Civitanovese, un punto in tre giornate:
la crisi mette a rischio
il posto nei playoff
MATITA ROSSOBLU - La nuova rubrica settimanale a cura di Aldo Caporaletti. Dopo il ko con la Palmense il patron Profili ha imposto il silenzio stampa, come se la causa delle debacle fosse l'informazione e non le evidenti carenze nell'organico che stanno venendo a galla

Le squadre in campo ieri al Polisportivo
di Aldo Caporaletti
La Civitanovese gioca il Primo Maggio – unica gara disputata in tale data in Promozione – si ritrova senza sostenitori (appena un centinaio gli spettatori), gradinata vuota e con il Polisportivo espugnato in due partite consecutive (due settimane prima c’era riuscita la vice capolista, Monturano – che lamentava sette giocatori assenti – con il medesimo risultato, 2-1).

(Foto Sonia Muci, ufficio stampa Civitanovese)
Fa festa la Palmense che approfitta della vittoria per tirarsi fuori dalla zona playout, in cui precipita il Corridonia. I ragazzi di Cipolletta all’andata, agli inizi della gestione Vagnoni, misero in difficoltà la Civitanovese. Protagonisti il centrocampista Mauro e la punta Ferranti, che stavolta non erano della partita. A quest’ultimo, servito da Mauro, fu negato un evidente rigore (fallo di Smerilli). Nel ritorno, l’uomo partita per la Palmense – priva dello squalificato Verdecchia e con Croceri inutilizzato in panchina – è stato German Pomiro (arrivato nel mercato dicembrino dalla Sangiustese), che prima ha siglato la rete del vantaggio con uno dei suoi tiri da fuori, alla mezz’ora del primo tempo, poi ha propiziato il bis del terzino Gentjan Kuinxhiu, all’inizio della ripresa. Alla Civitanovese, assenti i difensori Balloni e Mariani e il centrocampista Gesuè, è riuscito solo il gol della bandiera, a fine partita, con Cordoba.

Mister Vagnoni
Mister Vagnoni ancora una volta ha trovato l’assetto migliore a gara in corso, ma pur avendo giocato l’ultima mezz’ora con quattro punte: Russo e Chornopyshchuk (esclusi in partenza), Gragnoli e Cordoba, non ha riacciuffato la Palmense. A fine gara, nessuno dei rossoblu presente in sala stampa, perché a rapporto dal presidente Profili, il quale in una nota ha annunciato l’ennesimo silenzio stampa per la squadra (sarà come quello subito annullato dopo il recupero di Corridonia?), come se causa delle debacle della squadra fosse l’informazione. Pesano sul patron, che sarà l’unico a poter parlare fino a nuovo ordine, cinque anni di gestione con la squadra bloccata in Promozione.

Mauro Profili, presidente della Civitanovese
La squadra rossoblu presenta evidenti carenze, che le doti tecniche di Vagnoni, per un periodo, sono riuscite a mascherare. Assenza di un regista difensivo (le prestazioni di Alessandroni pesano sugli ultimi insuccessi); centrocampo con mediani e senza uomini di movimento; attacco fatto di esterni e seconde punte. Un centravanti, Gragnoli, di cui si è potuto disporre a fine torneo. L’assenza di Balloni, infortunato alla caviglia a Potenza Picena – esterno alto trasformato terzino – pesa sulla Civitanovese (suo il gol nel derby con la Rata). Senza le sue incursioni sulla fascia e il rifinitore Di Benedetto con poche partite nelle gambe, arrivano pochi palloni alle punte. Un pasticcio di mercato che non ci volevano dirigenti con trascorsi in Lega Pro per architettare. Risultato, i rossoblu sono in crisi in un passaggio cruciale del campionato (un punto nelle ultime tre giornate).
L’ultimo successo risale a Treia, vittoria sull’Aurora con l’aiuto di una svista arbitrale. Civitanovese avanti 2-1, Gragnoli, ripiegato in difesa, tocca la palla con un braccio, rigore negato, ripartenza e gol del solito Balloni. Dal possibile pareggio dell’Aurora alla partita chiusa. E’ passato un mese dalla vittoria nel derby, con cui la Civitanovese sorpassò la Rata. Dopo l’ultimo turno i biancorossi, protagonisti di una bella serie di vittorie consecutive, sono avanti di sette punti. Chiesanuova promossa, a Monturano e Maceratese le migliori piazze playoff, la Civitanovese dovrà contendersi con Futura ’96 e Monterubbianese (che dovrà affrontare) e Aurora Treia ciò che resta.
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