di Vagnoni, l’ennesima sconfitta gettarla nel precipizio del fallimento degli obiettivi stagionali. Alla sconfitta di Trodica fa seguito un silenzio assordante della dirigenza rossoblu. Nel calcio di un tempo – che tali misure rievocano – al silenzio stampa avrebbe fatto seguito la squadra in ritiro. Mentre una città e una tifoseria (contestazioni nel post partita di Trodica), che hanno conosciuto il professionismo, meriterebbero dirigenti più avveduti e prospettive migliori.
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