Aumento indennità ai sindaci,
Ciarapica dona alla Caritas
Pezzanesi e Gentili: «Ok l’adeguamento»

STIPENDI - Il primo cittadino di Civitanova darà la quota in più in beneficenza, quello di Tolentino dice: «Prendo 1.087 euro al mese: mi ero già ridotto il compenso del 30% per destinarlo all’assistenza scolastica». Il sindaco di Monte San Giusto spiega: «c’era un problema legato al compenso specie per gli amministratori dei Comuni più piccoli che hanno tantissime responsabilità»
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Il sindaco Fabrizio Ciarapica

 

di Luca Patrassi

I sindaci maceratesi si muovono in ordine sparso dopo il decreto del governo Draghi che ha recepito le richieste di adeguamento delle indennità degli amministratori locali avanzate dall’Anci e dalla Lega per le autonomie. Alcune determine sono state prese dai dirigenti dei vari Comuni, altre sono annunciate. Aumenti scaglionati fino all’entrata a regime delle nuove indennità, prevista nel 2024: le differenze tra le vecchie e nuove indennità saranno coperte con fondi statali, chi non riterrà di adeguare le indennità, rimarrà evidentemente agli emolumenti di prima e le relative somme resteranno nel bilancio statale.

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Il sindaco Giuseppe Pezzanesi

Il commento di alcuni primi cittadini maceratesi, il sindaco di Civitanova Fabrizio Ciarapica: «Visto il particolare momento e lo stato di crisi abbiamo appena deciso in giunta, con l’accordo del presidente del Consiglio comunale, che devolveremo le quote aggiuntive di indennità, da oggi fino alla chiusura di questo mandato amministrativo, alla Caritas diocesana. Ho proposto questa soluzione che è appena stata accolta dalla giunta e dal presidente del Consiglio».

Il sindaco di Tolentino Giuseppe Pezzanesi: «Prendo 1.087 euro al mese di indennità: mi ero già ridotto il compenso del 30% per destinarlo all’assistenza scolastica. In questi anni ho devoluto una cifra importante, l’ho fatto perchè amo questa città e mi ha animato in questi anni il desiderio non della remunerazione del ruolo ma quello di cambiare Tolentino e di farla diventare una città di riferimento. Premesso questo, dico anche che quello del Governo sia un provvedimento giusto alla luce delle responsabilità e del lavoro imponente che svolgono i primi cittadini, c’era una sproporzione rispetto ad altri ruoli istituzionali».

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Andrea Gentili, sindaco di Monte San Giusto

Il sindaco di Monte San Giusto Andrea Gentili: «E’ una battaglia che ha fatto l’Anci e che il governo Draghi ha recepito: c’era un problema legato al compenso specie per gli amministratori dei Comuni più piccoli che hanno tantissime responsabilità, ci sono altre figure istituzionali che godono di indennità ben diverse da quelle degli amministratori locali. L’aumento delle indennità servirà a incentivare quanti vogliono fare l’esperienza di amministratore, ci sono sindaci che svolgono la funzione da decenni nei piccoli paesi e questo perchè nessuno vuole fare il primo cittadino assumendosi i rischi e senza avere una indennità adeguata».

 

 

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